Sono solo scuse

Correre la mattina è impossibile per me. Punto.

Poi però quando esco di casa per andare in ufficio e magari è una bella mattina e vedo quelli che rientrano dalla corsa, mi viene voglia. Ma è la voglia di quelli che ‘vorrei ma non posso’. E allora mi dico che mi devo mettere di impegno per cambiare quelle cose della mia vita che mi impediscono di andare a correre la mattina. E se non ci fosse niente da cambiare? Se fossero solo scuse? Sono solo scuse. Perché poi lo so che una volta in ballo, io ballo. E ballo anche bene. Mi conosco.

Io adoro correre. Adoro farlo quando, appunto, lo sto facendo. Quando ho superato tutti gli ostacoli – o scuse – che di solito si mettono tra me e il primo passo di corsa. Non parlo di fossati, ponti tibetani, draghi. No. Parlo di cose ben più pericolose, come i miei calzettoni preferiti che sono in lavatrice, le due gocce di pioggia che vengono giù, la playlist che non ho avuto il tempo di finire, la pizza che ho da impastare per cena, la visiera per il sole che non ricordo dove ho messo. Cose apparentemente senza senso o innocue, ma di una potenza psicologica senza eguali. Sì, perché convincere il tuo cervello che senza quella playlist si può correre lo stesso, è un’impresa titanica. E nel giro di attimi la tua testa ti ha fatto bruciare una tale quantità di calorie che sei già distrutta senza neanche aver fatto un passo.

Poi succede che torno a casa dall’ufficio prima del previsto. Il tempo necessario per cambiarmi, limarmi le unghie, mettere lo smalto e avvisare il mio cervello che se non corro almeno mezz’ora lo smalto non si asciuga e la manicure si rovina.

Questa si che è una buona motivazione. Devo ricordarmela per le prossime volte.

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San Cristoforo sul Naviglio