Allenamento personalizzato: l’intervista a Sara Ventura

Una pioggia di luce naturale ti colpisce appena entri in questo luogo che conserva ancora il passato di quello che è stato. Le pareti hanno i segni di una ex fabbrica di bastoni per camminare, ma anche il segno ben preciso di quello che è diventato: un luogo di ritrovo per chi vuole cambiare il proprio corpo e il proprio atteggiamento mentale: il simbolo del cambiamento e della creazione è la croce arancione dipinta sul muro principale, ed è anche il logo della palestra.

CrossFit Navigli è la bellissima realtà creata da Sara Ventura due anni fa. Ex tennista professionista, 250esima al mondo e vincitrice di quindici tornei italiani, il tennis è stato il suo (duro) lavoro fino a 9 anni fa. Sara ha quell’espressione tipica di chi sa sempre cosa vuole. Una determinazione che le è servita nella sua carriera sportiva, ma anche in questa disciplina e in questo mondo tipicamente dominato dagli uomini. Nel CrossFit ha trovato l’indispensabile tecnicità del tennis, una similitudine che le è servita per ricrearsi un nuovo percorso sportivo mettendo a frutto i suoi anni di esperienza.

La tua specialità è l’allenamento personalizzato…

Esattamente. Sto anche pensando di cambiare il nome alla palestra perché  il CrossFit è molto inflazionato. Faccio fatica a far capire che non è quello sport estremo come molti immaginano, dove alzi pesi pazzeschi e sbatti il bilanciere per terra. Io non lo intendo così almeno, perché l’allenamento si crea in base agli obiettivi che ha una persona. Anche quando si fa lavoro di gruppo le mie classi sono da tre/otto persone al massimo per poter seguire ognuno al meglio nell’aspetto più tecnico. E poi ho molti clienti che fanno l’allenamento personalizzato anche indipendentemente dal CrossFit, come chi ha problemi di ernia, chi si è appena operato al menisco per esempio, chi sta preparando una maratona o una gara di triathlon. Comunque gli strumenti per preparare un atleta ad affrontare al meglio qualsiasi tipo di sport ci sono. I programmi che faccio sono completamenti diversi e dedicati, si crea un rapporto one to one più tecnico e più difficile, ma accompagnare una persona che ha un obiettivo e vedere la sua trasformazione mi dà tanta soddisfazione. Il lavoro individuale porta ai risultati molto più velocemente.

Esistono allenamenti mirati per chi deve preparare gare di endurance?

Si, ho fatto un corso che si chiama CrossFit Endurance. Propongo allenamenti specifici per gli allenamenti di lunga durata in cui è compreso tutto, dalla programmazione del lavoro da fare alla postura della corsa, per imparare a correre in maniera più efficiente, che non è così banale. Lavoro anche sull’appoggio del piede, sulla reattività, sulla propriocettività e sulle andature, che servono a rendere le caviglie più flessibili e più esplosive, per spingere meglio e per migliorare la velocità facendo meno fatica durante la corsa.

Spesso l’incubo di chi prepara le gare di endurance sono “i lunghi”. Un conto è fare 40 chilometri in gara, un altro conto è farli come allenamento. Secondo te con il programma di Crossfit Endurance questi “lunghi” si possono evitare?

Si certo, c’è una programmazione che va fatta anche oltre la corsa, che aiuta a migliorare la velocità al chilometro. Il miglioramento della corsa stessa non la fai solo correndo, ma c’è un allenamento parallelo che va fatto fuori dalla strada che ti permette di rendere poi meglio in gara. Ho dei clienti che fanno triathlon e allenamento personalizzato con me due volte alla settimana. Facendo CrossFit Endurance hanno allenato meno la corsa. Eppure la loro velocità al chilometro è aumentata. Le gambe si rinforzano, e gli infortuni diminuiscono a beneficio di caviglie, ginocchia e anche. Inoltre viene sviluppato maggiormente il core e la parte superiore che permettono di tenere una postura corretta anche dopo molti chilometri. Insomma, è un allenamento dove predomina la qualità e non la quantità. Poi dipende se hai come obiettivo una prestazione o se hai come obiettivo il benessere. Questo deve essere chiaro nella testa di chi viene da me. Per esempio io stessa quando giocavo a tennis mi allenavo 7/8 ore al giorno, chiedevo al mio fisico uno sforzo tale che la cosa importante era tenere lontani gli infortuni. Ora mi alleno di meno ma mi piaccio di più fisicamente, perché ho un obiettivo estetico e di benessere.

Parlo a nome mio e di tanti runner amatoriali. Ho notato che il running non sempre fa dimagrire e in più in tre anni che corro mi sono anche accorciata di due centimetri. Insomma, ho il sospetto che correre e basta non faccia proprio bene. Cerco di compensare in qualche modo con lo yoga, questo si, ma non ho sempre tempo, Che ne pensi?

Intanto c’è questo luogo comune che per dimagrire bisogna correre e invece per mettere massa muscolare bisogna fare palestra. Una credenza antica difficile da sradicare dalla testa delle persone, soprattutto delle donne. Il problema della corsa è che non incrementa la massa magra. Nelle donne soprattutto è importante aumentarla, perché cambia la linea del corpo e alza il metabolismo. Se corri e basta spesso il tuo fisico risulta essere come un sacchetto vuoto, sei magra ma non hai la tonicità che ti dà il lavoro con i pesi. Coloro che corrono tanto, anche se a livello amatoriale, difficilmente hanno un bel fisico. Magari sono magri ma hanno una postura curva, si vede che hanno i muscoli delle gambe sviluppati e tutto il resto è come se non esistesse. Io penso che se correre non è la tua professione, l’obiettivo principale deve sempre essere il benessere.

A proposito di corsa e donne, ho notato che anche cellulite e ritenzione idrica non è che se ne vanno, anche se si beve molto…

Questo può accadere anche perché spesso non si rispettano i recuperi. E questa è una caratteristica tipica delle donne, che per me sono i soggetti più difficili e sfidanti da allenare, perché hanno questa mentalità di doversi allenare tantissimo per avere un bel fisico. Invece spesso è il contrario, i tempi di recupero sono fondamentali. Tenendo sempre il fisico sotto stress aumenta la produzione di cortisolo che tra le altre cose determina anche ritenzione idrica e cellulite. E gonfia. A volte è meglio cambiare tipologia di allenamento. Magari un giorno in palestra, un altro giorno ripetute in pista. In modo che il fisico risponda in maniera diversa agli impulsi che gli dai. Ma sempre rispettando il recupero.

Chi viene da te vuole cambiare il proprio fisico. Nella preparazione che dai sono compresi anche consigli nutrizionali?

Certo, essendo io anche educatrice alimentare. Quello che dico sempre che l’ideale nell’alimentazione è raggiungere un equilibrio. Le diete ferree seguite da periodi di in cui si mangia di tutto e di più, non servono a niente. Un’alimentazione sana e varia dovrebbe far parte del nostro stile di vita, esattamente come lo sport. le due cose vanno di pari passo.

Cosa farai prossimamente?

Perseguirò il mio obiettivo, cioè quello di distinguermi dalle altre palestre di CrossFit. Di base la differenza lo fa l’allenamento personalizzato. Del resto io sono partita allenando atleti con il functional training, solo dopo è arrivato il CrossFit e mi è piaciuto. Ma i miei programmi sono personalizzati il più possibile e sono quelli che poi mi danno più soddisfazione, perché i risultati arrivano e si vedono. La cosa importante è che il cliente mi dia fiducia al 100% e non faccia una via di mezzo (con l’alimentazione, con i tempi di recupero per esempio). C’è una ragazza che si allena da tre mesi con me ed è dimagrita 15 chili. Se la vedi è proprio un’altra persona. Oppure c’è un ragazzo che quando è venuto da me era magrissimo. Nel giro di pochi mesi ha messo su 10 chili di muscoli, e qua si parla di entrare in una condizione di benessere là dove prima c’era un problema. Questo è molto importante perché si diventa più fiduciosi e sicuramente si vive meglio.

Dopo l’intervista Sara mi fa fare CrossFit Mobility, che consiste in esercizi finalizzati a rinforzare articolazioni e a sviluppare le parti che poi verranno reclutate maggiormente nella corsa. Alleniamo le caviglie, facciamo qualche andatura e mi fa saltare la corda, mettendoci davvero poco a capire che sono una frana… Ma qui viene fuori anche il pregio più grande di questa donna, e cioè la passione e la sensibilità che mette nell’osservare e nell’insegnare, un dono mixato alla professionalità e al sapere, gli strumenti più importanti per trasformare i sogni in realtà.