Anime in corsa, della passione che prende il posto della ragione

Nella nostra carriera sportiva ci sono traguardi da dimenticare e tempi finali da incorniciare. In alcune fasi della vita capisci subito quando tutto è perfetto e non conta cosa segna il crono ma solo chi era accanto a te sotto quella finish line.

Visti da fuori siete due che hanno abbattuto il loro PB come se fosse un castello di carte.

Meno di quanto avreste mai compiuto da soli, meno di quanto i vostri amici al campo avrebbero mai scommesso. Nel frattempo cosa è successo?  “Nulla di eccezionale” starete pensando, ma di fatto, cercate solo di convincervi che, a differenza di tanti altri, non siete entrati nel fenomeno social-atletico-romantico-sentimentali tale per cui: ti conosco, ti seguo, ti inseguo, ci prendiamo, ci facciamo forza e sembriamo invincibili agli occhi di tutti.

Ma sapete meglio di qualunque altra persona che ci siete dentro con testa, cuore e scarpe.

Nella nostra carriera podistica accade che la forza della ragione lascia spazio alla vitalità della passione, non solo quella sportiva. State vivendo la voglia di essere parte di una nuova vita, effimera e leggera. Un amore con una persona che come te ha mollato le briglie e si sta mettendo in gioco, non più da sola. Così ecco che gli allenamenti raddoppiano, le uscite con il gruppo triplicano, i tempi sulla finish line dimezzano o quasi e le foto in bacheca con voi due sempre insieme decuplicano.

Lo sport e la corsa in generale, in questo sono maestri. Correre accanto a un pensiero come il tuo ti fa bollire il sangue, ti manda l’apparato endocrino fuori controllo. Vivi di fatto uno stato di alterazione naturale pari al doping chimico. Una condizione di trasformazione fisica e mentale che mai nessun laboratorio potrà concepire. Chi vive accanto a voi non lo potrà comprendere, ma anche questa è solo una vostra giustificazione agli evidenti fatti. Si creano sovrastrutture molto fragili tali per cui mogli, mariti, genitori, colleghi, loro, se non corrono, non vivono il vostro mondo, non possono capire. 

Vi state incastrando in un vicolo cieco che vi isola e non vi fa vedere cosa state causando.  A tratti invincibili, motivate ogni momento fuori casa con la scusa della gara da fare, gli amici da aiutare, la passione da alimentare.

Da quest’altra parte si assiste alla vostra gioia, purificazione interiore di una felicita incontenibile. Ma spesso è un fenomeno che divide il mondo da cui siete partiti. Un’azione divaricatrice della forbice che nelle condizioni peggiori può portare ad un taglio netto della ragione sulla passione.

Quanto dura tutto questo? Dove è il limite? Il fine sarà segnato quando le ragioni torneranno a prendere il posto della passione?

Saranno le scelte di uno dei due in grado di tirare il freno?

Quando accadrà, da parte tua ti sentirai messo in un angolo, ma sappi che arriverà il momento in cui non sarai più la parte debole e capirai che la decisione presa è spesso la più matura.

Da maratoneti sapete bene che nell’attimo del bisogno è necessario fermarsi e guardarsi intorno, curare il proprio stato fisico e mentale, coscienti che solo così potrete ripartire anche da soli.

Marco Raffaelli