Anita Active e gli essenziali della corsa

In questo articolo:

Ognuno di noi ha una coperta di Linus, un oggetto che infonde sicurezza, senza il quale siamo convinti che non andremmo da nessuna parte. Soprattutto quando usciamo dalle nostre abitudini e affrontiamo qualcosa di nuovo, vogliamo essere sicuri di avere sempre il nostro oggetto transizionale con noi, per credere che le cose andranno bene.

Nella corsa non è molto diverso. Tanti runner basici e primordiali escono di casa con un pantaloncino, calzini e un paio di scarpe. Petto nudo e via. Di altro non c’è bisogno. Hanno tutta la mia invidia. Perché io, soprattutto se esco ad allenarmi da sola, devo portare con me le mie certezze.

La musica

Se mi alleno da sola o affronto gare da sola, devo avere le mie playlist. La musica è dopante? Può darsi, vuol dire che è buona! La musica spesso sostituisce quel compagno o quei compagni che, mentre corriamo, mi raccontano qualcosa o mi trascinano nei momenti più faticosi, la musica mi distrae e fa andare la mia mente in altri luoghi, mentre le mie gambe procedono da sole senza le interferenze di pensieri negativi, distratti dalle note rock. La musica ti lega ai ricordi indissolubilmente e inevitabilmente, e quando mentre stai correndo arrivano le note di una canzone collegata a un momento importante della tua vita, inevitabilmente la testa inizia i suoi viaggi, trasformando quell’allenamento in qualcosa di più. La prima volta che ho corso in vita mia, stavo ascoltando Last Goodbye di Jeff Buckley: non sono riuscita ad arrivare alla fine della canzone (che dura 4 minuti e mezzo), mi sono fermata prima. Cioè la prima volta avrò corso per tre minuti buoni, convinta anche di essere andata lontano…ma ogni volta che quella canzone torna alle mie orecchie, quel bel ricordo riaffiora chiaro nella mie mente.

La visiera

Alcuni lo considerano un oggetto retrò e “non adatto ai veri runner”. Qualche critica sul blog mi è arrivata per il mio utilizzo frequente (da non crederci eh). Ma se io voglio corro con 10 visiere tutte una sull’altra, corro anche con le Crocs ai piedi e magari arrivo prima di chi si considera un vero runner solo perché non indossa una visiera o chissà cos’altro. Ma torniamo alle cose importanti, alla visiera, quell’oggetto tanto bello quanto utile, di cui davvero non posso fare a meno per tanti motivi. Il fascino degli anni ’80, la protezione dal sole per evitare le rughe tra le sopracciglia, coprire buona parte della faccia ai fotografi nelle gare, che tanto vengo sempre male, quel tocco di stile che fa tanto California anche se sto correndo a Quarto Oggiaro, soprattutto se sto correndo a Quarto Oggiaro.

Il cardiofrequenzimetro

Sia chiaro, i risultati migliori in una gara li ho sempre avuti quando ho dimenticato il cardio a casa. Ciò è indice di quanto questo oggetto a volte sia più una tortura psicologica che un aiuto. Se per gli allenamenti specifici come le ripetute e gli interval training in generale è molto utile, mi è successo, soprattutto nelle mezze maratone e soprattutto negli ultimi chilometri, di rendermi conto guardando l’orologio di essere fuori tempo (da quello che mi ero prefissata) e questo è bastato per mollare con la testa e rovinare la gara. Eppure se esco ad allenarmi da sola devo averlo. La famosa corsa “a sensazione” è ancora lontana, la distanza massima che posso fare la decido impostandola sull’orologio e non vado mai oltre. Quando il display vibra, anche la mi testa dice che è il momento di fermarsi. Che coincidenza eh. Tra i miei buoni propositi c’è quello di utilizzarlo solo per gli allenamenti più specifici.

Il reggiseno giusto: Anita Active

L’abbigliamento deve essere comodo. Poi se è anche esteticamente bello è ancora meglio. Perché il vero strazio è correre per chilometri con un pantalone da tirare su in continuazione o un reggiseno che ti sta scorticando o peggio, impedendo di respirare. Dallo scorso gennaio, quando li ho scoperti, uso solo i reggiseni di Anita Active. Anita è un’azienda tedesca specializzata in corsetteria, con un’esperienza pluridecennale nella produzione di lingerie comoda e funzionale, le taglie hanno un range che va dalla 40 all 52, ciò vuol dire che chiunque può correre comoda senza disagi inutili e fastidiosi. Uso quattro modelli differenti, tutti progettati e studiati nei minimi dettagli per rendere facile la vita alle donne sempre in movimento, che sia fatto di corsa, palestra, yoga e altro. Avevo parlato del bellissimo Delta Pad qui, del super performante DynamiX Star qui  e dell’Extreme Control qui (il nome dice tutto). Ma il protagonista delle ultime settimane è il Momentum. Tra i modelli con il massimo supporto, questo reggiseno è composto di tessuto funzionale Eyelet termoregolante all’esterno e all’interno, a contatto con la pelle, di tessuto frotté in microfibra morbida idrofila e assorbente, per una gestione attiva del sudore, una qualità che fa sicuramente la differenza quando si esce a correre in queste giornate caldissime. E la pelle del seno così delicata, più rimane asciutta meno si irrita. Ma le irritazioni sono scongiurate anche grazie ai profili piatti, al dorso in rete traspirante, alle coppe senza cuciture e alle spalline imbottite su tutta la lunghezza. Esteticamente è perfetto, con il suo rosso scintillante si fa notare sotto ogni canotta. Per chi ha il seno abbondante, questo modello è un supporto eccezionale. Ma anche chi ha il seno piccolo non deve sottovalutare l’importanza di correre con un reggiseno adeguato che deve ridurre al minimo le oscillazioni verticali e orizzontali durante l’attività fisica. Ecco perché il reggiseno giusto lo devono avere tutte!

Anita.com