Berlino val bene una corsa (con le nuove Brooks Ghost 8)

Squilla il telefono. Una telefonata di pochi minuti. Metto giù e realizzo che presto avrò ai piedi le nuove Brooks Ghost 8 Limited Edition, quelle della Maratona di Berlino. E scopro che non sarò il solo ad averle. Insieme a me anche Cristina di Run and the City, che poi non è altro che ‘luogo’ dal quale vi scrivo.

Beh insomma la chiamo e le chiedo se le va di fare un esperimento (una delle mie ‘grandi’ idee). Vuol saperne di più e le dico: “senti facciamo prima se ci vediamo, così ti spiego”.

Ed è così che facciamo. Mi viene incontro con un sorriso a 32 denti, e appena inizio a spiegarle cosa vorrei fare l’espressione sul volto cambia, e nei suo occhi adesso vedo paura. Anzi terrore. Ma i 32 denti son sempre lì. È paresi amici.

Per farla breve, l’idea è questa: andiamo un giorno in pista e cerchiamo di correre qualche metro (metro signori, avete capito bene) alla velocità del primo classificato della Maratona, Eliud Kipchoge. Il tizio in questione, dopo un veloce calcolo, si è fatto quarantaduechilometricentonovantacinquemetri a qualcosa come 2’56″/km.

Lei sbianca, cerca scuse, parla di battesimi, matrimoni, Expo, padiglione del Giappone e persino di un pesce rosso. Se capis più nient.

Poi mi propone di dividerci e di provare le Ghost mixando le velocità del vincitore con quella dell’ultimo arrivato (che avrebbe fatto lei, pensando di far la furba).

Insomma accetto, anche perchè non ho scelta. “Però poi tu fai la donna più veloce e io l’uomo più lento”. Stavolta tocca a lei accettare.

Ci vediamo al XXV Aprile, storico centro sportivo Milanese, con pista in tartan azzurro e tutto il necessario per fare il nostro test incrociato. Ma è chiaro fin da subito che sarà difficile, se non impossibile, portarlo a termine.

Diciamocelo. Correre come Eliud Kipchoge, a 2’56’’/km non è cosa, nemmeno per 10 metri. E nemmeno con i tempi dell’ultimo arrivato, cioè Frank Ebert,  che l’ha ‘corso’ la sua Maratona a 10’08’’/km, praticamente camminando per tutto il tempo.

Ma noi siamo testoni e fino a che non sbattiamo contro un muro non cediamo. Quindi abbigliati di tutto punto iniziamo a fare riscaldamento. Qualche giro di pista, poi allunghi e visualizzazione dell’esperienza che manco ai Mondiali di Atletica. Due pazzi.

Lei ha gli occhi della tigre, sembra quasi si stia trasformando lentamente in Eliud. Mi fa paura, ci crede più di me.

In compenso corro e le Ghost 8 è come non averle. Come per il modello precedente, con il quale mi ero già trovato meravigliosamente bene, anche le 8 mantengono un buon grado di ammortizzazione, con la reattività esplosiva che le caratterizza. Anche la flessibilità è incredibile e le scarpe accompagnano ogni passo, appoggio dopo appoggio. Perfette per una Mezza Maratona veloce se pesate intorno ai 75-80 kg, ideali in Maratona se siete pesi leggeri.

Torno a concentrarmi sulla pista e inizio a spingere un po’ sull’acceleratore. Una, due, tre volte. Ed ecco che la faccia di Cristina cambia di nuovo. L’accenno di Eliud che era apparso sul suo volto non c’è più. Occhi di tigre andati. E quella che ha in mano sembra proprio la sua milza. Niente, l’abbiamo persa.

Sai che c’è? L’idea era bella e le scarpe sono una favola. Smooth as silk come direbbero oltreoceano. Una bomba insomma, ma di questo avevo già la certezza prima ancora di indossarle.

Ed è qui che mi viene la seconda migliore idea della giornata. Guardo l’orologio, è tutta mattina che siamo qui. Mezzogiorno è scoccato già da un po’. Sai che faccio? Io la invito a pranzo, al limite mi becco un due di picche.

Perchè se è vero che Berlino val bene una corsa beh, allora è anche vero che Milano val bene un buon pranzo.

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