Bike and the City: alla scoperta di Cosmo Bike Show

Prendiamo una donna a caso, una che corre. Una podista amatoriale che ha un blog e parla di corsa. Questa donna da qualche mese, ha un’ idea fissa in testa. Complice il caldo passato che ha rallentato gli allenamenti e l’attività sportiva in generale, da un po’ di tempo pensa spesso alla bici.

Sia chiaro, l’idea che quella donna ha dei ciclisti, essendo una runner che spesso usa le piste ciclabili, non è positiva. I biker, soprattutto quelli milanesi, sono dei veri e propri morti di stress. Vanno a 80 all’ora sulla pista affollata di persone e tu anche se corri stando tutta a destra sul ciglio del precipizio, non puoi neanche alzare una mano per metterti un dito nel naso, che subito li senti arrivare mentre urlano cose, con il terrore che hanno di investirti e cadere a terra. E rovinare la bici.

Tuttavia la bici è uno strumento bello quanto semplice. E nella sua semplicità ti può portare vicino o lontano, comunque in posti che non hai mai visto o che non vedevi da tanto tempo. E quindi pedalare diventa un lungo viaggio che può durare anche un solo giorno.

Così, quella donna con lo scatto fisso in testa, ops…Volevo dire con il pensiero fisso, è andata al Cosmo Bike Show, la fiera della bici di Verona. Ma mica per cercare una bici eh, sia chiaro. Solo per vedere cosa propone il mercato nel caso in cui  volesse cimentarsi in questo mondo fatto di selle, telai in carbonio, gruppi (che prima della fiera pensavo solo ai gruppi musicali) e ruote con camere d’aria che si bucano spesso. Senza contare le tutine aderenti, gli occhiali da sole con le lenti bellissime e i caschi fashion.

Appena entrata in Fiera, mi sono immersa subito nel magico mondo di KTM, uno stand enorme con i colori emblema dell’azienda, il nero e l’arancione. Le prime biciclette progettate dall’azienda risalgono a più di una cinquanta anni fa. Poi negli anni l’azienda si è evoluta soprattutto con i modelli MTB, che hanno per un attimo distratto il mio sguardo dai modelli road. Più recente è la storia delle bici elettriche e a pedalata assistita. E poi anche nell’abbigliamento e negli accessori, Ktm non si è smentita in fatto di stile e funzionalità curando tutti i dettagli.

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Altra azienda leader nel settore incontrata in fiera, è Shimano, famosa per i gruppi. Ovviamente mi sono soffermata per due questioni: analizzare un gruppo e capire da cosa è composto (e ringrazio Roberto per la consulenza), individuare un gruppo di bassa gamma (nel caso di Shimano il modello ‘Claris’), se così si può definire, da usare su telai di primo prezzo, qualcosa di poco impegnativo insomma, per chi non è ancora “montato” su una bici da strada mavorrebbe farlo. La cosa che mi ha colpito di più è la nuova bici road-urban, per un consumer che non è stato ancora ben inquadrato che sta nascendo adesso, una bici da corsa da usare anche in città, che monta il gruppo Metrea, ovviamente curato molto nel design poiché pensato per un ambiente metropolitano, su un telaio Wilier Triestina. Il risultato finale è straordinario.

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Poco lontano dallo stand Shimano, ho incontrato per la prima volta le meravigliose creature di Wilier Triestina. Rosso fiammante, bianca immacolata o multicolore aggressiva, la storica azienda di Bassano del Grappa ha raggiunto la massima evoluzione nella produzione dei telai in carbonio, dando libero spazio al design e alla creatività. E si vede! Il modello entry level si chiama GTR Granturismo. Non proprio un modello economico per chi si cimenta per la prima volta in questo mondo, ma parliamo di telai in carbonio ultraleggeri prodotti con le tecnologie più innovative. L’innovazione dell’azienda è anche digitale. Infinitamete è il sistema presente sul sito internet con il quale il consumatore può customizzare la bici dei sogni scegliendo ogni parte e cambiando i colori disponibili, tenendo così sotto controllo il prezzo.

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Un altro stand che mi è piaciuto molto è quello delle bici elettriche Wayel. Questo prodotto, sul quale molte aziende hanno puntato e investito negli ultimi anni, è visto male dai puristi della bici da strada, ma per tutte le persone che devono affrontare lunghi spostamenti tutti i giorni, anche i pendolari, è un mezzo di trasporto geniale. Ideale per la mobilità cittadina quindi, Wayel ha pensato a un modello per ogni esigenza. Il consumo di energia elettrica in termini di spesa, corrisponde a 10 centesimi ogni 100 km circa. Una cifra irrisoria che, sommata al minimo quasi nullo impatto ambientale, e alla possibilità di fare comunque movimento, fa di questo mezzo un’importante evoluzione nella mobilità urbana. Con 3/4 ore di ricarica, si possono fare di 20/30 ai 70/80 km, dipende da che batteria si usa. I modelli proposti sono senza catena, con trasmissione cardanica. Variano in base alle esigenze del consumatore. Si va dal modello super comodo, la ‘Poderosa’, al modello super pratico, ‘Pack and go’, pieghevoli in poche mosse e comodamente riponibili in un trolley che può pesare dai 13 ai 16 kg, in base al modello che si sceglie.

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Nel mondo degli accessori che ruotano intorno alla bici, c’è da perdersi. Santini, ha presentato la sua bellissima collezione in stile vintage ‘L’Eroica’, creata per le manifestazione di bici d’epoca, ma mettibili anche per le uscite più impegnative, grazie ai tessuti tecnici e traspiranti. Poi ci sono i bellissimi caschi colorati di Nutcase varrebbe la pena iniziare a pedalare su strada solo per poterli indossare.

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Infine, dobbiamo parlare anche della sella, fattore da non sottovalutare quando si sceglie una bici. Rovinare una prima uscita da ciclista per colpa di un dettaglio, sarebbe davvero un peccato. Per questo motivo, il corner di Selle Royal, con il ‘tester’ per la misurazione delle ossa ischiatriche l’ho trovato molto utile, per rendersi conto quanto lavoro e precisione ci sia dietro alla produzione di quelle che sembrano solo banali selle.

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La ciliegina sulla torta della mia intensa giornata in fiera, è stato l’incontro con un vecchio amico, Nino Carollo, DJ e speaker di Radio Padova, che era presente nei giorni di Cosmo Bike Show. Un incontro casuale che si è trasformato in una vera e propria intervista in radio che ha coinvolto me e Roberto e che ha concluso il tutto in modo davvero speciale.