Cammino e penso: elogio alla lentezza

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Dal “salotto del Lupo”, storico negozio specializzato running di Modena, sono passati campioni che hanno fatto la storia dell’atletica ma soprattutto gente comune, tutti comunque legati dalla passione per la corsa. Lupo Sport è un luogo pieno di storia, dove Ermes Luppi alza la saracinesca ogni mattina compiendo non solo un gesto meccanico, ma un vero e proprio rituale che accoglie amici e personaggi con i loro “soliti discorsi”. Di cui però non si può fare a meno.

Ermes ha vissuto tutta la trasformazione del podismo, dalla sua nascita nei primi Anni ’70 fino ad oggi. E questo cambiamento lo evidenzia in modo puntuale nei racconti e nelle interviste racchiuse nel suo libro “Cammino e Penso”.

Tutto è cominciato con le prime corride. Nel 1972 sulla Gazzetta di Modena appare la prima “sgambada” di Mirandola, a cui parteciparono 850 persone, di cui 80 donne. Sulla scia di questo successo, vengono organizzate altre camminate, le famose domeniche a piedi. Fino a ad arrivare agli Anni ’80 con Orlando Pizzolato che conquista la maratona di New York e con Bordin che vince la maratona olimpica nel 1988, eventi che scatenano la passione popolare per la distanza regina, allora relegata a poche decine di atleti per gara. Sono gli anni in cui il running si diffonde sempre di più e i maratoneti aumentano esponenzialmente. Sono gli anni (1984) in cui nasce Lupo Sport.

Gare e maratone ufficiali prendono il posto delle maratone popolari. Il negozio diventa ben presto punto di ritrovo di amici e appassionati. Si intrecciano scambi di opinioni e nascono nuove idee, fino ad arrivare al coordinamento podistico di Modena. Nascono manifestazioni ed eventi finalizzati a coinvolgere i giovani. Prende vita anche la prima corsa della Donna dell’8 marzo.

Il libro è anche un’importante raccolta di testimonianze esclusive di personaggi che hanno fatto la storia dell’atletica e del running, del calibro di Lucia Gigliotti, Stefano Baldini, Orlando Pizzolato, Gianni Poli, Franca Fiacconi, Valeria Straneo, Giorgio Calcaterra. Non solo atleti, ma anche organizzatori di gare ed eventi di successo sono passati a lasciare un pezzo della loro storia nel salotto del Lupo: da Born To Run alla 5.30, che è nata a Modena e ne ha fatta di strada, fino ad arrivare a New York lo scorso 2019.

Ermes Luppi alla maratona di Calderara di Reno nel 1979

Le interviste racchiuse in queste pagine rappresentano 35 anni di lavoro ma anche una parte importante della vita di Luppi.

Non mancano cenni alle recenti evoluzioni, sempre con un inevitabile e nostalgico paragone a quegli anni in cui tutto era in divenire. E a un mondo che è cambiato in fretta. Anche nel commercio: “L’atmosfera era diversa quando si parlava di lavoro. Ci si fidava, bastava poco per capirsi, davanti a un problema non si facevano drammi, come invece succede adesso. Con le aziende il rapporto è cambiato parecchio, in molti casi in peggio. I dirigenti ora sono manager, devono raggiungere risultati economici e quindi non guardano certo ai sentimenti o ai rapporti di lungo corso. […] I rapporti umani erano forti, era facile trovare accordi e si riusciva a concluderli davanti a un piatto di tortellini”

Non rimane che camminare e pensare quindi, ogni mattina. Lontano dai cronometri e dal logorio dell’andare sempre forte. Un elogio alla lentezza, con i ricordi nel cuore.

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