Circuit training al Monte Stella con Mat DeBlack

Un po’ di tempo fa mentre eravamo a cena, Mat DeBlack, preparatore atletico, mi racconta che la corsa di  fondo, quella che dura una vita, non rassoda i glutei. Inoltre mi dice anche che per un preciso meccanismo che ha a che fare con il corpo in carenza di acqua, correre sul lungo favorisce la ritenzione idrica.

Due brutte notizie tutte in una volta insomma.

Mentre rimango con la bocca aperta (ma ho finito di masticare) mi dice di provare a immaginare e paragonare il fisico magro e asciutto di un maratoneta che corre per decine e decine di chilometri senza fermarsi mai sempre alla stessa intensità, a quello di un centometrista che in cento metri di corsa cioè in pochi secondi, mette in atto tutta la potenza muscolare possibile per essere più veloce.

Mi passano davanti agli occhi (passano velocissimi, si intende) Carl Lewis, Ben Johnson , Usain Bolt.

Ha ragione! Matteo mi spiega che quando si fa corsa di fondo in genere il muscolo non lavora completamente. Nel caso dei glutei per esempio lavorano solo le fibre lente (al  50% nel muscolo)e nel movimento vengono reclutate poco le fibre veloci.  Per fare in modo che tutte le fibre lavorino completamente e quindi il muscolo non venga coinvolto solo in parte, bisogna abbinare la corsa al lavoro di potenza e resistenza anaerobica: salite, affondi o scatti.

Dopo giorni di riflessione con la mia solita miniatura sulla spalla destra a dirimi: – fatti bastare la tua corsa, è già tanto – e quella sulla spalla sinistra a dirmi – che aspetti a provare rammollita – gli chiedo di incontrarci  per iniziare un allenamento ‘di potenza’.

Così questa  mattina al Monte Stella (unico luogo di ripide salite a Milano) ho fatto il mio primo faticoso circuit training.

E’ stato un susseguirsi di scatti fatti in salita, gradini saliti tre alla volta, affondi come se piovesse e box jump. Il tutto in tre serie. La fatica e il tempo sono stati quasi uguali alla mia solita corsa in piano di 40/50 minuti, sicuramente un workout meno noioso e i miei muscoli in parte assopiti mi hanno fatto  ‘notare’ il loro risveglio anche a distanza di ore. Ce n’era bisogno.

Volendo spezzare una lancia a favore della monotona e consueta corsa di fondo lento, il mio allenamento mi è servito per resistere alla fatica della salita e al susseguirsi veloce degli esercizi.

Volendo spezzare una lancia a favore degli esercizi di resistenza anaerobica, mi si spezzano i muscoli al solo pensiero. Ma è solo l’inizio. I risultati arriveranno.

Insomma mi rassegno. Servono entrambi.

Per info:

https://www.facebook.com/matteo.denegri.1?fref=ts