Dottor STRAVAmore

L’era social ha senza dubbio impattato sulle nostre vite, i tradizionali metodi d’interazione sono stati completamente stravolti, così come i parametri d’interesse nei confronti di chi ci sta davanti. Questa rivoluzione ha toccato tutti i campi e lo sport non è esente.

Se una volta ci si emozionava nell’incrociare lo sguardo di qualcuno/a e si tentava un timido approccio nell’incertezza del proprio risultato, oggi si preferisce rimandare il contatto a una ricerca indicizzata alla voce #manzichecorrono o #fighechepedalano, inviando una serie di direct ai contatti più interessanti, in pieno stile blackfriday, nella speranza che qualcuno sia in offerta come noi.

Siamo passati dall’essere i corteggiatori più famosi al mondo a ufficio di collocamento di terz’ordine. Nonostante le nostre pagine social ostentino sicurezza e perfezione, in un universo colmo di super atleti e modelle di fitness, la realtà delle nostre azioni riflette un’insicurezza e una timidezza che dovrebbero essere state almeno mitigate dopo il primo bacio. Fondamentalmente il tutto potrebbe ancora quasi essere accettabile se, di fatto, portasse alla costruzione di rapporti sani e alla realizzazione di qualcosa di solido tra due persone, invece ci troviamo al paradosso estremo in cui il nostro io reale è diventato subordinato al nostro alter ego virtuale e alle sue tempistiche fugaci e inconcludenti.

Abbiamo un’ansia da prestazione costante, come se i numeri che produciamo fossero lo specchio di chi siamo. Così invece di chiedere il numero di telefono per andare a bersi qualcosa assieme l’approccio medio è oramai basato sui dati statistici di Strava e sull’invito a partecipare alla maratona di Caronno Pertusella, rigorosamente il 15 di Agosto correndo tra mezzogiorno e le quattro di pomeriggio… perché sai non esistono condizioni sfavorevoli, solo atleti pirla.

Tutte abitudini nobilissime, per carità, ma che forse al fine di costruire qualcosa di stabile o trovare qualcuno con cui condividere un cammino sono di fatto utili come un culo senza buco. Tecnicamente portare la propria presentazione sulle proprie performance sportive per conquistare qualcuno/a, apre di fatto al meccanismo perverso che chi magari è più prestativo di voi debba avere più chance nel conquistare la persona che v’interessa, scenario decisamente degradante da un punto di vista umano.

In realtà che voi corriate a 5’/km o che siate degli Ironman che hanno rischiato l’amputazione delle dita dei piedi dopo 15 ore di gara, sostanzialmente, non gliene frega un cazzo a nessuno. Non c’è niente di eroico nel portare a termine una gara, probabilmente nemmeno nel vincerla, per la piega che stanno prendendo i rapporti umani forse la scelta veramente rivoluzionaria, oggi, è saltare un allenamento per ascoltare chi amiamo, i risultati sportivi e il nostro stato di forma vanno e vengono, a volte indipendentemente dai nostri sforzi, le persone, purtroppo, spesso se ne vanno e finisce lì.

Un tempo stampato sul cronometro è un numero, una masturbazione mentale che c’illude di avere chissà quale valore aggiunto, così come un sacco di altri ninnoli come m pallinate tatuate, imprese eroiche della domenica e tutto questo merchandise consumistico votato all’autoreferenzialità.  Lo sport è un gioco fantastico, le relazioni tra persone no, può essere una vostra passione, una soddisfazione personale, ma non dovrebbe mai diventare quello che vi definisce, ne il vostro biglietto da visita.

Spesso si tende a usare lo sport, soprattutto quello di endurance, come dimensione in cui annegare le proprie frustrazioni…ma è sbagliato, sia sportivamente sia umanamente. I problemi vanno accettati e risolti, non annegati nella fatica, non libererete la vostra testa e senza una mente libera non sarete mai realmente performanti. Se avete un problema, un’incertezza o semplicemente vi sentite soli, spegnete il GPS, stappate il prosecco e bevetelo con chi vi fa stare bene, magari stappatene due… e parlate, di persona, fino a tardi…la mattina si può anche dormire e non correre. E se le due bottiglie di prosecco vi mettono a disagio perché non rispecchiano la vita dell’atleta e sentite la necessità di detossificare, ricordatevi che è estate, fate l’amore con l’aria condizionata spenta, funziona meglio del lungo sul naviglio.

Sergio Viganò