E inverno fu. Qualche consiglio per correre con il freddo

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E inverno fu. Nello sguardo dei runner con metà faccia coperta dal buff e nei manicotti alle partenze, che non bastano più. Nei cassetti dell’armadio, dove le canotte e i pantaloncini sono stati momentaneamente accantonati. Nei colori scuri che hanno preso il posto di quelli accesi della primavera. Nel naso che cola sempre dopo i primi chilometri, e non c’è nulla che lo possa fermare. Nel buio che arriva sempre troppo presto mettendo in risalto il fiato congelato, nelle lacrime che scendono quando sfidi il vento gelido e nella nostalgia di quel periodo, quando dopo la corsa il sole scalda ancora, anche se è tardi.

Di consigli per correre in inverno con il freddo ne avete letti tanti e sarete preparatissimi. E probabilmente correte da molto più tempo di me a qualsiasi temperatura. Perciò scriverò giusto tre cose, che sembreranno delle banalità ma sono invece  importanti per affrontare il gelo nel migliore dei modi.

La sveglia e il mantra

Maledetta sveglia che suona due ore prima della solita ora. Ma è l’unico momento della giornata che avete per allenarvi prima di correre in ufficio. Fuori è ancora buio e fa molto freddo mentre sotto il piumone si sta da Dio. Questa è la situazione alle 5.30 del mattino. Perciò non dovete essere motivati, di più. Iniziate a convicervi già dalla sera prima preparando il vostro outfit e tutto quello che vi occorre, evitando di arrancare e cercando qua e là appena svegli con il rischio di non trovare niente. Ottimizzate quindi, che di tempo ne avete poco.

La tentazione di spegnere la sveglia e rimanere a letto è forte e si concretizza nel momento che va dal suono acuto ai 5/10 minuti che seguono in cui rimanete sotto le coperte e decidete il da farsi. In quel momento nella vostra testa passano tutte le scuse e gli espedienti di questo mondo. “Chi me lo fa fare, non sarà un allenamento in meno a fare la differenza” oppure “Ho un leggero dolore alla caviglia, sono ufficialmente infortunato” oppure “Giuro che corro stasera, dovessi finire a mezzanotte”. Ecco, fare i conti con il proprio cervello in certi momenti è impossibile. Perciò l’unico modo per impedirvi di ostacolarvi è abbreviare il più possibile quei cinque minuti fatali di ragionamenti. Come?

Buttate giù i piedi dal letto immediatamente. Il resto del corpo li seguirà. Andate in bagno e sciacquatevi la faccia con l’acqua fredda. Vestitevi velocemente e buttate giù un caffè, pensando che al ritorno vi premierete con una buonissima colazione. Mentre fate tutto questo recitate un mantra. Uno qualsiasi che contenga una parola positiva, tipo “Vittoria”. Ripetetelo fino a quando non sarete vestiti e la porta di casa sarà chiusa alle vostre spalle. Ce l’avete fatta, avete vinto voi.

Il risveglio, quello muscolare

Non è che siccome fuori si gela, uscite di casa e iniziate a correre come pazzi. No vero? I muscoli vanno scaldati sempre per evitare contratture e infortuni. Inoltre il battito va portato a una frequenza più vicina a quella che terrà sotto sforzo, garantendo a tutto il corpo una corretta irrorazione sanguigna e rendendo l’allenamento più facile e meno faticoso. E poi iniziando il workout in stile Usain Bolt rischiate di bruciare subito gli zuccheri e rimanere presto senza energie. Cominciate camminando velocemente oppure se proprio fa troppo freddo usate le scale di casa per fare un po’ di step e qualche squat, preparando così sia le gambe che il cuore. Iniziate a correre piano per almeno i primi dieci minuti. Il vostro corpo deve essere ben idratato anche se non avete lo stimolo della sete. Perciò se la sveglia è all’alba ed è impossibile bere un litro d’acqua prima dell’allenamento, iniziate dal giorno prima!

L’abbigliamento, quello giusto

In questi giorni ho visto gente correre con la giacca a vento. Mi sembra un tantino esagerato. In genere è meglio vestirsi un po’ più leggeri di come si uscirebbe normalmente e a strati, perché già dopo un paio di chilometri il nostro corpo e i nostri muscoli si saranno adattati alla temperatura esterna e si inizierà a sudare. Meglio coprire bene le estremità, le mani con guanti tecnici e le orecchie e la testa (ma è soggettivo). Per il corpo invece va bene l’abbigliamento aderente e tecnico, che sia composto da un tessuto che non trattenga il sudore e asciughi velocemente. Una maglia termica va benissimo, e sopra una giacca anti vento o un guscio.

La tecnologia Breath Thermo di Mizuno

La linea di Mizuno è ormai un must have per l’inverno. La Virtual Body è una maglia termica con un utilizzo trasversale, poiché la sua funzione è quella di tenere il corpo a temperatura corporea costante (37°), può essere utilizzata in tutti gli ambiti sportivi. Per una performance ottimale è, infatti, necessario mantenere la temperatura corporea costante e bilanciata, se il fisico deve compiere un lavoro supplementare per mantenere tale temperatura, sopraggiunge il sovraffaticamento. La tecnologia Breath Thermo è un tessuto che genera calore e consente di mantenere la temperatura del corpo costante nelle diverse condizioni esterne. La struttura del filato è progetta in modo da assorbire l’umidità corporea trasformandola in calore grazie all’energia che si crea quando le molecole di vapore acqueo, trattenute dal filato, entrano in frizione tra loro. Inoltre la fibra di Breath Thermo ha un elevato potere di assorbimento e di controllo dell’umidità favorendo la massima traspirabilità del capo, contribuendo alla fuoriuscita del sudore in eccesso e mantenendo quindi il capo sempre asciutto e performante. Inoltre Breath Thermo neutralizza il Ph acido e quello alcalino, mantenendo neutro il Ph del capo anche dopo ripetuti lavaggi. In questo modo garantisce la funzione deodorante da ammoniaca, acido acetico e acido isovalerico e mantiene il tessuto fresco e pulito.

ph. credits: Silvia Tomati