Ekirun, la maratona che unisce

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Se dovessi dare un titolo personalissimo alla terza edizione di Ekirun sarebbe: “Fare il personal best in due giri di Parco Sempione con le gambe stanche ma con la testa a posto”.

Non bisogna essere necessariamente preparati e fanatici per correre quella benedetta distanza di 42 km, quello che serve è la fiducia, lo spirito di squadra e la voglia di condividere ancora una volta un’esperienza insieme. Se è vero che lo sport unisce, a volte anche in maniera viscerale, Ekirun fa molto di più. Essere un’identità come quella dei MICS che domenica si è fusa in tre squadre diventando una sola entità serve per tanti i motivi. Il primo, ma non il più importante, quello di riuscire a chiudere la distanza della maratona sotto le quattro ore. Il secondo è che superare quella striscia che segna il traguardo, diventa meno banale di tutte le volte che lo facciamo da soli. Quella linea immaginaria all’interno dell’Arena non ha segnato solo la fine di qualcosa, di un percorso, di un periodo, di un dolore, di una gioia, come avviene per ogni gara che affrontiamo. Non se ad aspettarti, incitarti, pensarti, immaginarti mentre vivi la fatica che per qualcuno è già passata, o deve ancora arrivare, c’è il tuo compagno di squadra, pronto a sostenerti, fare il tifo e proseguire su quel percorso di 42 km con il tasuki che un attimo prima hai indossato tu. Tutto qui, e non è poco perché questo ti fa correre soprattutto con il cuore.

Una menzione speciale è per Mario, che al settimo chilometro mi ha raggiunto con una falcata non esattamente uguale alla mia, mi ha salutata, incitata e forse per un attimo ha sperato di concludere la frazione insieme a me, ma poi quando ha capito che a correre alla mia “velocità” rischiava il mal di gambe, mi ha salutato affettuosamente ed è sparito nel nulla. Mario, grazie per la tua compagnia, se mi alleno duramente per una decina di anni potrei anche raggiungerti.

I risultati:

Oltre 1200 atleti si sono dati appuntamento sulla pista dell’Arena Civica. I team, composti da sei runner ciascuno, hanno percorso i 42km di gara in 6 frazioni, tre «lunghe» e tre «corte», alternate (5 km / 10 km / 5 km / 10 km /5 km / 7,195 km).

Sul gradino più alto del podio è salita l’Atletica Val Brembana, prima nella categoria maschile della corsa competitiva, con 2h 14’ 54”. Le squadre Atletica Casone Noceto (2 ore 16’ 15”) e Cambiaso Risso Running Tea (2 ore 20’ 51”) sono salite sul secondo e sul terzo gradino del podio. Nella categoria femminile, trionfa il team Cus Insubria Femminile, che chiude la gara in 2 ore 58’ 20”. Dietro di loro, i team Lady Ciaparat (3 ore 37’ 00”) e Lady Road (3 ore 42’ 43”) .
Tra le staffette miste, miglior prestazione per il team Corro Ergo Sum Runners (2 ore 37’ 58”). Al secondo e terzo posto Oliver Team Misto (2 ore 41’ 23”)  e Atletica Rezzato (2 ore 51’ 08”).
Spazio anche per la staffetta Lady Road, che ottengono la prima posizione nelle categoria Over 50 Femminile.

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