Firenze marathon: menù fisso dalla partenza al traguardo

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Quante cose ti hanno detto sull’alimentazione del bravo maratoneta e quante non ne hai volute sentire.

Ti hanno detto che se non mangerai più la carne i tuoi muscoli non si infiammeranno e correrai meglio. Ti hanno detto che se mangi carne bianca, rossa, o di qualsiasi altro colore, ti mangi tutto quello che serve a far crescere nel minor tempo possibile una mucca, un vitello, un pollo, un maiale.

Ti hanno detto che la pasta a cena va bene, che gli zuccheri non vanno bene, che la pasta integrale va bene, che il glutine è veleno, e che tu ahimè, dopo il lungo di domenica scorsa, ti volevi mangiare una bella scodella di bucatini alla amatriciana ma per cena!

Disgraziatamente hai deciso che la carne, dopo oltre 40 anni di sana convivenza, non era più così sana e in una scelta unilaterale, hai deciso che la separazione, seppur in casa, era la sola via per stare meglio.

Quante cose ti hanno detto e quante non ne hai volute sentire. Adesso c’è sta cosa che dopo un allenamento devi mangiare una crostatina alla frutta, e io che di solito me la divoro sempre prima.

Ti hanno detto che all’alba, prima di andare a correre, devi bere limone spremuto in acqua calda e zenzero, e io che prima di allenarmi faccio colazione con latte intero, caffè, due cucchiai di zucchero, convinto che 10 Gocciole inzuppate siano meglio di 2 barrette Enervit.

Quante cose ti hanno detto, ma in fondo sai bene che i consigli più importanti te li dà ogni giorno il tuo corpo. In ogni caso, per non fare torto a nessuno, hai smesso di mangiare animali e iniziato a nutrirti di altro.

Dietro la porta del frigo, su cui campeggia tra magnetini e foto di figli, la tabella degli allenamenti, c’è tutto un mondo, uno stile di vita, una scelta di essere ciò che mangi. Perché la dieta per stare meglio inizia nel carrello della spesa e si palesa dentro il frigorifero, lo apri e di fatto sei davanti ad uno specchio.

Da quando ti sei messo in testa di cambiare la benzina al tuo corpo a casa non ne possono più. Si ritrovano semi di girasole, lino, zucca, dappertutto.

Alle 6.30 del mattino, l’odore dell’albume in padella è diventato un incubo che aleggia tra cucina e camere da letto. Che adesso l’avena nasconde un mondo intero di proteine e che domenica, per pranzo, sei stato capace di cucinare una lasagna al ragù di lenticchie.

Ti sei convinto che 10 ore in ufficio potresti viverle meglio attraverso la corretta alimentazione. Ed ecco che il cassetto, sotto la scrivania, è pieno di cose strane tipo una bottega di Bombay: zuppe, frutti esotici, profumi di olii per i massaggi post allenamento molto invadenti e libri dei guru della nutrizione.

Che in pausa caffè, i colleghi non ti chiamano più per non sentire l’ennesimo pistolotto sull’importanza del digiuno e dei 2 litri di acqua al giorno da bere lontano dai pasti e della frase che ripeti ciclicamente… “eh perché le proteine sono ovunque in natura!”.

Quante cose ti hanno detto, pro e contro i protidi e gli integratori, e l’acqua liscia e senza residui, e la frutta secca la sera al posto del dolcetto. Del vino che fa sangue e del tuo corpo che vuole solo stare meglio, anche sul divano.

Tu, intanto, navighi sul web, chiami l’amico nutrizionista a conferma di tutto quanto vuoi sentirti dire. Ti convinci che sei un atleta migliore, che così non ti farai più male e che in gara si vedrà la differenza.

Infine, orgoglioso che la Maratona di Firenze sarà la tua prima da quasi vegetariano, ti vedi già come un altro uomo, ma non dimenticare che la strada e la fatica rimetterà tutti allo stesso livello, come in un menù fisso dalla partenza al traguardo.

Marco Raffaelli