Hoka: tutte le strade della nuova Challenger ATR 5

Vi siete mai chiesti quale deve essere la qualità migliore per una scarpa da running? Non c’è una qualità in assoluto che vale più di altre, perché ognuno di noi ne predilige una, essendo la scelta molto soggettiva, e perché quasi sempre la tecnologia raggiunge livelli tali che ogni modello è quasi sempre dotato di tutto quello che ci occorre: comodità, durevolezza, leggerezza, reattività, e così via.

Nel mercato selvaggio in cui ci troviamo in questo periodo storico, quello che non deve influire su una scelta tanto importante per i nostri piedi e le nostre articolazioni, è il prezzo. Le svendite on line attraggono molto, ma portano spesso a scelte sbagliate. Per ogni runner esiste la scarpa ideale. E nessuno meglio di un negozio specializzato vi può indirizzare verso la scelta giusta. Nessun amico, amico dell’amico, collega, cugino, blogger, influencer. Nessuno. Le scarpe da running vanno sempre provate. Bisogna tenerci dentro il piede per capire fin da subito se c’è il feeling che state cercando. Bisogna farci qualche passo per accorgervi se è lei quella giusta.

E se capitate in zona Isola – Porta Garibaldi a Milano, andate a trovare gli amici di Runaway, tre ragazzi che hanno scelto di creare uno spazio a misura di sportivo, dove l’accoglienza e la condivisione vengono prima di ogni cosa. Un lungo tavolo di fronte al banco bar per fare colazione o pranzo dopo una sessione di corsa, docce, spogliatoi, e uno spazio per yoga e allenamento funzionale. Gruppi di corsa dall’alba al tramonto per allenarsi in compagnia, iniziare a correre, perseguire un obiettivo con l’aiuto di professionisti del settore. Proprio da Runaway qualche giorno fa ho partecipato a una run per testare la nuova Challenger ATR 5 di Hoka.

Tutte le giornate della settimana dovrebbero iniziare con una bella corsa. Soprattutto se la scarpa che indossi è all-terrain, e anche se piove, puoi tranquillamente percorrere tutti i terreni che la città offre, dall’asfalto al fogliame, allo sterrato dei Giardini Pubblici, ai gradini scivolosi di piazza Gae Aulenti.

Versatilità dunque è il grande pregio della Challenger, una scarpa home-to-trail utilizzabile in moltissime occasioni. Anche se non è propriamente una scarpa maximal (come molti dei modelli Hoka), la comodità è un’altra grande qualità, grazie alla tomaia avvolgente e traspirante, all’allacciatura e alla linguetta morbida, alla punta larga, che lascia le dita libere di assolvere il loro ruolo di stabilizzatrici durante le discese e le salite. In questa quinta versione la Challenger è ancora più leggera, 265 g, con la sua tomaia molto resistente e rinforzata nelle zone strategiche e con un rigido ed esteso contrafforte tallonare che stabilizza il piede durante la corsa.

Questa scarpa offre un’ottima ammortizzazione e reattività al tempo stesso, grazie all’intersuola “oversized” in EVA da 25 mm, che assorbe l’impatto al terreno nei punti cruciali. La trazione della suola è garantita dai tacchetti da 4 mm, sistemati più vicini verso il tallone e con una maggiore apertura sin corrispondenza dell’avampiede per aiutare “la presa” sui sentieri più difficili, anche in condizioni di bagnato. Grazie alle caratteristiche sopracitate, la Challenger si comporta bene anche sull’asfalto. La consiglio a tutti coloro che variano spesso le loro uscite e che amano passare dalla strada al fuori strada, agli amanti delle eco-maratone e in generale a coloro che macinano tanti chilometri. Il drop di 5 mm e il design della scarpa promuovono una rullata di mesopiede – avampiede, ideale quindi anche per chi sta cercando di cambiare postura e migliorare l’efficenza della corsa.