HOVR Infinite di Under Armour, ammortizzazione sempre connessa

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I lunedì si sa, sono giorni molto sfidanti. Soprattutto se devi arrivare a Monaco di Baviera entro il pomeriggio e già di buon mattino in aeroporto scopri che ti hanno cancellato il volo a causa della troppa neve. Ma se è vero che non esistono condizioni meteo avverse, è anche vero che non esistono donne arrendevoli, almeno, non in un normale e sfidante lunedì mattina, in quell’aeroporto. E a Monaco ci siamo arrivate lo stesso.

La scorsa settimana, in concomitanza con ISPO è stata presentata la nuova HOVR Infinite di Under Armour. Un lancio a livello internazionale, a cui erano presenti i vertici dell’azienda e alcune comunità di runner provenienti da vari paesi. La nuova di casa UA è un modello davvero innovativo da tanti punti di vista. Sicuramente, andando in controtendenza con i colleghi, quello che mi ha piacevolmente sorpreso di più di questa scarpa è il grip. Alle 20.30 di sera, sempre di quel lunedì sfidante, sotto il comando tedesco, siamo usciti a testarla correndo in mezzo alla neve alta e con qualche grado sotto lo zero. A passo sostenuto siamo saliti fino alla cima dell’Olympiapark, tra sentieri oscuri e ghiacciati dove qualcuno affrontava le discese con gli sci…Ebbene nonostante le numerose lastre di ghiaccio incontrate, non sono mai scivolata. Quindi direi che la “presa” della suola c’è, anche se non è esattamente quella la peculiarità principale della Infinite. Ma è una delle tante caratteristiche che ne fanno un’ottima scarpa.

Intanto, il design del brand è ancora una volta ben riconoscibile. Appena indossate emerge da subito la qualità principale che a mio avviso deve avere una scarpa da running: la comodità. La tomaia è morbida, in mesh traspirante, rinforzata nei punti strategici e con un collare a sua volta molto morbido. Nessun punto di frizione nessuna costrizione, con un’allacciatura tradizionale tenuta da alette rinforzate. L’inizio è ottimo. La soletta in schiuma EVA di 6 mm modulata lungo tutta la pianta del piede elimina slittamenti e preannuncia l’intersuola con tecnologia HOVR racchiusa nella rete Energy Web, che garantisce una sensazione il ritorno di energia, riducendo l’impatto durante la  falcata. Distribuita in tutta la lunghezza, l’ammortizzazione e la reattività si sentono anche per chi ha una corsa d’avampiede (come me).

Tornando alla suola, la spessa gomma che la compone ricopre i punti di maggior impatto per una lunga durabilità con minor peso. Solo 306 g per 8 mm di drop, ne fanno una scarpa trasversale, da utilizzare in più occasioni. Sicuramente le caratteristiche dicono che è ideale per correre molti chilometri. Il contrafforte esterno protegge e stabilizza il piede anche sui terreni più difficili. La tomaia rinforzata nei punti giusti ma morbida al tempo stesso presenta elementi riflettenti per essere visti anche al buio.

E ora arriviamo al punto forte. La HOVR Infinite è una scarpa connessa, grazie a un sensore contenuto nell’intersuola che si collega al cellulare e alla app UA MapMyRun. Vengono raccolti dati relativi alla corsa, come la frequenza del passo e la durata dell’allenamento. Inoltre sempre tramite la app si può avere a disposizione un coach che può contribuire, con consigli mirati in base ai dati raccolti, nel miglioramento di tutti quegli elementi che portano a una corsa corretta. Insomma, non resta che continuare a provarle per accorgersi di volta in volta che le qualità di questa scarpa sono molteplici…quasi Infinite.

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