I fantastici 54: la Sorrento-Positano si avvicina. E tu di che “lunghissimo” sei?

La Sorrento Positano si avvicina… meno di un mese e il 2 dicembre sarà il momento di mettersi sulla linea di partenza. La novità per questa gara è che la IAU (Associazione internazionale ultramaratone) ha concesso alla Sorrento Postiano Ultramarathon e al suo percorso il Bronze Label IAU, una prima onorificenza che grazie alla soddisfazione positiva di diversi criteri organizzativi richiesti ne attesta l’ufficialità e l’inserimento nel calendario internazionale delle ultramaratone.

La medaglia della Sorrento Positano

Io mi sono messo in pari con le piccole/grandi lacune fisiche eseguendo routine di potenziamento e di mobilità articolare. E ora posso dire di essere pronto a parlare “sua maestà il Lunghissimo”
Quando si affrontano le ultra, il lunghissimo è l’allenamento per antonomasia. Qui si vanno a ricercare tutti quegli adattamenti sia fisiologici, sia mentali per affrontare la lunga distanza. Ci sono varie teorie su come e quando affrontare questi allenamenti, sulla distanza tra di loro in un programma di allenamento, sui ritmi o le sensazioni da provare durante il loro svolgimento.

Ma a noi adesso non interessa troppo la parte puramente tecnica, quello che ci piace osservare è l’approccio a questo allenamento.
E si… perché se ci sono alcune varianti tecniche, ce ne sono mille su come approcciare la distanza mentalmente.

God save le gare

Ci sono quelli che cercano disperatamente una gara che faccia al caso loro, perché fare il lunghissimo in autonomia è estenuante, oltre che di difficile organizzazione. In questo caso il calendario gare va esaminato cercando quella giusta in ogni angolo del globo, e spesso si è disposti anche a trasferte onerose, piuttosto che correre in autonomia. Spesso le tapasciate sono una buona soluzione perché offrono svariate distanze che, se non raggiungono la lunghezza sufficiente, hanno sempre un percorso ripetibile due o tre volte.

Il bisognoso di compagnia

La fatica è tale solo se condivisa. Un pezzo a me e un pezzo a te. Sono quelli che spingono altri sfortunati amici di corsa a fare la staffetta per farsi accompagnare durante l’allenamento lungo, ogni amico una tratta, obbligato ovviamente a correre fornito di ogni  ben di Dio, tra gel di vari gusti, borraccia con i sali e derrate alimentari per il fine allenamento stipate dentro al baule della macchina, parcheggiata in posizione strategica.
I runner di questa categoria, di solito, non mancano di ricordare agli accompagnatori che provano a lamentarsi che loro stano già correndo da svariate ore, col quel ghigno che fa sentire l’amico di corsa anche un povero inetto.

Il solitario

Quello che anche la fontanella in strada sembra un’inaccettabile interferenza all’esplorazione dei suoi limiti, alla purezza della sua fatica, all’eroicità del momento.
Il soggetto di questa categoria escono di casa completamente autosufficienti, zainetto in spalla, dentro cibo per una settimana nella steppa, sacca per idratazione. Per rendere ancor più epica la giornata del lunghissimo si alzano ad orari improbabili, lasciando due righe di commiato ai familiari sul tavolo della colazione.
Scelgono tracciati desueti… persi nelle campagne limitrofe ai centri abitati, spesso si perdono, senza mai ammetterlo, e al ritorno hanno sempre storie incredibili da raccontare circa vicissitudini vissute durante il loro viaggio iniziatico.

La MAREtona di Venezia

Poi ci sono io che sono un mix di tutti e tre gli approcci. Questa volta ho scelto due gare per fare i miei “Lunghissimi” pre Sorrento-Positano: la Maratona di Venezia e il tracciato lungo del Valtellina Wine Trail.

La MAREtona di Venezia, no… non è uno sbaglio è esattamente quello che è stata, negli ultimi 3Km di gara si è corso decisamente dentro al mare, 50 cm d’acqua ci hanno attesi nel finale di gara, rendendo epica questa edizione, già afflitta da un vento fortissimo che chirurgicamente ha soffiato costantemente contro i corridori.
Sabato 10 novembre (domani) mi aspettano invece i 42Km tra i vigneti della Valtellina, ultima fatica prima di iniziare un periodo di scarico che mi porterà il 2 dicembre a Sorrento. E voi che parteciperete a che punto siete ? Siete pronti ad affrontare questo splendido viaggio su uno dei più bei panorami al mondo?
Non so esattamente in che condizioni atletiche sarò al via, la cosa certa è che sarò pronto a emozionarmi e vivere intensamente una giornata che sarà tra quelle che ricorderò per sempre nel corso della mia vita.

Ci vediamo a Sorrento 🙂
Alessandro Arboletto