I lunghi pre maratona e la corsa su una strada senza fine

Sono uscito alle 5.30 stamane, avevo caldo e volevo solo correre e pensavo che non conosco il numero di maratone che ho finito. In casa l’angolo dei simulacri da finisher, appesi e fasciati, sta in bella vista. Però il countdown al mitologico numero 100 non ho idea a che punto sia.

Ogni volta parti senza pensare al dopo, ti concentri solo sul prima e sull’adesso, cosa sarà non ti è mai interessato. Adesso sta cosa della corsa all’alba è tornata fortificante, la condividi con chi come te ha voglia di sapere che non è solo, in un rapporto costante di vite che fanno 1.000 cose e ci incastrano gli attimi di sport piacevoli e costruttivi.

Dispensi consigli da sempre, ma di quello che hai fatto, delle fatiche e delle disfatte non ricordi poi molto. Sembra come se la testa ad ogni nuova pagina cancelli tutto per riscrivere nuovi paragrafi.

Scrivi di sport, di imprese eccezionali, di uomini e donne come noi, ti immedesimi in quello che fanno e sembra tutto più vicino. E’ proprio vero che lo sport è lo specchio della vita. Se stai bene, lo sport fa più bene. Persone che sono delle spugne e filtrano il male, riconoscono il bene e sanno farlo durare a lungo.

Scrivi di sport e parli di corse, la pratichi da sempre e come un grande amore ha i suoi momenti difficili. Ci rispettiamo e spesso discutiamo, poi in albe come quelle di oggi, correndo sul bordo di una città difficile, a ridosso di una periferia senza alcun colore, ti rendi conto che l’amore non ha bisogno di molto, ti spoglia e ti protegge da tutto.

Domenica ho corso il primo lungo di avvicinamento alla Maratona di Firenze. I 30k sul mare di Roma, un luogo perfetto, sotto un cielo in HD. La fortuna delle persone che vivono sul mare, noi romani ce la dimentichiamo e spesso la maltrattiamo.

Il lungo per una maratona è una prova per capire come sta la testa, prima ancora delle gambe. È un esercizio spirituale, correre su strade senza una fine, aspettare il bip del gps e ruotare attorno alla boa immaginaria che la tabella aveva disegnato a terra.

Continua a concentrarti sul tuo “adesso”, cosa sarà non è il momento di pensarci. Un passo alla volta e faranno sempre meno male, messi tutti insieme.

Sono uscito alle 5.30 stamane, ora ho la testa che ruzzola sulla scrivania dell’ufficio ma sono felice, ogni cosa ha il suo valore, ogni scelta la sua diretta conseguenza e nello sport, più che altrove, te ne darà misura.

Marco Raffaelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *