I tendini stridono: la Napoli City Half Marathon si avvicina

Una settimana da ricordare quella conclusasi domenica a Cornate d’Adda, dove i MICS si sono riuniti alla seconda edizione di Corri con Energia portando a casa il premio come settimo gruppo più numeroso. Una “tapasciata” questa, nata con la camicia lo scorso anno, complice il bellissimo percorso lungo l’Adda con le storiche centrali idroelettriche, la giornata di sole, per il secondo anno consecutivo che ha scaldato l’entusiasmo dei partecipanti, caso mai ce ne fosse stato bisogno. Ma è soprattutto un’organizzazione studiata nei minimi dettagli che domenica ha sancito per la seconda volta il successo di questa “marcia podistica”, con la partecipazione di ben 3.500 persone, facendola diventare una tra le manifestazioni podistiche più amate e partecipate. Complimenti agli organizzatori, ai volontari e ai mitici alpini. Ci rivediamo il prossimo anno 🙂

La quinta edizione della Napoli City Half Marathon si avvicina e promette grandi cose. Intanto il record: gli iscritti sono quasi 5.000 (e mancano ancora due settimane), un numero che rispetto a soli due anni fa è raddoppiato. Tra i runner alla partenza 700 saranno stranieri. Sarà un week end intenso per Napoli, fatto di sport e di turismo e la città non si farà trovare impreparata. Noi MICS saremo in tanti, un’onda arancione che non passerà inosservata. Questa sarà l’ultima settimana di carico. I polpacci e i tendini se ne sono accorti per primi, complici le “salitelle” come le chiama il coach, che abbiamo affrontato a Cornate.

Grazie come al solito al contributo di Gigi, che questa settimana oltre a insegnarci un detto e una ricetta tipica di Napoli, ci descrive il percorso della mezza nei minimi dettagli:

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Quann’ ‘o mellone jesce russo, ognuno ne vo’ ‘na fella.
Quando il cocomero esce rosso, ognuno vuole una fetta, ovvero quando l’affare si dimostra buono, ognuno vuol partecipare, come per dire salire sul carro del vincitore.

Non mancano che pochi giorni al via della Napoli City Half Marathon, e l’adrenalina inizia a sentirsi. Prendo spunto dalle preziose parole del nostro coach Alessandro che, qualche giorno fa, faceva riferimento a come noi amatori ci sentissimo quasi sempre, alla vigilia di un evento sportivo, non completamente pronti. E allora eccoci a iniziare dei regimi alimentari degni dell’isola dei famosi o a raddoppiare i carichi di allenamento col risultato di arrivare al via affamati e stanchi, insomma un disastro!

Quindi facciamo nostri questi consigli preziosi e con la consapevolezza di aver preparato al meglio la gara godiamoci, per ora solo con una cartolina virtuale, questi 21km e qualche metro di sorrisi che tra pochi giorni ci vedranno protagonisti tenendo sempre presente che correremo a Napoli, e anche se si presenterà qualche problemino il giorno prima…a Napoli tutto s’acconcia, sempre!

Il percorso di gara

Partiremo dalla Mostra d’Oltremare, un complesso fieristico d’eccellenza, allestita la prima volta nel 1937 e poi in lenta e inesorabile decadenza fino ai primi anni novanta. Avremo modo di visitare questa area tornata al suo splendore in occasione del ritiro dei pettorali.

Ci lasceremo la fiera alle spalle e poi dritti verso la galleria Laziale, detta anche galleria di Posillipo poiché attraversa il ventre della famosa collina per poi rivedere la luce in piazza Sannazzaro, con la possibilità di ammirare la splendida fontana della Sirena, una rapida svolta a destra ed ecco la brezza e il profumo del mare con la lunga via Caracciolo: siamo al quarto km.

Percorreremo tutto il lungo mare di Napoli, dal porticciolo di Mergellina fino a Castel dell’Ovo e non è da escludere che i più lenti di noi, giunti alla fine di via Caracciolo, potranno ammirare nella corsia opposta la testa della corsa, in transito al quattordicesimo km. Molti di noi, leggendo i cartelli chilometrici nel senso opposto, che saranno a due cifre, si chiederanno in che condizione arriveranno a quel punto… Saremo al quinto chilometro, magari approfittando del ristoro, con vista romantica sul golfo e su Castel dell’Ovo, che potremo quasi sfiorare sulla nostra destra.

Da questo momento davanti a noi, come un guardiano imponente della città, potremmo ammirare il Vesuvio, che ci terrà compagnia fino al km 10 dove, nell’area del porto di Napoli, dopo un meritato ristoro, saremo al giro di boa e ci dirigeremo per un assaggio del centro storico.

Piazza Municipio, Piazza Trieste e Trento, tra profumi di pizze fritte appena sfornate da Sorbillo e caldi ed inebrianti vapori di rum provenienti dai babà del gran caffé Gambrinus, veloci in  piazza del Plebiscito dove troveremo ad accoglierci due ali di folla che ci spingeranno nuovamente al Castel dell’Ovo e nuovamente mare sulla via Caracciolo per il lungo rettilineo del ritorno. Avremo il mare alla nostra sinistra ed alle nostre spalle il Vesuvio ma non disperate…la collina di Posillipo sarà maestosa e bellissima davanti a noi e il parco della villa Comunale, con le sue verdi palme, sarà la sede del terzo ed ultimo ristoro. Saremo al km 16 e per i veri atleti inizia la corsa, negli ultimi 5 km qualcuno andrà alla ricerca del P.B, cercando di non vanificare tutto il buon lavoro svolto fino a quel momento, ma il mio pensiero va anche a tutti noi che forse staremo pensando al P.F. che nel nostro personalissimo gergo sta a significare PIZZA FRITTA, che ci apparirà in testa ammaliante come la sirena Partenope e che sarà distante solo cinque km, una doccia e un veloce cambio d’abito!

Nuovo passaggio sotto la galleria e arrivo in volata nella Mostra d’Oltremare. Probabilmente in molte foto avrete visto l’arrivo delle edizioni precedenti della NCHM con alle spalle una stupenda fontana del tutto simile a quella della Reggia di Caserta, tanto da confondere coloro che non conoscono la città; si tratta della fontana dell’Esedra, e si ispira alle fontane monumentali della Reggia, e farà da sfondo alle nostre foto con la meritata medaglia! Ecco il viaggio che ci attende, in una cornice da favola, indimenticabile, correndo a Napoli, una città che abbiamo provato a descrivere in queste settimane, tra arte ed esoterismo, cibo ed aneddoti, una città che ti darà subito confidenza ma che te ne chiederà anche, facendoti dono della sua unicità.

E tra le sue unicità abbiamo il GATTO’ DI PATATE, che va pronunciato come si scrive!

Di origine transalpina, per deliziare il palato della regina Maria Carolina d’Asburgo, moglie di Ferdinando I di Borbone, venne rivisitato e fatto proprio dai cuochi napoletani che sostituirono il gruviera con il fiordilatte e lo arricchirono con salame e prosciutto cotto, tramutando l’elegante gateau nel più sostanzioso e godereccio gatto’ di patate.

INGREDIENTI PER UNA PIROFILA 20 X 20 :

Patate a pasta gialla 500 g

Fiordilatte 100 g

Salame napoletano 50 g

Prosciutto cotto in una fetta spessa 50 g

Parmigiano reggiano  2 cucchiai

Uova 2

Olio extravergine d’oliva q.b.

Pepe nero q.b.

Sale fino q.b.

Mettiamo a bollire le patate e una volta cotte speliamole ancora calde. In questo modo potremo schiacciarle nello schiacciapatate con più facilità.

Prepariamo una dadolata di prosciutto cotto, salame e fior di latte, che avremo preventivamente strizzato del suo siero. In una ciotola mischiamo le patate schiacciate, le uova, il parmigiano, il pepe e il sale e mescoliamo bene; aggiungiamo il salame, il prosciutto e il fiordilatte.

Imburriamo la teglia, spolveriamoci all’interno il pangrattato, adagiamoci il composto e dopo averlo ben sistemato, ricopriamolo con un’altra spolverata di pangrattato e di parmigiano. Qualche fiocco di burro in superfice ed inforniamo a a 180 gradi per trenta minuti.

Per chi non gradisse i salumi, vi propongo una variante con friarielli precedentemente cotti in stile salsicce e friarielli e provola a cubetti, mantenendo identico il procedimento.

Buon appetito guagliu’.

Luigi Ruscetta

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Bonus: Il gioco dei cavalli

Per chi non l’avesse mai fatto, è da provare: arrivati in Piazza Plebiscito ci si posiziona a pochi metri (tra i 6 e i 10 mt) davanti all’ingresso del Palazzo Reale, dandogli le spalle, possibilmente in maniera centrale. A quel punto, un vostro accompagnatore dovrà bendarvi con una sciarpa, un foulard o simili – che ovviamente non deve essere trasparente. Dopodiché sempre il vostro fidato complice vi farà fare tre giri su voi stessi (magari spostandosi anche lui per disorientarvi ulteriormente) e poi vi lascerà. Ed è a quel punto che inizia il bello, perché il gioco consiste nel cercare di passare esattamente al centro delle statue dei due cavalli presenti alla fine della piazza. Da bendati. Senza nessuno a sostenervi. Col vostro accompagnatore munito di fotocamera per filmare il momento epico che vi dirà in continuazione che state andando bene…anche quando non è vero. Ovviamente eviterà solo che andiate a sbattere contro cose/persone, ma questo succede molto raramente.

Non è facile riuscire in quest’impresa, vi avviso eh! Però vi garantisco tante risate dall’inizio alla fine e anche nel rivedervi in video dopo. Allora, che dite? Accettate la sfida che Napoli offre ai suoi visitatori?

Ah! Una cosa importante: un trucco per farcela c’è…ma non ve lo dico! (Sì, questa è cazzimma! Lo so!)

Chiara Spagnolo

(Foto di apertura: Gian Luigi Nava)