Inferno Run, è impossibile solo se non ci provi

È impossibile solo se non ci provi”. Ma se lo fai, se ci provi, ad ogni ostacolo dovrai affrontare te stesso. 

Sabato 22 ottobre al Parco delle Cascine di Firenze, si è svolta la quarta edizione di una delle Mud Run più partecipate d’Italia: la Inferno Run. A popolare l’Ippodromo del Visarno, oltre duemila partecipanti, di cui più di 700 donne e oltre 200 partecipanti provenienti da paesi esteri.

Degna di nota la performance del dream team composto dalla sottoscritta, dalla super Justine Mattera, da Chiara Bottoni di Fashion Running e da Manuela Barbieri ed Elisa Crovato in rappresentanza delle Women in Run. Non solo siamo sopravvissute ma, essendo il percorso formato da lunghi tratti di corsa, siamo anche arrivate con un tempo dignitoso. Dieci km, 20 ostacoli, poco più di un’ora e mezza.

A caratterizzare il percorso, muri di legno di varie altezze, una piscina di 25 metri (Caronte), un bellissimo passaggio campestre di qualche chilometro con salite e discese lungo l’argine dell’Arno (Oscura Costa), monkey bar, corda, qualche prova di forza e di precisione, la squadra di Football americano che ci ha lasciato proseguire solo dopo averci preso un po’ a mazzate, l’incredibile esperienza della vasca del ghiaccio (Cocito) dove credo siano fischiate le orecchie agli organizzatori più di una volta, l’infinito filo spinato (Flegetonte), il quarter pipe e un multibar (Lucifero, la prova finale prima del traguardo).

Prima di immergermi nella vasca del ghiaccio, mi sono quasi sentita invincibile, per aver corso per 8 km affrontando la maggior parte degli ostacoli. Ma dopo esserne uscita con le gambe congelate, quasi paralizzate, ho rivisto il mio senso di onnipotenza, anche se non ho fatto la fine di Laura Palmer. Ho stretto i denti e le labbra quasi blu riprendendo a correre per scaldarmi insieme alle mie compagne di avventura, tanto che la vasta pozza di fango caldo, dove rotolarsi per passare il filo spinato, è stata quasi confortante. Non è stata proprio una passeggiata e direi che la mia personale Comfort Zone l’avevo già lasciata nei pressi dell’Oscura Costa, circa a metà percorso. Ma ho superato me stessa e nel farlo, mi sono davvero divertita. Portare a termine una gara del genere insieme alle mie tostissime compagne di team, ha reso tutto più facile. Ci siamo aiutate, aspettate e incoraggiate, nel giusto spirito di una vera OCR.

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La Inferno Run è una corsa del campionato italiano di Mud Run, competizione di 10 tappe il cui gran finale si è tenuto proprio  al Parco delle Cascine di Firenze.  Con la vittoria in questa tappa l’atleta Stefano Colombo si aggiudica anche il campionato Mud Run, nella categoria donne primo posto per Ilaria Paltrinieri, mentre la vittoria del campionato va a Ginevra Cusseau, campionessa per il secondo anno consecutivo.

Se credete che una gara del genere per voi sia impossibile, pensate ad Andrea Pacini che ha corso la Inferno in sedia a rotelle supportato dai ragazzi dell’associazione Spingi la Vita. Notevole anche la partecipazione di Costantin Bostan che ha corso con una protesi dopo aver affrontato la scorsa edizione in stampelle. Insieme a loro anche i 5 richiedenti asilo poltico della cooperativa Albatros, per ricordare a tutti quali sono i valori dello sport: integrazione e superamento di ogni barriera.

La manifestazione ha messo alla prova anche i più piccoli con la Baby Inferno Run. Per la prima volta anche mia figlia ha provato a superare qualche ostacolo ma già so che tra pochi anni correrà le OCR serie. E spero che, se dovesse mai incontrare la sua mamma lungo il percorso alle prese con un muro da scavalcare, le dia una mano o una spinta.

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Degna di nota anche la performance di Folco Terzani che ha corso scalzo. Giancarlo Antonioni invece non ha corso, ma ha voluto ancora una volta testimoniare la sua vicinanza alla Fondazione Tommasino Bacciotti, alla quale saranno devoluti parte degli incassi delle iscrizioni alla Inferno.

Essere cinghiali dentro, è questo il segreto per affrontare la Inferno Run o una Mud Run in generale, e dopo la seconda esperienza, credo di sentirmi naturalmente (o quasi) portata a queste gare, fatte di fatica, divertimento e aiuto reciproco. 

E allora ci vediamo in primavera #Inferno Run! #RunLikeHell

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