La gara è un pretesto: i si e i no della Portosole Sanremo Half Marathon

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“Corro perché se non lo facessi sarei pigro e triste e spenderei il mio tempo sul divano. Corro per respirare l’aria fresca. Corro per esplorare. Corro per sfuggire l’ordinario. Corro per assaporare il viaggio lungo la strada. La vita diventa più vivace, un po’ più intensa”. (Dean Karnazes-tratto da Dal divano alla maratona)

Questo è il senso della corsa e dello sport in generale. Riflettevo sul mio ultimo fine settimana sanremese, focalizzato sulla partecipazione alla Portosole Sanremo Half Marathon, che con il passare del tempo, si è trasformato in un percorso ben più lungo e prezioso di quei 21 km di corsa che sono stati solo un ‘contorno’.

Assaporare il viaggio lungo la strada – quando lo fai con gli amici, quelli che godono delle cose semplici, quelli con cui non devi mai dosare le parole, quelli di cui ti fidi, che sostieni e che ti sostengono. Quelli con cui non hai mai la sensazione di perdere tempo, perché ti senti te stessa e quindi il tempo diventa prezioso. Corro per respirare l’aria fresca – quando in autostrada venendo da Milano, superi il Turchino e si apre un mondo fatto di colori, cieli blu, nuvole che sembrano panna e temperatura primaverile. E quando arrivi a destinazione ti accorgi che gli indigeni usano le giacche e i cappotti pesanti solo perché è inverno, e non perché ce ne sia realmente bisogno. Venite a Milano e vedrete come servono davvero. Venite a vedere la vera scenografia di Wall-E. Anzi non venite, state dove siete e continuate a riempirvi i polmoni con la vostra aria fresca che sa di salsedine. Continuate a vivere sotto il cielo blu. Continuate a correre su quell’infinita pista ciclabile che costeggia il mare, sempre abbronzati, con canotta e braghe corte in pieno dicembre – Tutti noi runner ci meritiamo un’infinita pista ciclabile che costeggia il mare, meritiamo di correre in canotta e braghe corte in qualsiasi stagione dell’anno, meritiamo di respirare aria fresca – Corro per esplorare – Sanremo è una città un po’ decadente, dove gli autobus e gli alberghi sono rimasti agli anni ’80, come il Festival della canzone italiana, di cui non ho più memoria dagli anni ’90 in poi. Nonostante le serre lungo le colline siano in disuso da tempo, sono i fiori ad accendere questa città, oltre alle insegne luminose dell’Arison e del casinò. Ma i fiori, loro, li vedi ovunque, colorati e freschi, sono il contorno perfetto per qualsiasi cosa, una panchina, un’insegna, una sedia. A Sanremo la vita gira intorno al corso Matteotti, alla città vecchia e al lungomare.

E proprio quel tratto di mare che va da San Lorenzo a Portosole, domenica scorsa ha ospitato la terza edizione della Portosole Sanremo Half Marathon sponsorizzata by Unogas Energia. La formula di quest’anno ha previsto tre competizioni: la gara di mezza maratona dove hanno trionfato per gli uomini Cangiano Carlo e per le donne Re Nadia, quella di 10 Km vinta da Vincenzo Scuro e da Gibson Beverly, e la novità della staffetta 3 X 7 Km vinta dal trio Muratori/Lanteri/Aroro.

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Foto fornita dall’organizzazione

Per me è NO:

La mia seconda mezza maratona, l’ho affrontata con la presunzione tipica di chi non si ricorda più cosa voglia dire correre per 21km. Il timore e il rispetto per questa distanza sono svaniti e un po’ l’ho pagata, perché la corsa non ti regala niente e se non ti alleni con costanza, impegno e sacrificio, in cambio ricevi poco e niente, come una prestazione scarsa, sofferenza lungo tutto il percorso, muscoli e tendini doloranti per molti giorni a seguire. Oltre alla mia prestazione, c’era anche altro che si poteva migliorare, secondo me, nell’organizzazione della gara.

La maglietta della gara non può essere sempre e solo fatta per gli uomini, con le taglie da uomo. La taglia S la si può usare come camicia da notte. Anche le donne corrono e il pacco gara lo pagano esattamente quanto gli uomini. E vogliono magliette di taglia adeguata. Alla maglietta della gara noi runner ci teniamo moltissimo, è frustrante doverla regalare al marito o al fratello perché troppo grande, quando ce la siamo meritata.

Il ritiro delle sacche non dovrebbe essere autogestito dagli atleti, dove ognuno riconosce la sua e se la prende. Dovrebbe pensarci l’organizzazione a distribuirle a fine gara verificando che il numero segnato sulla borsa coincida con quello del pettorale. Magari non c’erano abbastanza volontari per fare questo, ma non è comunque corretta come procedura.

La gestione finale delle classifiche. Non bisogna permettere che atleti, parenti e amici consultino e maneggino le classifiche prima e durante le premiazioni con conseguente confusione generale. Dovrebbe occuparsene solo l’organizzazione. Se a qualcuno non tornano tempi e risultati, può tranquillamente farlo notare a fine premiazione invece di rovinare un momento che dovrebbe essere indimenticabile. Non è semplice e neanche immediato rivedere i tempi e le posizioni di classifica.

Arrivare sopra al traguardo, vederlo a 3 km dalla fine e scoprire che il restante percorso è un elastico a serpentina infinita sul porto necessario per completare i 21 km. Per i super atleti non sarà stato sicuramente un problema. Per chi come me si è trascinata proprio negli ultimi chilometri come spesso accade, psicologicamente è stata una prova difficile. E infatti molta gente in quel tratto ha smesso di correre e ha finito per camminare.

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Foto fornita dall’organizzazione

Per me è SI:

Il percorso suggestivo, quasi tutto lungo il mare con il passaggio nel paese di Arma di Taggia. La bellissima e panoramica pista ciclabile, oltre ad essere utilizzata per la gara è rimasta aperta ai ciclisti della domenica che con rispetto hanno accostato e rallentato quando era necessario, un gesto molto apprezzato da noi podisti.

Il clima perfetto. Mite ovviamente, coperto quanto è bastato per non permettere al sole di creare fastidi, con una leggera brezza marina a rinfrescare ogni tanto. Non ho mai corso in condizioni meteorologiche così vantaggiose e forse per ritrovare un clima del genere, dovrò tornare proprio a Sanremo.

I parcheggi gratuiti e le docce vicino al traguardo. La possibilità di pranzare con il buono del pasta party subito dopo la gara, seduti nella bella cornice del porto.

Le foto, importantissime per noi runner, sono fatte dell’organizzazione, sono abbondanti e gratuite disponibili sulla pagina Facebook.

La Roby, terza classificata nella sua categoria. Un podio stra meritato per questa donna così tenace che non molla mai.

La pazienza del coach Alessandro che ha superato un fine settimana tra i discorsi e le domande di tre donne. Con le sue frasi rassicuranti e la sua esperienza, tutte le volte ci prende per mano e ci accompagna fino alla fine.

Il Personal Best di Rita. Fortissima runner e cuore di mamma, che razza di mondo sarebbe senza il suo infinito entusiasmo per tutte, ma proprio tutte le gare esistenti sulla faccia della terra?

Il mio arrivo, con Rita che mi accompagna negli ultimi 100 metri e mi esorta fino alla fine. Grazie amica.

– La vita diventa più vivace, un po’ più intensa –

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I MICS alla partenza

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La vincitrice della mezza maratona – foto fornita dall’organizzazione
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La vincitrice della 10k – foto fornita dall’organizzazione