La lunga storia delle VIbram FiveFingers e del barefoot running

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La storia di Vitale Bramani è avvincente quanto affascinante. Appassionato alpinista nato nel 1900, assiste, all’età di 35 anni, a un grave incidente dove perdono la vita sei escursionisti. Tra i motivi di questa tragedia, l’inadeguatezza delle scarpe che utilizzavano per raggiungere la vetta. All’epoca si arrampicava con pedule di corda che venivano calzate, al posto dei classici scarponi chiodati da avvicinamento, quando si giungeva ai piedi della parete da scalare.

Da qui, inizia la storia di Vibram, azienda nata per idea dello stesso Bramani (VI – Vitale BRAM – Bramani) che grazie alla collaborazione con l’amico Leopoldo Pirelli riuscì a concretizzare la prima suola di gomma vulcanizzata immessa sul mercato, col disegno della tassellatura detto “a carrarmato” e marchiata Vibram,  suola che consentiva ottime prestazioni in termini di resistenza all’abrasione, alla trazione, e di aderenza, nonché di arrampicata fino al 4º grado. Nel 1937 Ettore Castiglioni e Vitale Bramani conquistavano per primi la parete di nord-ovest del Pizzo Badile sperimentando assieme le suole Vibram.

Il resto è storia recente. Le suole Vibram sono da sempre vendute e apprezzate in tutto il mondo, con una tecnologia migliorata e perfezionata di anno in anno. Una famiglia di visionari quella dei Bramani, che raggiunge l’apice della creatività nel 2.000, quando escono sul mercato le prime Five Fingers. Ovviamente la produzione di questa innovativa calzata è limitata e non facile da posizionare, all’interno di un mercato fatto di scarpe super strutturate e ammortizzate.

Ma poi nel 2009 accade che un tale, Christopher McDougall, giornalista, ex inviato di guerra e runner dilettante, racconta in un libro il suo viaggio avventuroso sulle tracce dei Tarahumara, i più grandi runner di tutti i tempi, capaci di correre decine di chilometri in condizioni estreme senza apparente fatica e senza subire infortuni. Questo libro si chiama Born to Run e in breve tempo diventa un fenomeno mondiale. McDougall elogia la corsa naturale a piedi nudi dei Tarahumara che, correndo per molti chilometri al giorno senza subire traumi e infortuni, ribaltano le teorie in voga sulle scarpe ammortizzate e protettive, spesso causa di molti infortuni. Parla naturalmente anche delle Vibram Five Fingers affermando che “un corridore che le usa è autentico”.

Da quel momento le FiveFingers hanno avuto un boom di vendite e ad oggi gli atleti che si avvicinano al natural running e ne abbracciano la filosofia, lo fanno proprio grazie alla calzata a cinque dita. E in effetti a pensarci bene, il nostro corpo così com’è ha una predisposizione naturale alla corsa e un’eccellente biomeccanica. Si tratta solo di sradicare le abitudini di anni in cui i nostri piedi sono rimasti chiusi e costretti nelle scarpe. Ovviamente, seguendo il buon senso, non è consigliabile passare da una corsa protetta dalle scarpe da running a una corsa a piedi nudi nel giro di poco tempo. La stessa azienda consiglia un passaggio molto graduale, anche con scarpe minimal e poi con le Five Fingers.

La versione a cinque dita del road running di Vibram FiveFingers si chiama VRun. Questo modello dal peso di 106 gr, ha una tomaia altamente traspirante e morbida, leggera e dotata di fori. La suola più sottile consente una maggiore feedback del terreno durante la corsa, gli inserti in mescola Vibram XS RUN su dita e tacco assicurano l’aderenza e l’intersuola VI-LITE alleggerisce la scarpa massimizzandone così l’efficienza energetica e la capacità di assorbimento degli urti. L’occasione di provarle per la prima volta è stato il Test Day presso il negozio di Milano. Una passeggiata quasi a piedi nudi dove la sensazione di sentire le dita reagire e risvegliarsi al contatto con il suolo è stata piacevole. Una libertà quella delle dita dei piedi, quasi sempre privata, ingabbiate come sono nelle scarpe. Ma recuperarne l’uso e apprezzarne l’utilità passo dopo passo e falcata dopo falcata è importante. Le dita sono la spinta naturale del piede e fungono da stabilizzatrici durante il movimento della corsa. Ammesso che si possano muovere!

Un approccio timido il mio con queste scarpe, che spero di poter migliorare e consolidare nei prossimi mesi.

Gli altri modelli presentati al Test Day sono le V-Train, per chi ama il contatto con il suolo anche durante l’allenamento. Indicata per il training funzionale dentro e fuori dalla palestra, garantisce tutta la flessibilità di una calzatura minimalista, assicurando allo stesso tempo un ottimo livello di sostegno. Il design delle suola è realizzato con specifici obiettivi: la tassellatura sull’arco plantare agevola l’utilizzo di funi, e il design circolare nell’avampiede ottimizza il grip nei movimenti laterali. Peso 181,44 gr circa, suola Vibram XS TREK, sottopiede plantare in EVA 2mm + NZYM soletta antimicrobica in tessuto Poliammide, gomma: 3 Colori 4mm,
tomaia: Poliestere + Spandex, pannelli TPU.

 V-Trail invece  è la calzatura minimalista ideale per trail running, mud race e in generale per la corsa off-road, grazie alla speciale mescola Vibram MEGAGRIP che garantisce una trazione e un grip eccellenti su superfici asciutte e bagnate. L’utilizzo della tecnologia Vibram 3D Cocoon è stato ulteriormente potenziato, grazie all’impiego fino all’area delle dita che permette di aumentare la protezione e la dispersione dell’impatto con il suolo. Peso 181,44 gr circa uomo e 90,72 gr circa donna, sottopiede EVA 2mm + NZYM soletta in tessuto Poliammide antimicrobico,  gomma 2-Color 5mm Rete Cocoon 3D, Tomaia Poliestere + Spandex.

vibram.com

V-TRAIN
V-TRAIL