La Maratona di Roma e i consigli dalla strada

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Ci siamo, domenica correremo la 24ma Maratona di Roma, la 42 chilometri con il percorso più affascinante al mondo, ed è giunto il momento di ripassare un po’ i fondamentali. Il percorso è uguale a quello dello scorso anno, in una città con la più alta concentrazione di beni archeologici, storici e architettonici al mondo, il consiglio più importante è di correre a testa alta e occhi ben aperti!

Il tempo limite per chiudere la gara è di 7 ore e 30 minuti e sarebbe bello prendersele tutte, perché una Roma senza macchine ce l’abbiamo solo in quel giorno.

La partenza è da Via dei Fori Imperiali con spalle al Colosseo e l’arrivo con la faccia rivolta alle arcate dell’Anfiteatro Flavio. Da romano che tutti week end ci corre sotto, non mi abituerò mai alla sua bellezza e al timore reverenziale che incute ogni volta.

Il tracciato è scorrevole ma non facile, con 70 cambi di direzione e 7 km chilometri di sanpietrini (settechilometri)  e li patirete più nei giorni successivi che in gara, ve lo garantisco.

Il pubblico non vi lascerà mai o quasi, e ci sono due punti da ricordare: il passaggio sotto il Tempio di Venere al 13mo km e Piazza Venezia.

Il primo è bellissimo, un po’ perché voi sarete ancora freschi e con il passo ormai a regime e poi perché il pubblico, disposto tipo Torcida brasileira, lo sentirete tutto.

Il secondo è uno snodo essenziale della gara. A Piazza Venezia ci passerete tre volte: alla partenza, al rientro dal 37 km per prendere poi Via del Corso e infine, al 42mo km. E vi assicuro che avrete sul volto tre espressioni diverse per ogni passaggio.

Ma veniamo alla parte “più lontana” del percorso. Dopo aver saltellato e cantato con i vostri amici fin sotto il Cupolone di San Pietro, tra il 17mo e il 18mo km, arriviamo alla Mezza Maratona di Via della Giuliana, quartiere Prati.

Il pubblico da qui inizia a diradarsi, le strade si allargano, i runner accanto a voi parlano sempre meno e dal km 22, fino al km 30 saranno 8 km dove vedrete poco, ma solo perché dovrete essere concentrati per ciò che vi attenderà oltre.

Solo dal km 32 vi sentirete di nuovo un po’ “più vicini”, con il passaggio sulla riva opposta del lungotevere. Correrete fino al km 35 quando, poco prima sarete venuti fuori da un sottopasso buio da dove poi parte la Passeggiata di Ripetta e correrete incontro al ristoro degli amici Ramarri (35 Km).

Bevi, rifletti e cerca di capire come stai: inizia la maratona.

Restano 7 km nel cuore della città, tra le bellezze architettoniche che hanno fatto grande Roma ma a te non te ne frega più un cazzo. Tu vuoi solo vedere la fine e arrivarci meglio di come stai. Perché l’hai preparata bene questa gara, ti sei allenato tanto, ma come ben sai ogni maratona è storia a sé.

Allora sì, avanti fino alla fine, passando per Piazza Navona, i turisti, le foto, ma devi ancora correre tuuuutta Via del Corso che scoprirai essere in salita quanto basta per farti arrivare a fare il giro di Piazza del Popolo con le gambe calcificate. Tu non pensarci perché poi ci sono i sanpietrini (ancora?) di Via del Babbuino. Qui vedrai negozi, vetrine, alberghi, bar e tavolini ma a te non sfiorerà neppure l’idea di pensare ad altro che non sia una linea di arrivo, neppure il passaggio sotto la scalinata di Piazza di Spagna e la sua Barcaccia sempre più bella.

Con la testa stai anticipando il fastidio del tunnel di Via Milano, l’ultimo ristoro, quello dell’amico Samuele e del gruppo Cat sport. In un turbinio emotivo ti ritrovi in Via Nazionale, calpestando ancora sanpietrini, e in un attimo vedi la discesa di Via IV Novembre ma non senti più nulla, la tua terza faccia si palesa in piazza Venezia, sei al 42° km, è finita.

Il Colosseo, intanto, è sempre al suo posto, e tu, con il sorriso di un bambino e la medaglia al collo, sei un po’ più forte di ieri e lui fa meno paura, almeno fino a domani.

Marco Raffaelli