La playlist di Marco e il suo riposante Ironman 70.3

Prepara le cose per la corsa la sera prima, mettile dove le puoi vedere. Lo hai sempre consigliato a tutti gli amici e ora sono lì, davanti a te sulla lavatrice, piegate e pulite. Sveglia alle 5.00, fa già caldo e te le guardi mentre sorseggi un caffè amaro e come una filastrocca ti ripeti:

“vai adesso che oggi poi non avrai tempo…”

“vai adesso che oggi poi non avrai tempo…”

“vai adesso che oggi poi non avrai tempo…”

Esci. Corri. Sudi. La testa è altrove. Sei nell’ultimo mese prima di una gara importante e puntualmente accade di tutto. Ogni possibile evento che ti potrà impegnare si è presentato al tuo cospetto e ovviamente, dire di no è proibito dalla tua religione. Così hai portato avanti ogni incarico, responsabilità, aiuto.

Casa lavoro sport. Scrittura amici svaghi. Sostegno impegno coscienza.

È questa la tripletta che ti porterà ad affrontare il mezzo iron man di domenica.

Nel frattempo le gambe stanno girando tra le vie di un quartiere alla periferia nord di Roma. Girano…no, non girano, ma te le cose le avevi preparate la sera prima no?

…e ricorda che i primi due chilometri fanno male a tutti compresa la gazzella che si è alzata un’ora prima di te.

Io, a sta cosa che ho scritto ci credo, tuttavia non so se la gazzella fa la metà delle cose che facciamo noi.

La fine delle scuole e gli incastri quotidiani per trovare tempo e spazio prezioso per i figli. Gli scritti dell’esame di terza media iniziati e l’adolescente inquieta divisa tra la prova di tedesco di oggi e la voglia di un cuore di panna nei momenti teneri…

Un 11 enne maschio che ha messo a riposo per tutta l’estate il solo neurone e non pensa altro che ad andare a sketare con gli amici.

La tre giorni di convention aziendale che ti ha tolto anche solo l’ultimo week end in cui avresti pedalato quanto basta per stare a posto con la coscienza.

Il nuoto, per noi gente di terra che non è mai abbastanza, e così ripensi alle parole del tuo allenare… “Ah Ma’ devi sta’ sempre a contatto co’ l’acqua…”

La doccia! vale lo stesso come lavoro in vasca?, perché le giornate sono queste:

Intanto devi stare 10 ore in ufficio, però te sei ancora alle 5.30 a.m. e stai correndo, in quelle ore di lavoro dovrai stare sveglio e presente e allora io chiedo alla gazzella che si è alzata un’ora prima di me, come faccio a non addormentarmi alle 15.35 di un venerdì afoso di giugno?

Ormai sei alla fine del giro da 10k, rientri a casa e dopo un lampo sei già docciato, in camicia e pantaloni, ma tanto a casa ti vedono come un alieno, non ti parlano, non commentano, a questo punto sono foderati in titanio.

Scappi con lo scooter in tangenziale e chissà come mai sei fermo alla ricerca di un benzinaio in quanto ti sei scordato di fare rifornimento. Ma va bene, sono inconvenienti, e noi siamo pronti a tutto no? Moderni super eroi, altro che Iron Man.

Ah sì la gara di Pescara, mancano 4 giorni e nel frattempo ci saranno altri scritti degli esami dell’adolescente e la sua voglia di un cuore di panna nei momenti teneri…

Altri skate park da incastrare, Bologna per raccontare le tue storie con gli amici della manifestazione de La Repubblica delle Idee.

In fine ci siamo, che bello, stai per sentire lo start dei giudici di gara, con la muta sulla spiaggia in attesa di lasciarti andare e nuotare e pedalare e correre, felice e soddisfatto e pienamente cosciente che per almeno 7 ore non avrai altra distrazione che il tuo meriato sforzo.

Perché come diceva il poeta, fare sport è una fatica senza fatica.

Buona Pescara 70.3!

Marco Raffelli

 

 

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