L’abito non fa il runner

Sapete quali sono i pensieri di una donna mentre corre? Cercare di tenere la concentrazione? Naa. Come la scarpa che sta indossando rende sulla rullata del piede? Naa. Focalizzarsi sul prossimo obiettivo? Naa

Come si sono vestiti i runner che incontra sul suo percorso? A volte.

Prendete una donna a caso che va a correre più o meno sempre agli stessi orari lungo il solito tragitto. Ebbene quella donna incontra quasi sempre le stesse persone. Le riconosce da lontano, mette a fuoco e inizia a fare una scansione completa di tutto.

C’è il sosia di Phil Collins da giovane. E’ sempre vestito con la tutina attillata dei centometristi olimpionici. E infatti le viene incontro ad una velocità assurda. La donna inizia a canticchiare ‘In the air Tonight’ mentre pensa a come sia possibile correre per chilometri ad una simile andatura e con quella tutina che niente lascia all’immaginazione e che le ricorda Borat.

C’è il pezzo forte, il sosia di Richard Gere.  Alto però, outfit e fisico perfetto, capello brizzolato un po’ lungo e faccia da ‘Autumn in New York’. Guarda sempre dritto e non si lascia distrarre mai. Dev’essere uno di quelli che si prende sul serio. Quando quella donna lo incrocia pensa che forse l’unico modo di attirare la sua attenzione sia fargli uno sgambetto. Destini incrociati con lieto fine romantico a causa di una rovinosa caduta o denuncia per lesioni colpose e intenzionali? Nel dubbio, la donna lascia perdere.

C’è il peruviano, che ha sempre un ghigno di derisione. Quella donna non ha ancora capito se è una paresi o sta proprio ridendo di lei, ma quando lo incrocia d’inverno, subentra l’istinto materno italiano e ha sempre  voglia di sfilarsi la sua maglia termica per passargliela, perché il personaggio in questione corre in canotta e pantaloncini tutto l’anno.

C’è la gazzella. Magra, bella e consapevole, ha tutti gli occhi puntati addosso. Abbronzata in ogni stagione, indossa sempre completini fluo dal giallo all’arancione caso mai la gente non si accorgesse di lei. Quella donna la guarda con invidia. Soprattutto perché quando la incontra, le passa accanto come Road Runner.  C’è bisogno di essere così veloci oltre ad essere belle? Quella donna ha urgente bisogno di incrociare la categoria seguente:

La trasandata. La vedi subito perché ha una tuta larga e felpata, una t-shirt oversize, occhialoni da sole che solo lei sa come si possa correre con dei televisori sulla faccia, capelli raccolti alla meglio e stranamente, scarpe da running. Il passo è quello di una che sta per svenire da un momento all’altro e non riuscirà mai a prendere quell’autobus. Incontrarla lungo il percorso, serve a elevare l’autostima di quella donna.

C’è la coppia di imbruttiti. Lui e lei, entrambi con occhiali da sole Ray Ban e completino ultimo modello, intonati a vicenda, per carità. O al limite indossano la maglia della DjTen. Non si fermano ai semafori rossi perché gli rovinerebbe il tempo, ma la pausa per il selfie ogni volta che cambia un po’ il paesaggio è d’obbligo. Lui probabilmente posterà una foto sui social con titolo: ‘Anche oggi abbiamo asfaltato’, mentre lei posterà una foto su Instagram con hashtag  #Ciaomagre, anche se avrà perso un etto. Tuttavia quella donna un po’ si riconosce nella categoria.

C’è l’essenziale, il marcantonio di trent’anni che corre con il minimo indispensabile: pantaloncini, scarpe da running, maglia appena sfilata e rigorosamente appallottolata in una mano, tartaruga e pettorali ben in vista. Niente telefono, cardio o altro che possa coprire anche in minima parte il suo fisico scolpito. Quella donna spesso lo incontra quando ormai non ha più fiato per corrergli dietro. E sapete cosa farà? Andrà ad affogare i pensieri impuri in un gelato alla nocciola e cannella.

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