Il lato oscuro della vita del triatleta

In questo articolo:

Se il tuo over in vasca è il passo easy di tutta la squadra e il wrist e popov, messi tra i lavori in tabella del venerdì, pensi che siano due cocktail che si preparano a Mikonos.

Se non fai una virata degna di nota, e andare dritto in vasca per te è pura fantasia, allora inizi a capire quanto è dura la vita del triatleta.

Ma tu non ti arrendi e in piscina ci lasci le braccia ma non esci prima del fine lavori.

Se hai un 10.000 su strada con i numeri del crono calcificati sui 44’ da decenni e in classifica Garmin Connect del Team sei alla solita posizione con un numero a due cifre, tu comunque non cedi un metro e per non sentirti mai meno di altri fai in modo di colorare tutte le caselle di quella stronza di tabella appiccicata al frigo di casa.

Se ogni volta che apri la chat della squadra vedi cose che non riesci neppure a pensare: foto di gente sui rulli che li fanno fumare per quanto tempo ci pedalano sopra e tu che non li hai mai nemmeno comprati e la tua bici è parte integrante dell’arredo della sala da pranzo. Piscine piene a ogni ora, ma non lavorate? E quelli che nuotano al mare a gennaio!!!

A gennaio cazzo.

Poi ci sono le dirette di Facebook di quelli belli, magri, muscolosi e sorridenti sulle meglio strade d’Italia e fanno sessioni di combinati che tu fai solo a tavola tra spaghetti cacio e pepe e rigatoni alla carbonara e le metti pure su Instagram ma con un filtro amaro e nitidezza 100.

Ogni volta che incontri i ragazzi del team li senti dichiarare le gare della stagione a venire, e puntualmente c’è chi con leggerezza e originalità ti dice: “Dai vieni con noi, facciamo qualche gara tutti insieme partiamo per Lanzarote, ce la spassiamo a Barcellona, poi Copenaghen e finiamo la stagione a Cervia”…Tu lo guardi, sorridi e annuisci, ti giri e bevi un bel sorso della birra che hai in mano e pensi che stai pagando a rate l’unico pettorale del tuo Ironman del 2018.

Puntualmente c’è chi si cambia la bici, quando quella che aveva prima, tu l’avresti pagata con un doppio lavoro e servizio in nero al pub sotto casa pur di racimolare la somma necessaria a comprarla, usata per altro.

Lui, il tuo amico che fa? La cambia, perché ha trovato la bici perfetta che lo farà volare al doppio della tua velocità.

E dopo la serata con gli amici torni a casa e mestamente pensi al tuo segreto che non hai mai confessato in casa, su quanto hai pagato i pezzi nuovi dal ciclista di fiducia e rivedi in mente gli scontrini che custodisci gelosamente nella cassetta di sicurezza della povera nonna.

Ma nonostante tutto sei a letto, sfinito ma non affranto e tra i tuoi sogni e le tue speranze sei ancora felice e sereno perché sai che domani riparte ancora una giornata del triatleta che è in te.

Così, dalla tua scrivania in ufficio, vedrai ancora tutto quello che gira intorno alla tua vita sportiva e sognerai quel traguardo sotto la grande M che conquisterai a modo tuo, con il tempo tuo e con un sorriso che ripagherà di tutte le fatiche della durissima vita da triatleta.

Un Panda mai reso

Marco Raffaelli

www.teampanda.it