Le donne di Brooks…Per le donne senza paura!

Brooks
In questo articolo:

Anche le donne di Brooks si stringono attorno ad Irene e si uniscono a DONNE SENZA PAURA!

VALENTINA MARCHEI (OLIMPIONICA PATTINAGGIO SU GHIACCIO) – Quante volte! Quante volte stramaledico il fatto di essere una donna. Tutte quelle volte che parcheggio in zone buie e devo allontanarmi dall’auto con le gambe che tremano, temendo il peggio. O tutte quelle volte che, anche nei palazzetti del ghiaccio più sicuri, prendo le debite precauzioni per non trovarmi in balia di un ipotetico aggressore nascosto nell’ombra. Quante volte stramaledico quella becera mentalità che considera noi donne una preda, perché più deboli. In Africa come a Milano. Quante volte mi auguro che il buon senso e la pietà prevalgano. Temo, però, che dovremo attendere ancora molto, perché è molto più facile illuminare i parchi che la mente buia di tanta gente malvagia.

GLORIA MARCONI (BROOKS TEAM) – Credo che non esista donna che non abbia subito almeno una volta nella propria vita una molestia sessuale, fisica o verbale. Alla paura si aggiunge un senso di impotenza e di solitudine, quando non di vergogna, che si insedia nell’ anima per sempre. Ogni nuova notizia che la cronaca riporta risveglia la stessa paura, ma maggiore rabbia e maggior dolore. Stamattina ho corso alle prime luci dell’alba…sul parco fluviale. Non c’era nessuno. E domani??? Domani correrò di nuovo…ma con maggiore attenzione e memorizzando bene ogni possibile via di fuga. Ma…. avrei diritto a non aver paura. Vorrei maggior sicurezza…e condanne più severe.

ALICE GAGGI (BROOKS TEAM) – Di fronte a questo genere di notizie rimango paralizzata, bloccata, mi viene voglia di chiudermi in casa e non aprire a nessuno, di non fidarmi di nessuno. Poi penso: la mia essenza è corsa, è libertà e movimento, che diritto hanno gli altri di togliermela? È il colpevole che dovrebbe essere rinchiuso, non di certo la vittima! Invece sta succedendo sempre più il contrario e questo mi spaventa! Auspico quindi che questo fatto, che si aggiunge a una lunga lista di eventi simili, faccia riflettere chi di dovere a incrementare controlli e livello di sicurezza. Il mio ultimo pensiero va alla ragazza vittima di questa aggressione: FORZA IRENE, ti auguro di superare al più presto questa brutta esperienza!

ANNA MARIA MAZZETTI (BROOKS TEAM) – Io penso che questa donna sia da prendere come esempio, per il coraggio che ha avuto a denunciare e raccontare l’accaduto, e penso che questa forza gliela abbia insegnata la corsa. Quando corri se tu da solo che devi reagire alle crisi e superarle se vuoi tagliare il traguardo. La manifestazione di domenica penso sia contro la violenza sulle donne sia per dire “se troviamo il coraggio di parlare” non saremo più sole e potremo “sconfiggere” questi brutti episodi. Non dobbiamo far vincere la paura dobbiamo continuare a correre.

GIOVANNA PIZZATO (BROOKS TEAM) – Anche a me capita spesso d’inverno di trovarmi ad uscire per correre quando ormai fa buoi perché prima sono al lavoro personalmente mi fa un certo che ad andare a correre in strade buie e poco trafficate per cui cerco di scegliere percorsi in strade illuminate dove ci sono tante case. Spesso per fortuna riesco a correre in compagnia magari di qualche maschietto e sicuramente ti da più sicurezza. Certo che ciò che è accaduto a Milano la scorsa settimana come altre volte in altre città è davvero una vergogna. Ciò che posso consigliare è di cercare di correre nei posti illuminati o magari aggregarsi a gruppi di allenamento, vedo che sempre più spesso si organizzano queste cose. Quello che è accaduto a questa ragazza e ad altre è il prodotto di comportamenti devianti per cui credo sarebbe utile proporre delle campagne formative all’interno delle scuole per fare in modo che i giovani possano avere consapevolezza e rispetto di sé e degli altri.

MARTA GAIARDELLI (TRIATHLON – ATLETA BROOKS) – Purtroppo la sicurezza assoluta nessuno può garantirla a nessuno. Tantomeno a donne che corrono da sole e in posti isolati. Quel che possiamo fare noi ‘donne-atlete’ è cercare di tutelarci con piccoli accorgimenti. Personalmente ad esempio quando corro in posti isolati e pericolosi mi porto sempre uno spray antiaggressione, è piccolo, non da fastidio ed è facilmente reperibile. Evito accuratamente di ascoltare musica, ritengo che ascoltare l’ambiente circostante ti fa stare più attenta e allerta. Piccoli accorgimenti, di certo però non dobbiamo rassegnarci ma parlare e denunciare sempre tutti gli episodi spiacevoli che possono capitarci mentre ci alleniamo.

ALESSIA ORLA (TRIATHLON – ATLETA BROOKS) – Per quanto riguarda la mia esperienza, per fortuna, non mi è mai capitato di sentirmi in pericolo, ma alcune amiche hanno avuto a che fare con episodi poco piacevoli che pero non sono mai sfociati in violenza come in questo caso. Per vari motivi (lavorativi, familiari ecc) molte donne non riescono a correre in gruppo e per questo si ritrovano a doverlo fare da sole, ma ciò non ci deve impedire di poter svolgere l’attività con serenità e nella paura che possa sempre accadere qualcosa. Il mio consiglio e quello di munirsi dello spray al peperoncino che non e la soluzione a tutti i problemi, ma è un modo efficace e poco ingombrante da poter utilizzare in caso di necessità. Inoltre vorrei che in questi casi chiunque si trovasse ad assistere a scene del genere fosse sensibilizzato ad aiutare la persona in difficoltà e non, come spesso succede, a fare finta di niente!

SUSANA PEZZI RODRIGUEZ  (STAFF BROOKS) – La corsa per me vuol dire fatica…tanta fatica…ma anche gioia, emozioni, libertà! Libertà di prendersi del tempo per pensare, da sole, senza disturbi, senza minacce…Per tutte le donne che si sono infilate un paio di scarpe da corsa qualche volta, quelle che sono riuscite a togliersi qualche chilogrammo grazie agli allenamenti, quelle che “corrono” dietro ai loro bambini tutto il giorno e tutti i giorni, quelle che si sono sentite più sicure o più belle, per tutte le donne che corrono o che vorrebbero correre e che cominceranno “lunedì”, per tutte le donne senza paura di essere libere chiedo rispetto e protezione! Run happy donne!

MARIA PAOLA PALLA (STAFF BROOKS) – Sono una runner e ancor prima sono una donna. Questa la mia riflessione, ripulita da rancori, rabbia e recriminazioni, in seguito alla notizia dell’aggressione di Milano, non ultimo (purtroppo) episodio tra innumerevoli. Gli episodi di violenza creano angoscia, e le domande che vengono in mente sono sempre le stesse. Come si è arrivati al limite (?) che le cose più innocue possono assumere le sembianze del pericolo e i volti non familiari quelle del sospetto? Di cosa fidarsi? Come può un momento di piacere e di spensieratezza trasformarsi in un terribile incubo? Di fronte a tutte queste domande ci scopriamo – tanto per citare un poeta – “come cani davanti al mare”. Cerco di andare oltre, la cosa più importante è passare all’azione e la vera domanda è un’altra: come fare a non subire o a difendersi dalla condizione d’assedio generata dalla violenza? Assedio territoriale? Si, certo. Assedio psichico? Ben più subdolo e paralizzante. La risposta la trovo nelle parole coraggio solidarietà condivisione. La trovo in tutte le voci che si alzano in questo momento, fuori dall’ombra dell’indifferenza e dei luoghi comuni. Una risposta sarà nei volti e nelle gambe di tutti i runners (e di tutti i non-runners uomini e donne) che correranno domenica a Milano per urlare forte tutti insieme: “NON ABBIAMO PAURA!!!!”.

STEFANIA MATTIOLI (STAFF BROOKS) – Ogni volta che sento un caso del genere rimango allibita, scioccata, delusa e impaurita. Non posso credere che in una società civilizzata e moderna come la nostra la sicurezza di una donna possa essere messa così in pericolo. La donna va RISPETTATA! TUTELATA! SOSTENUTA! Deve sentirsi libera di viaggiare, di lavorare e di fare sport anche da sola senza temere per la sua incolumità. Non è giusto vivere con la paura perché vivere tutelati e sereni è un diritto di tutti senza distinzione di razza, sesso o status sociale. Spero che le istituzioni prendano dei seri provvedimenti mettendo telecamere nelle zone a rischio e nei posti dove si svolgono attività sportive, che ci siano maggiori controlli e pattuglie in giro, percorsi specifici controllati tutto il giorno. Sono assolutamente a favore dell’evento a sostegno di Irene, per dare voce a questo disagio reale e dare forza e solidarietà a tutte le donne, che non devono sentirsi sole ne smettere di sentirsi libere di praticare uno sport sano e genuino come la corsa. Vi prego non rinunciate!! Forza Irene”. RUN HAPPY…sempre e comunque!

ANNA COLOSIMO (STAFF BROOKS) – Concordo con l’idea che spostare il problema e le responsabilità dal crimine alle vittime possa intaccare il senso di libertà che la corsa stessa regala, ma spesso i provvedimenti presi da amministrazioni, forze dell’ordine o quant’altro non sono al passo con le reali necessità, e l’attesa di questi rischia di essere vana, così come la certezza della pena. “La vita privata e lavorativa ti porta a correre per mille motivi diversi ma solo uno è per se stessi ed è quando ti infili un paio di scarpette e vai..

Posso solo incoraggiare le Runners a farsi spingere dalle emozioni uniche che il silenzio della concentrazione, il suono dei propri passi ed il sudore scatena in ciascuna di loro, a correre in gruppo o da sole, dove si è sicure di farlo, ma di continuare a farlo perché oltre alla passione, nella corsa vi è la ricerca ed il raggiungimento di un intimo benessere mentale oltre che fisico che è quello che ci porta a vivere serenamente!

Si può pensare alla creazione di una rete sul web dove i Runners di una stessa zona si possono dare appuntamento a varie ore del giorno per affiancarsi in stessi tratti di strada da percorrere(per chi lo conosce una specie di BlaBlacar ma del Runners) consentendo alle donne di non rinunciare al piacere di correre da sole sentendosi protette e dando allo stesso tempo la possibilità di correre in compagnia a chiunque voglia condividere quel momento. Un abbraccio a Irene!”

FEDERICA PROIETTI (STAFF BROOKS) – Io con la mia coda corro…Libera, quello è il Mio momento, quello spazio dedicato tutto a me e nessuno potrà impedirci, né intimorirci: Noi Donne continueremo a correre! Perché continuano a vedere le donne come il sesso più debole, preso di mira, bersaglio da aggredire? Forse non ci conoscono bene in quanto a determinazione, coraggio e volontà, noi che dopo la corsa torniamo alla nostra vita con una marcia in più!

DANIELA BONIZZONI (RUNNER BROOKS) – Quando ho sentito la storia di Irene per un momento mi sono immaginata il momento in cui è stata aggredita, perché questa volta è capitato a lei ma sarebbe potuto benissimo capitare a me…Corro quasi sempre da sola la sera al buio dopo il lavoro…cerco di fare strade con marciapiedi e illuminate cercando di stare attenta a chi mi sta attorno, ma purtroppo non è sempre possibile. In tutte le città le Autorità si riempiono la bocca di belle parole invitando i cittadini a fare sport e promuovendo manifestazioni…ma chiuso il sipario, si ricade nel buio e nell’insicurezza chiudendo occhi e orecchie finchè capitano brutte cose come è successo a Irene.

Facciamo qualcosa per la nostra sicurezza affinché questi “mostri” non ci rubino il sorriso e il piacere di correre da sole o in compagnia…Forza Irene!!!

DOMENICA A MILANO “DONNE SENZA PAURA”,

PER MANIFESTARE SOLIDARIETA’ A IRENE

E RIVENDICARE IL DIRITTO A NON SMETTERE DI CORRERE

Domenica 9 novembre a Milano alle ore 12 si correrà insieme per l’iniziativa “Donne senza paura”, una reazione spontanea e immediata per essere vicini a Irene, la runner aggredita pochi giorni fa mentre si allenava. La marcia partirà dalla Canottieri Milano (Alzaia Naviglio Grande, 160) per raggiungere la fontana dell’ex area Pozzi, luogo dell’aggressione. Irene stava percorrendo la strada lungo li Naviglio quando si è fermata alla fontanella per bere e in quel momento è stata aggredita da un gruppo di persone che hanno tentato di violentarla, strappandole i vestiti, picchiandola e infine sfregiandola con la punta del coltello.

Per fortuna la runner è riuscita a liberarsi e a scappare trovando l’aiuto di altre persone che si allenavano in quell’area, frequentata da sportivi ma che è spesso teatro di furti e illegalità, motivo per cui era stata richiesta l’installazione di telecamere. “Donne senza paura” vuole manifestare solidarietà a Irene ma anche puntare i riflettori sul tema della sicurezza, non solo in quel preciso luogo di allenamento, ma di tutte le donne che amano correre e che non vogliono sentirsi in pericolo mentre praticano attività sportiva all’aperto. I consigli che vengono dati in seguito a questi episodi sono sempre quelli, come non correre da sole e scegliere luoghi frequentati, utili ma che spostano il problema e le responsabilità dal crimine alle vittime, alle donne che incolpevoli vedono limitare la propria libertà e devono sentirsi in pericolo anche praticando sport, in pieno giorno. Per far sentire la propria voce a dimostrare la propria volontà a non voler smettere di correre, l’appuntamento è quindi domenica 9 novembre, parco dell’Ex Area Pozzi.

…c’è anche PALERMO –

Palermo si gemella con Milano per l’evento di ‘Donne senza paura’, l’iniziativa palermitana e’ stata promossa dall inossidabile Luisa Balsamo dove riesce a coinvolgere sempre più persone .Appuntamento domenica 9 novembre ore 8 tutti i maglia bianca presso lo Stadio delle Palme a seguire giro in centro città e ritorno! L’evento promosso sopratutto sui social sta riscuotendo un gran successo dove siamo che Palermo saprà rispondere in modo impeccabile che sia il primo di tante occasioni e dove non ci siano più Donne senza Paura ! _Gaspare_ (Staff Brooks)

RUN HAPPY…DONNE SENZA PAURA