Le fatiche e le promesse di una maratona

In questo articolo:

Ecco ci risiamo, come ogni settembre il rito delle promesse per affrontare una stagione esaltante fatta di traguardi di medaglie e di campioni è davanti a te. Il rientro in ufficio liscio e senza scossoni non ti piace, non ti è mai piaciuto. La scomodità creativa ti ha sempre fatto fare tante cose, minchiate comprese, ma dopo molti anni non lo hai ancora imparato e in fondo pensi: “Per fortuna”. La sola cosa che hai capito è non fare più i proclami di un tempo, i post belligeranti sulle prossime gare, i pettorali assegnati e i pb pronti per essere sbriciolati, sicuramente su carta. Adesso sei seduto davanti al computer, prima di ogni procedura da avviare per le scadenze in azienda hai già aperto il sito con le gare pronte da integrare in Google Calendar.

Non ti fai sfuggire neanche una tapasciata, gara in pista, strada e perfino una indoor. L’obbiettivo ultimo è portare a termine una Maratona di Firenze stellare. I colleghi che entrano in ufficio, ti hanno trovato già in postazione, qualcuno si è fermato, e preoccupato ti ha chiesto: “Ehi tutto bene? Oggi non ti alleni?”. Loro non sanno che questa ora di anticipo è meglio di una ripetuta sui mille. Stai creando il calendario perfetto, ideale, meglio di un piano industriale prima di un collocamento in borsa. Stai progettando la tua IPO, revisionata, sindacata e controfirmata da anni e anni di promesse senza mantenerle mai, ma tu grazie al cielo sei tra quelli che mal pensano e non ti sei fermato mai davanti a ritiri clamorosi o stagioni in cui non hai indossato neanche un pettorale.

L’ufficio è ormai pieno. Il silenzio che ti ha fatto correre, almeno sui file, fino a novembre, è un lontano ricordo. La lista della spesa di gare e aggiornamenti prodotti per la corsa da comprare ha troppi zeri ma a te poco importa, per amore non si fanno sconti…Per amore, tutti gli amori o quasi…e così, nel momento esatto in cui salvi il file, te ne arriva uno nuovo, limpido, cristallino con due righe e molte colonne. Ogni riga ha due nomi scritti dentro, quelli dei tuoi figli, sulle colonne una serie di orari, giorni e luoghi delle loro nuove attività sportive, ludiche e scolastiche che li impegneranno per i prossimi 9 mesi.

Una gestazione che ti accompagnerà per tutto il tempo che volevi dedicarti in un proposito assoluto e perfetto. Intenti di sportivo provetto. Per i quali hai già smosso mari e monti, gli stessi in cui hai trascorso 15 giorni di vacanza con la famiglia e di preparazione atletica, come dicevi a tutti.

La tua Maratona di Firenze la correrai a fine novembre e dal caldo di agosto fino alle giornate fresche di settembre ti sembra ancora inarrivabile, ma il calendario è impetuoso e sei già a circa 12 settimane da quello start.

Chiami il tuo amico preparatore, in una frenesia ansiogena da chi già è sicuro di non farcela, perché se si lamentano gli amici che andranno a NY, tu non sei tanto diverso da loro. Vi separano quasi 20 giorni e i km che farete saranno gli stessi.

Una Maratona dicono che si corre con la testa, e le gambe ti servono per arrivare a fine tabella. Il giorno della gara sarà il più bello perché il peggio è passato.

Tutte cavolate, io quei 42 km li amo e li odio, li divido e li impero. Li sogno e mi tengono sveglio, studio tutte le mappe cartografiche: dai Medici in giù, fino alla completa visita del tracciato con Google map.

Non contento di aver fatto decine di voli dal satellite, pianifichi una bella gita di famiglia in ottobre a Firenze…perché è una città bellissima sempre.

In casa ormai sorridono e annuiscono, abituati a tutto, sanno che prima di subito anche questa impresa finirà. Nel frattempo hai tappezzato casa di frasi motivazionali, report sui mille, foto di quando eri giovane e volavi con la maglia al vento lungo le rive del fiume di città.

Ti senti il solo che dovrà correrla, come se fosse la tua prima volta, come se lo sponsor dell’evento avesse investito tutto sulla tua presenza. Parli con pochi amici, non pubblichi più nulla da settimane.

Hai attivato un silenzio in rete e nelle chat di squadra che fa più rumore di un jet in fase di decollo.

Ormai sei sulla bocca di tutti. Il risultato è esattamente il contrario di ciò che speravi.

Così in uno scatto di orgoglio chiudi tutto, file, cartelle, e cassetti. Vai a prendere il caffè e intorno a te ci sono i colleghi che parlano e sperano di poter fare cose e affrontare scadenze, e corsi di fotografia e automobili da cambiare e famiglie da far crescere e case da riarredare e abbonamenti in palestre da rinnovare. Sorseggi il tuo caffè e sorridi, con la serenità di un impegno che non ti isola, non ti rende elitario, ma ti fa essere parte integrante di una comunità che sa mettersi in gioco anche senza andare a 4 minuti a km.

Davanti al mese di settembre, da sempre tra i più evocativi e stimolanti di tutti, sei già sotto la linea di partenza in Piazza Duomo a Firenze. Comunque andrà tu ci sarai, per fortuna!

Marco Raffaelli