Le Freedom Iso 2 di Saucony e i lavori di spinta

Si avvicinano gli obiettivi autunnali e siccome non abbiamo voglia di farci trovare impreparati, seguiamo la tabella lasciando poco spazio all’interpretazione e alla pigrizia. Si esce in allenamento due volte alla settimana (qualcuno anche tre) e la domenica si riserva al lungo, alla tapasciata o alla gara vera e propria.

Ma sta tabella cosa dice? La mia in particolare, quella che mi porterà al Valtellina Wine Trail e, poco più in là, alla Mezza Di Milano, parla di corsa intervallata, fartlek, piramidali e, ovviamente, le immancabili ripetute.

E così è tornato l’autunno e con esso sono tornati anche i dolori, dietro la coscia, al polpaccio e alla schiena. Sono malesseri passeggeri che da sempre fanno parte di me, come se fossero doppie punte o unghie scheggiate, perciò li ignoro e vado avanti.

Il workout

Succede ogni martedì e ogni giovedì, sudore e resilienza si consumano in pista o nei dintorni. Quando poi il coach ci mette anche le salite, l’allenamento inizia sempre con un “non ce la farò mai” e finisce con un “wow, ce l’ho fatta”. Personalmente nella corsa a intervalli preferisco il piramidale, o come lo chiamate voi, iniziando da un tempo prolungato di sforzo alternato a recupero e diminuendo i tempi di entrambi man mano. La mia testa così vede la fine più facilmente. In generale perciò nelle tabelle di Alessandro non mancano proprio mai fartlek e ripetute, dove le distanze e i tempi vengono dettati in base all’obiettivo che ognuno di noi MICS ha (mezza maratona, trail, maratona, ecc). Dopo un adeguato riscaldamento e con lo stretching sempre a concludere tutto, i lavori sono questi:

RIPETUTE: esercizi a distanza o tempo predefiniti intervallate con dei recuperi fissi da fermo o in leggero recupero attivo da ripetere un numero specificato di volte. Nel caso delle distanze posso partire dai 200 mt sino ai 5.000 mt, a seconda della distanza da ripetere si definiscono Brevi, Medie e Lunghe. La velocità di ripetuta e il recupero previsto determinerà l’obiettivo, che può essere il lavoro sulla Velocità di picco o il lavoro sulla potenza aerobica.

FARTLEK: come nelle ripetute, si alternano fasi di corsa impegnata a fasi di corsa a ritmi più bassi, ma in questo caso senza misure o tempi prestabiliti, un po’ a sensazione cercando di variare, oltre alla velocità, anche la tipologia di terreno (Asfalto/Sterrato) e i dislivelli, inserendo nella seduta qualche salita. Qui si lavora molto sulla pompa cardiaca e sulla nostra capacità di recuperare durante la corsa. Inoltre ci troviamo nella situazione più vicina a quelle che affronteremo in gara.

Le Freedom Iso 2 di Saucony

Con un drop basso (4 mm) e 235 g di peso (260 g il modello uomo), c’è poco altro da fare se non filare. Le Freedom nella loro seconda versione sono fantastiche. Prima di tutto per la comodità, con il sistema di chiusura Isofit che avvolge il piede senza costringerlo, tenendolo comunque saldo alla scarpa. Non ci sono elementi di fastidio o superflui in questa tomaia Isoknit che ha come maggior pregi la traspirabilità e la morbidezza nei punti cruciali del piede. Il supporto al piede c’è, ma allo stesso tempo la libertà di movimento non è preclusa e questo è un atro elemento fondamentale per avere un assetto di corsa migliore e un workout il più propriocettivo possibile.

Altro grande pregio: l’ammortizzazione. L’intersuola in Everun (super reattiva) è stata aggiornata e sagomata per supportare e seguire alla perfezione la forma naturale del piede, assecondandone il movimento e rendendo dinamica e fluida la transizione durante la performance. Unita ai 3 mm della topsole, sagomata con sistema Contour, insieme formano la perfetta sinergia del reparto ammortizzante. La suola è composta dalla resistente Tri-FLex Crystal Rubber, una gomma ad alta resistenza.

Consigliata per chi predilige scarpe leggere, reattive ma anche ammortizzate, e per chi persegue una postura di corsa più naturale. Per lavori “di spinta”, come quelli sopra descritti.

Disponibile qui