L’Inferno è un posto bellissimo, parola di Diana Hartan

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Si avvicina l’appuntamento con la Inferno Run, una delle corse a ostacoli più partecipata di sempre. Giunta alla sua sesta edizione, la mud run fiorentina si svolgerà il 21/22 ottobre prossimo all’Ippodromo del Visarno e il percorso si snoderà all’interno del Parco delle Cascine.
Per gli atleti del Campionato Italiano OCR, la gara principale di 9 km, che sarà l’ultima tappa per la qualificazione agli europei, si svolgerà nella giornata di sabato. In prima linea ci sarà anche lei, Diana Hartan dell’Inferno Team, che attualmente è in testa al campionato italiano, mentre ai campionati europei si è classificata terza portando sul podio la bandiera italiana pur non avendo ancora la cittadinanza.
La fortissima atleta rumena, ha una storia particolare che mi ha colpito e ho deciso di andarla a conoscere e a intervistarla per capire come si diventa regina delle mud run, anche a livello internazionale. Ventotto anni, un concentrato di muscoli, energia, determinazione e dolcezza, questa è la ragazza che mi ha accolto nella palestra dove lavora come personal trainer, la bellissima Ceresio7  Gym&Spa. La sua storia non lascia dubbi: campionessa nazionale di ginnastica artistica nel 2002 in Romania, un’infanzia passata nella scuola Nadia Comaneci, vale a dire otto ore di allenamento al giorno tutti i giorni (la domenica “solo” quattr’ore), un saluto alla mamma una volta al mese e fame, tanta fame. Quando mi dice che lei gareggia per vincere le si illuminano gli occhi. L’abitudine al sacrificio e alla fatica l’hanno forgiata sia mentalmente che fisicamente e l’hanno resa forte e determinata quanto basta per andare dritta ai suoi obiettivi.
Come sei passata dalla ginnastica artistica alle OCR?
La ginnastica rimane sempre tra i miei primi amori. Ma un anno fa un amico mi ha portato a una gara e mi sono innamorata delle corse a ostacoli. Qualche mese dopo alla Inferno Run, la mia prima vera OCR, sono arrivata seconda, contro ogni aspettativa. Ho capito fin da subito che questa disciplina faceva per me, perché unisce la preparazione fisica alla tecnica, richiede resilienza e preparazione mentale. Sono entrata a far parte dell’ Inferno Team e quest’anno ho vinto tre tappe del Campionato Italiano, la Inferno Run, la Original Gram e la Farm Run, sono arrivata seconda alla recente edizione della Scigamatt e mi sono classificata terza salendo sul podio degli europei.
In una maratona o mezza le donne sono una su dieci, alla Inferno un partecipante su tre è donna, come mai secondo te?
Le donne, nello sport soprattutto sono sempre considerate il sesso debole e in queste gare si possono riscattare, dal punto di vista fisico non esistono limiti in questa disciplina che una donna non possa superare, è sufficiente che si alleni in maniera adeguata. La mia esperienza personale, relativa a questo tipo di gare, ha confermato che con il semplice allenamento e la determinazione questo sport può essere adatto al sesso femminile.
Quello che non si vede quasi mai di una vittoria o di un risultato sono i sacrifici che la costruiscono, che cosa fai nell’ombra che poi ti porta alla luce, come sul podio dei campioanti europei?
Il mio passato sportivo mi aiuta molto, ma non ho una preparazione specifica, dipende anche dai miei impegni di lavoro. Di solito pratico corsa, allenamento funzionale e la mia amata ginnastica.
I migliori fanno le OCR o le OCR rendono migliori?
Direi che le OCR ti insegnano ad essere una persona migliore. Questa disciplina richiede un buon allenamento dal punto di vista funzionale ma anche del running, chi pratica ad alti livelli è un atleta completo. E poi è fondamentale la disciplina e l’allenamento mentale, l’abitudine a faticare e a uscire dalla propria comfort zone, a vedere l’ostacolo che hai di fronte come qualcosa di possibile da superare.
Fango, graffi, lividi, le OCR esaltano il lato maschile di una donna o la femminilità non è in discussione?
La femminilità non viene compromessa da una mud run, anzi, a volte tra fango e ostacoli il lato femminile risalta molto di più. Ma quando si è in gara bisogna tirare fuori grinta, forza e determinazione. Spesso i pesi da sollevare o la forza da tirare fuori sono tali che e se si ha un buon “lato maschile”, è sicuramente di aiuto.
Hai vinto il titolo di campionessa di ginnastica in Romania, la patria di Nadia Comaneci, forse la scuola più dura del mondo, che cosa ti ha insegnato quella esperienza?
Mi ha insegnato il sacrificio e la disciplina. La mia non è stata un’infanzia facile, gli allenamenti erano durissimi e gli allenatori molto severi. Avevo sempre fame e nostalgia della mia famiglia. Mia madre la vedevo una volta al mese. Tuttavia questo durissimo periodo ha posto le basi caratteriali e fisiche per la mia crescita come atleta e questo lo devo riconoscere
Un consiglio per una donna che sta per correre una OCR o la Inferno?
Di provare assolutamente e di non farsi intimidire dagli ostacoli. Magari fare qualche allenamento per rinforzare i muscoli che si usano meno e qualche allenamento specifico per arrampicarsi sulla corda e affrontare un monkey bar. Una volta al traguardo proveranno felicità e soddisfazione. Io e altri due amici nonché colleghi, Stefano Bianchi e Alessandro Poletti, abbiamo creato apposta un programma di allenamento che si chiama OCR Training Program, una pagina Facebook è Instagram dedicata a tutti coloro che voglio fare allenamento specifico per questa disciplina. Diamo istruzioni on line sul lavoro da svolgere, e poi una volta al mese facciamo un test incontrando gli iscritti al programma, per vedere i progressi.
Gli ostacoli spaventano e possono farci dire “non ce la farò mai”, che cosa si nasconde oltre l’ostacolo?
L’ostacolo è la metafora della vita, ma in una OCR proprio come nella vita, con pazienza e tenacia si supera tutto. E quando ce la fai sei felice, perché hai compiuto qualcosa che non avresti mai pensato di poter fare.
Dopo il podio alla Inferno del 2016 non ti sei più fermata, vincendo 3 gare su 4 (e nella quarta ti ha messo fuorigioco l’aver sbaglaito strada con altre atlete), e poi il podio agli europei, hai scoperto il tuo secondo sport?
Si sicuramente le OCR al momento sono la mia attività preferita, anche se la ginnastica artistica è il mio primo amore e non la abbandono, anzi la uso come attività propedeutica al training di preparazione alle gare.
La competizione snatura il sapore di una obstacle race impedendo l’aiuto sugli ostacoli?
Quando si è in gara si è concentrati sull’obiettivo. Se si vuole vincere non bisogna mai voltarsi indietro. Però ci sono momenti in cui mi è capitato di aspettare o di aiutare le mie compagne di squadra. Sicuramente, per chi affronta queste gare come amatore o un po’ più “tranquillamente”, la prerogativa e la parte bella di questa disciplina è l’aiuto reciproco, cosa che raramente avviene in altri sport.
Per allenarti ma anche in gara, usi solo FiveFingers…
Sono una brand ambassador di Vibram FiveFingers ma sono soprattutto una ginnasta abituata ad allenarsi a piedi nudi. Quando le ho scoperte due anni fa le ho subito apprezzate, per la libertà di movimento che lasciano ai piedi e per la comodità. Anche per affrontare gli ostacoli di una OCR per me sono il massimo.
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Ci lasciamo con la promessa di rivederci all’Inferno, che sembrerebbe una cosa brutta, ma in realtà sarà quello il posto dove avranno luogo le sfide più belle. La mia sfida (che è poi quella di tanti) contro gli ostacoli e le mie paure, la sua sfida con gli altri atleti professionisti per arrivare dritta al suo obiettivo, come sempre.