New York City, la neve e le Furoshiki di Vibram

Tutti a preoccuparsi di quali siano le scarpe migliori per correre, il GPS più preciso, la termica più calda. Ma ai nostri poveri piedi ci abbiamo mai pensato? Quello che sicuramente ho capito nella mia esperienza di runner, è che non sopporto avere le dita dei piedi bloccate in una scarpa. Lo posso accettare quando indosso un tacco 10. Ma una scarpa da running e, in generale, una scarpa progettata per fare sport e per il tempo libero, deve permettere il movimento delle dita. Per questo motivo apprezzo molto il cambiamento che molti modelli da corsa stanno subendo ultimamente: tomaia morbida e punta larga. Le dita dei piedi nella corsa sono tanto importanti quanto (quasi) mai utilizzate.

Le dita! Fondamentale è fare esercizi per muoverle, attivare la circolazione, stimolarle e tenerle allenate, per evitare crampi e migliorare la circolazione. Il ruolo principale del piede durante la corsa è quello di sostenere il peso del corpo amplificato dalle sollecitazioni. Inoltre tutto il piede gioca un ruolo fondamentale nella fase di spinta, mentre le dita, in particolare l’alluce, se lasciato “libero” di muoversi funge da stabilizzatore, soprattutto lungo le discese e sui terreni sconnessi. Tutto questo per dire che i piedi, dopo una giornata di corsa e di corse, sono stanchi anche loro. E quindi bisogna coccolarli, massaggiarli e tenerli comodi, prediligendo calzature che lascino liberi i movimenti.

Vibram FUROSHIKI The wrapping sole

Il concept della Furoshiki The wrapping sole è unico nel suo genere: è la prima calzatura che, come l’arte giapponese furoshiki da cui prende il nome, avvolge in maniera pratica il piede, dando un fitting personalizzato e un comfort unico grazie alle sue fasce ergonomiche ed elastiche. I modelli di Vibram Furoshiki The wrapping sole sono realizzati con materiali vegan e sono dotati di suola Vibram, perfetta in città come nel tempo libero. E infatti, la scorsa settimana sono stata qualche giorno a New York City e in valigia ho messo proprio il modello New Yorker, che mi ha accompagnato nelle lunghe passeggiate a zero gradi tra la Fifth Avenue, Soho, l’High Line e il Greenwich Village. Indossate rigorosamente senza calze anche in inverno, grazie alla fodera interna in soffice pile, le Furoshiki sono state pensate per adattarsi a ogni tipo di piede con un risultato di comodità eccezionale. Una felice combinazione, il fitting personalizzato e quindi perfetto, l’interno caldo e la morbida tomaia in tessuto resistente all’acqua (in caso di neve e pioggia forte però è meglio cambiare scarpe), hanno salvato i miei piedi e li hanno tenuti al caldo per tutta la fredda vacanza. Il modo in cui avvolgono il piede e la gamba non si fa notare. In silenzio, come non averle ai piedi, mi hanno accompagnata nelle giornate passate a camminare con il naso all’insù, lungo infiniti blocchi percorsi e tante cose viste e scoperte, che anche se nella Grande Mela continui a tornare, è sempre un po’ come vederla per la prima volta. In silenzio, come la neve che mi ha sorpresa e si è posata ovunque imbiancando i taxi. E New York con la neve è pura poesia.

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