Per amore solo per amore

Amare non ha regole e tanto meno limiti, e da come ama una persona che si capiscono tante cose di lei. Ci sono le rose rosse, le frasi a confetto e i regali da sogno, ma è nei gesti di uomo, nella sua forza di vivere un amore che puoi capire molto più di tante parole.

Lo sport per molti di noi è un compagno. Un amore che lo seguirà per tutta la vita.

Non ci sono recinti per definire quale amore è meglio di un altro.

Nessuno si assume la responsabilità di giudicare altri innamorati. Non puoi dire che il tiro con l’arco non sia come gli altri sport solo perché sembra non essere fatica e sudore o che la maratona sia la sola a poter sedere nell’Olimpo delle nostre fatiche quotidiane.

Solo quando sei passato sotto le maglie della fatica del cuore di una preparazione atletica puoi capire cosa si prova la mattina di una gara o prima di scendere in campo. Qualsiasi sia il terreno che calpesterai la tensione emotiva, lo spasmo di muscoli e tendini ti faranno capire cosa senti dentro.

L’attesa della competizione è essa stessa piacere da vivere. Sudare nella muta in un box di partenza all’alba di un IronMan o tremare come un fuscello in camera di chiamata prima di un 100 delfino.

Ogni volta è come la prima volta, quando tutto è più acceso e si vive solo di inizi, di eccitazione da primo pettorale.

Quando tutto ti sorprende e non pensi ad altro e dentro di te senti di aver trovato il tuo elisir d’amore, lo stesso che assapori in griglia di partenza e hai allacciato le scarpe e quei 42 mila passi però ti sembrano impossibili e sei in ogni caso pronto e senti che quelle ali nello stomaco sono diventate mongolfiere e ti porteranno lontano dalla tua quotidianità, e solo lì la cura sarà completa.

Arrivi a un punto in cui ti senti libero di muoverti in ogni spazio: dalla pista del campo sotto casa, fino al Tavern on the Green di NYC.
Accettare i propri limiti, rispettare il proprio corpo, comprendere che persona sei significa aver raggiunto la consapevolezza di cosa puoi fare per stare bene.

Come in ogni storia d’amore, quando sei andato oltre lo smarrimento degli occhi negli occhi, della pelle che non riesce ad accettare altra pelle.
Quando sei passato oltre ogni filo spinato della gelosia e hai iniziato a camminare nell’altipiano della fiducia solo allora puoi essere certo di cosa è un amore giusto.

Ci sono voluti più di 20 anni di fatiche e traguardi. Sei arrivato ai margini dei 50 e ora senti di poterti aprire come non hai mai fatto.

Amare lo sport è essere lo sport oltre ogni prova è capire fino in fondo che è il tuo fine e mezzo per stare bene. Qualsiasi esso sia. Anche se vivessi nel paese dove lo sport nazionale è tirare un tronco oltre il fiume tu oggi avresti passato la giornata ad allenarti e a sbatterti come uno scozzese incazzato a lanciare sassi e travi su un fiume impetuoso.

Ci sono storie che nessuno può capire, in pochi le possono accettare e solo due persone le sanno vivere. Allo stesso modo ti ritrovi alle 5 di mattina in strada a spingere il “tronco pesante” oltre il fiume, a correre su strade impossibili e nuotare in mari profondi. Solo perché vuoi esprimere cosa è quell’amore che senti dentro.

È tutto un gioco di equilibri e contrappesi, ma ci sei arrivato dopo tante fatiche, arrabbiature e chilometri di strade. Ora sai quanto vali e con questa certezza non ci sono più limiti invalicabili.

Senti di aver fatto tutto il possibile per stare bene e lo sport in questo è maestro e compagno fedele, rispettoso del tuo incedere. Ti sa dare più di quanto tu gli hai concesso nel tuo tempo pieno di tutto, perché sa che cosa hai dovuto fare per stagli accanto. Non ti giudica, non ti controlla, non teme tradimenti, perché è consapevole che solo lui è la cura a ogni fatica della vita.

Marco Raffaelli