Perdersi all’alba (con le Sensation 4 di 361°)

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In queste ultime settimane di vacanza, e in attesa di ricominciare con la tabella, correre su terreni sconosciuti e spesso difficili, mi ha aiutata a cambiare il mio orizzonte e il mio punto di vista. Sono una donna abitudinaria, e quando esco dalla mia routine e dai miei percorso abituali, c’è una cosa che amo fare sopra tutte: perdermi.

Forse è un modo come un altro per distrarre la testa dalla fatica, ma la mia testa negli anni ha imparato a sopportarla questa fatica, a resistergli il più a lungo possibile. Anche correndo lungo queste salite elleniche che sembrano non finire mai. In questo senso, e solo in questo, mi considero un’atlelta.

Forse è doveroso perdersi in luoghi lontani da casa, perché l’effetto sorpresa aumenta il piacere della scoperta, migliora quel che c’è di bello nell’osservare e nell’ammirare ciò che non si conosce. Che non avevi mai visto prima. E intanto corri.

Le gambe si inseguono ritmicamente, il cuore che accelera il suo battito e il respiro che diventa più insistente. (Come quei corteggiatori che non si trovano più). Solo il suono dei passi. Intorno a te tutto si sveglia, perché l’alba è il momento più bello e rivelatore della giornata.

“Il sole è più delicato, più tenero. Ha quasi paura di disturbare. Non è come il sole del tramonto che non chiede permesso e ti entra dentro le stanze del cuore e le fa vibrare di nostalgia e malinconia”.

Ai piedi le nuove Sensation 4, che della gamma 361° è il modello che preferisco in assoluto. Dopo aver corso a lungo con la versione precedente, la 4 si riconferma una scarpa adatta alle medie-lunghe distanze, con qualche miglioria nelle tecnologie utilizzate. Una scarpa stabile, con una piastra di carbonio inserita nella suola, che supporta però anche il piede di una supinatrice com me e, in generale, di chiunque cambi postura e appoggio dopo molti chilometri, quando subentra la stanchezza.

Tomaia sempre eccezionale in jacquard mesh leggero, priva di cuciture, massima traspirabilità e un fit confortevole. Grazie alla linguetta morbida, la Pressure Free Toungue con un design anatomico che evita irritazioni e pressioni sulla caviglia in fase di flessione del piede e contribuisce alla comodità che caratterizza questo modello. Nella parte anteriore il puntale ha un design nuovo con maggior volume per un naturale movimento del piede e per avere una spinta più efficace. Il sistema Morphit è composto dalla tecnologia Morphit Sleeve Construction con la quale il piede viene avvolto, e dal Morphit Lacing System, un sistema di chiusura a lacci che agisce in modo dinamico con il piede su più livelli. Entrambi assicurano supporto nella fase di impatto.

L’intersuola è caratterizzata dall’ormai nota tecnologia QuikFoam estesa in tutta la lunghezza della scarpa, una mescola espansa a base di EVA e rubber protetta da una pellicola di poliuretano, per avere un’ammortizzazione a lunga durata e ritorno di energia.

Questa scarpa è adatta a chi corre molti chilometri, a chi predilige la comodità, a chi apprezza l’ammortizzazione ma non vuole rinunciare alla reattività, a chi ama perdersi 🙂

Peso 292 g

Drop 9 mm

Disponibile qui