Prendersi una pausa: quale amore non prova fatica in salita?

Dicono che per capire dove stai andando a volte è meglio fermarsi, sedersi e ragionare sulla strada fatta, solo così riparti più forte e sicuro di prima.

Avete presente quando in una storia d’amore uno dei due chiede una pausa di riflessione? nella peggiore delle ipotesi la pausa ha un nome e un cognome.

Oppure, il legame, era così serrato che toglieva il fiato, non faceva respirare e la sosta era necessaria per non soccombere sotto un amore squilibrato.

Nelle coppie accade che il rapporto è simbiotico, e i due possono arrivare a sentirsi talmente identificati nell’altro da non essere più in grado di percepire se stessi. Così nasce il bisogno di sciogliersi dal legame e ritrovare una propria singolarità.

Ma può arrivare il bisogno di fare chiarezza su cosa si prova, e questo succede nei rapporti che non stanno abbastanza bene insieme, ma neanche tanto male da andarsene ognuno per la sua via.

Dopo tanti anni sono certo che nello sport accade la stessa dinamica relazionale.

Viviamo lunghi periodi con un legame perfetto, sai di dare il meglio alla tua specialità, qualsiasi sia l’elemento.

Tutto gira ad un ritmo costante, o almeno sembra. C’è la fiamma che brucia e spinge oltre ogni ostacolo e senti di essere intoccabile da nemici e malanni di stagione.

Ma poi, dopo un lungo periodo di tempo, giunge la crisi e inizi a non sentire più la spinta. Provi a cambiare tempi e spazi, e non basta.

Non ti sembra possibile, “eppure dopo tutti questi anni andava, a modo suo, ma andava”, si certo non tutto era perfetto, ma quale amore non prova fatica in salita?

Prendere una pausa da un amore è una prova d’amore, lasci tutto al suo posto, lo continui a rispettare seppur a distanza, gli parli in silenzio.

Ragioni su cosa possa essere andato storto, ti vedi da fuori e sei sempre tu, ma senza più la fatica di dover far quadrare ogni intermedio o ogni virata.

La pausa dal nuoto è una dichiarazione d’amore per l’elemento acqua.

Non sentivi più la spinta da blocco, non provavi più l’euforia di un allenamento fatto bene. Allora meglio uscire dalla vasca e provare a concentrare la tua fame di stimoli su altre strade, consapevole che farà bene a tutti.

Ora che sei tornato a correre come volevi, aspetti quel bivio da cui potrai riprendere un amore sospeso e riportalo accanto a te, bracciata dopo bracciata.

Un amore che sarà in ogni caso ostacolato dalle tue insicurezze. Perché l’acqua a volte è più dura della strada che calpesti, perché lo sai che la forza in quell’elemento non serve.

Nuotare è un amore felice che se divampa non ti lascia più perché, come dice Carola Barbero, autrice del libro “L’arte di nuotare”:

nuotatori quando escono dall’acqua sorridono. I corridori fanno smorfie impressionanti”.

Marco Raffaelli