Reebok Ragnar Relay, il viaggio delle dieci donne WOW

Prendete dieci Donne, ma non donne qualsiasi, con la D maiuscola. Immaginatele in questa città, Stoccolma, alle prese con due van da decorare e personalizzare, perché quella sarà la loro casa per i due giorni a venire.

Mettetevi nei loro panni, ma non panni qualsiasi. Legging, shorts, scarpe da running, sport bra e un cappellino con visiera bianco, tutti sapientemente abbinati o indossati a caso, poco importa. Perché quei panni saranno la loro tenuta da combattimento per i due giorni a venire.

Provate a partire alle 11 di mattina di un sabato, sotto un inaspettato sole che poco ha a che fare con il Nord Europa, per fermarvi solo il pomeriggio del giorno seguente. Provate a correre per 16 km una tappa con finale tutto in salita. A seguire le vostre compagne di staffetta guidando il van, incoraggiandole sempre, senza sosta. Per oltre 24 ore. Provateci ad attraversare di corsa nella notte strade deserte con l’atroce dubbio di esservi perse. Ma poi provate anche perdervi davvero e tornare indietro di qualche chilometro con il magone e la paura di non trovare nessuno.

Provate anche a strombazzare, come italiani veri, al passaggio di ogni partecipante che incontrate per strada, costringendo al sorriso e al saluto anche i runner più seri e più nordici. Provate a rimediare alla stanchezza e al sudore con le salviettine umidificate tutte le volte che finite una leg (tappa), a rimanere senza mutande e reggiseni puliti, a indossare i calzini da running con le infradito, con la naturalezza di una diva di Hollywood, a dormire un’ora, dalle 3 alle 4 del mattino, nel posto di guida con le ginocchia in gola.

Provate a mangiare il kebab a tarda notte, perché è l’unico ristorante aperto in cui siete le benvenute, con tutte le conseguenze del caso. Ad addormentarvi di sasso a faccia in giù sul duro terreno, come fosse il materasso più morbido del mondo. Ma provate anche ad addentare una barretta proteica immaginando che sia una piadina romagnola. Con la fame che non vi molla un attimo, perché correre e guidare, guidare e correre, senza sosta, richiede davvero tanta energia.

E ora socchiudete gli occhi e immaginate ancora. Siete su una strada deserta in mezzo alla campagna, il tramonto addolcisce tutte le forme e i colori che avete intorno. Siete circondate da prati e da spighe verdi, con il sole che rimane basso per ore, come a non volervi mai abbandonare del tutto. E voi correte in solitaria, con il rumore dei vostri passi e del vostro fiato, e con quel calore che vi riempie il cuore. I pensieri cambiano come il paesaggio e volano, fino ad arrivare a quell’amica che non è potuta partire con voi ma è come se fosse lì.

E poi finalmente eccolo, l’incoraggiamento e il sorriso della tua compagna di squadra a cui passate il testimone e anche un po’ di quel calore e di quella felicità che avete trovato durante la vostra strada. Siete arrivate.

E poco importa se siete sfatte, spettinate e con le occhiaie che arrivano ai piedi, davanti a voi c’è la luce di un nuovo giorno, il conforto delle vostre compagne di squadra e una una tazza di caffè caldo. E scusate se è poco. Un nuovo inizio, in tutti i sensi.

Se avete immaginato anche solo un po’ di tutto questo, moltiplicatelo per dieci, e avrete fatto un viaggio immaginario nella Reebok Ragnar Realy di Lake Malaren dello scorso 15-16 giugno. Dove le donne del WOW Team Reebok hanno percorso 250 km unite da un solo obiettivo, quello di farcela tutte insieme e diventare Ragnarians. Quanto ci hanno messo? Ci hanno messo tutto.

Alessandra, Arianna, Irene, Rachele, Sara, Valeria, Veronica, Viola, Karen (Roby <3)

Cristina

L’integrazione

Il gran caldo non ci ha colto impreparate. Grazie anche al supporto di Enervit e dei preziosi consigli di Elena Casiraghi. Personalmente, essendo abituata a integrare poco, nelle ore prima della gara ho semplicemente bevuto molta acqua, mentre per la tratta più lunga sotto il sole di mezzogiorno, ho optato per Enervit Sali Effervescenti sciolti in acqua e assunti circa ogni 20 minuti bevendo piccoli sorsi. Intorno al decimo chilometro ho assunto anche un Enervit Gel One Hand.

Dopo le tappe più lunghe (entro mezz’ora dopo la fine della corsa), ho sciolto nell’acqua l’R2 Recovery Drink mentre tra una tappa e l’altra, quando non i riusciva a mangiare, ho optato per le Protein Bar e per le Sport Power Time.