Reebok torna alla corsa con le Floatride Run

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Quando sono arrivata all’ appuntamento di Reebok all’Arena Civica, mi si è aperto un nuovo mondo. L’aria fresca del primo mattino, la luce del sole ancora delicata, anche se per poco, l’Arena completamente vuota che lascia fuori i rumori del centro città, del traffico milanese, del caos. Camminando veloce nel campo di atletica vuoto, ho immaginato un ingresso trionfale, come se gli spalti fossero pieni di persone arrivate ad acclamare  il mio nome, tutti insieme. Non c’è bisogno di vincere una medaglia per sentirsi speciali, basta avere ai piedi delle scarpe speciali che già al primo contatto con il tartan, anche solo comminando, rivelino le loro qualità. E io quel giorno il mio ingresso trionfale l’ho fatto con ai piedi le nuove Floatride Run.

Ad attendere me e altri blogger/giornalisti c’era lui, Andrea Giocondi, l’ex campione di mezzofondo. Un coach speciale quindi, perché se una scarpa è stata creata con la massima cura di ogni singolo componente, se è portatrice di nuova tecnologia, quella del Floatride Foam, il test richiesto per metterla alla prova non può essere solo una semplice corsetta intorno al parco. E infatti dopo il riscaldamento e le foto di rito siamo partiti alla volta di una nuova avventura. Sono stati 5 km di corsa alternata alle andature. Andrea ci ha tenuto moltissimo a precisare che la tecnica di corsa è fondamentale. Che quando facciamo gli skip non è importante l’elevazione, è importante che sia il piede a spingere e non la gamba. Mentre corriamo dobbiamo sentire il piede e farlo lavorare come si deve. Se nella corsa reclutiamo correttamente tutte le parti del corpo, dalla testa alle braccia, dal core alle caviglie al piede dita comprese, allora “possiamo iniziare” a divertirci davvero.

Ecco un primo elemento importante della Floatride Run, che permette un movimento totale dal tallone alle dita: per una parte la tomaia Ultraknit è flessibile e priva di cuciture, la maglia traspirante e ultra leggera è avvolgente, lasciando al piede il massimo movimento. Il design è studiato per lasciare completamente libera la caviglia. Allo stesso tempo il perimetro laterale e posteriore di supporto conferiscono massima stabilità durante il ciclo del passo. Il supporto laterale in EVA che corre lungo tutto il perimetro in corrispondenza dell’intersuola stabilizza la falcata in ogni fase della corsa. La mescola con cui è realizzata l’intersuola, il FloatFoam, è composta da cellule con struttura regolare che garantiscono l’ammortizzazione e la reattività giusta. Questa mescola in TPU e EVA è più leggera del 50% rispetto alla normale schiuma EVA e rende la scarpa maggiormente reattiva.

E infatti, quando dalla corsa a ritmo sostenuto siamo passati in pista, la tecnologia FloatFoam ha fatto il suo dovere, dove in un allungo di 100 metri a tutta velocità conta, oltre alla fibra muscolare, anche una buona reazione della scarpa a contatto con il tartan (con la suola in gomma ultra sottile). Il drop di 8 mm è il giusto compromesso per non trasformarla in una scarpa eccessivamente minimale. L’ammortizzazione a mio avviso è ottima, se abbinata poi a una scarpa così leggera e dal fit davvero eccellente dato anche dalla morbidezza della tomaia che calza il piede come un guanto e non lo immobilizza, tutt’altro, ne asseconda i movimenti. La prima impressione è ottima. Se cercate una scarpa neutra, super leggera ma ammortizzata quanto basta, la FloatRide Run è ideale da chiudere in valigia (senza aumentarne eccessivamente il peso) per portarla con voi in questa calda estate di corse.

#FeeltheFloatride

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