Roma Ostia 2017: sesta settimana di preparazione

Mancano 20 giorni alla gara e io non sono pronta e tra 10 giorni la situazione sarà la stessa. Ma siccome la gara è un pretesto, quello che mi rende più orgogliosa in assoluto è il mio impegno di queste settimane nello svolgere tutti gli allenamenti, recuperare in altri momenti quelli che non sono riuscita a fare, alzarmi alle sei e mezza la domenica per fare i lunghi e fare parte di un gruppo di persone straordinarie che riescono a conciliare tutto, lavoro famiglia e allenamenti. Vi sembra poco?

Il consiglio del Coach Alessandro Arboletto

Impariamo a sviluppare le capacità coordinative, spesso sottovalutate che sono fondamentali non solo per il corretto gesto della corsa, ma anche per la prevenzione degli infortuni. Saper controllare i movimenti del nostro corpo nel tempo e nello spazio,
faranno di noi delle persone più consapevoli nella pratica sportiva e ci porteranno vantaggi in tutte le discipline che andremo ad affrontare. Non vinceremo mai la maratona Olimpica…( forse 🙂 ) ma rispetto a qualche runner che corre solamente, magari forte ma sempre dritto, saremo dei magnifici jolly che potranno affrontare con buoni risutati un numero ampio di discipline sportive.

Martedì ho corso dopo aver portato mia figlia a scuola e prima di andare in ufficio. Per la prima volta dopo tanti mesi ho sentito la primavera! Correre la mattina presto è il modo migliore per iniziare, perché la corsa ti restituisce l’umore e l’energia giusta per affrontare il resto della giornata. Giovedì è stata la volta della pista. Come al solito un lavoro che sembra infinito diventa quasi piacevole. E’ solo la testa che frena e ha paura, perché poi il fisico esegue (quasi) sempre egregiamente. Il sabato mattina è stato dedicato alla tecnica di corsa e all’allenamento funzionale. Il riassunto del coach:

“Giovedi si è andati tutti sull’ottovolante…il lavoro in pista ha confermato i progressi del gruppo sui ritmi.
Ottime le risposte date da tutti sugli 8×400 + 4×300. Sabato invece del solito fartlek si è lavorato su “tecnica di corsa” e “circuit training”. Quando si parla di esercizi, si parla del parco del Portello, delle sue scalinate, le sue salite corte e ripide o lunghe e
più dolci, ma soprattutto delle sue scalinate, ottime per far lavorare le gambe, le braccia e la testa. Che c’entra la testa ? Si…la testa! Abbiamo lasciato riposare le gambe (si fa per dire) in vista dei 18Km collinari che ci aspettavano domenica, spingendo un po’ sulle capacità coordinative con esercizi ed andature che hanno richiesto un buon controllo dei movimenti nel tempo e nello spazio. Tutti gli esercizi poi, usando la tecnica del Circuit Training, sono stati affrontati con un affanno crescente che ha messo a dura prova le capacità cognitive e di conseguenza la coordinazione dei movimenti e lo svolgimento delle sequenze. In gruppo le difficoltà diventano momento d’allegria, facendo anche dei video “On FLy” (a volte molto divertenti) per capire gli errori e tentare di correggerli. Si finisce con un Terzo Tempo particolare… due neo 50enni hanno festeggiato festeggiato la loro spensierata gioventù con tutto il gruppo. A proposito..Auguroni a Rita ed Andrea da tutti i compagni di fatiche e soddisfazioni!”

La degna conclusione di questa settimana è stata la 26ma Marcia della Solidarietà di Missaglia con 18 km su e giù per le colline della Brianza (su fino a 516 mt s.l.m.). Il mio entusiasmo nell’affrontare la prima discesa dopo tanta salita è stato subito smorzato, pietrificato, annientato dalla scoperta di aver sbagliato strada. E per la legge indiscutibile della fisica, quella discesa si è immediatamente trasformata in un’ennesima salita con il dietro front. Poco male, un chilometro in più mette forza nelle gambe e nello spirito. Bello il percorso, bella la giornata. Grazie al Coach che è tornato indietro a recuperarmi trasformando la sua tapasciata in una mezza. E inossidabile, inarrestabile e quasi invincibile, c’era anche lui il Runner of the Week: Luigi Ruscetta. 

Luigi, Gigi per gli amici, nasce a Milano da genitori immigrati da Napoli. Questo particolare riveste un importanza fondamentale nella sua vita, poiche queste origini ne hanno piacevolmente contaminato principi e cultura da sempre. Agente della Polizia Locale di Milano, cerca e trova nella corsa quel momento di sfogo necessario per chi, come lui, vive nel lavoro situazioni spesso ad alto contenuto di stress. Papà di due splendidi ragazzi, Arianna e Cristian, ai quali, a piccole dosi cerca di trasmettere la passione per la corsa. Inguaribile altruista con la battuta sempre pronta, il suo sorriso è contagioso e nel gruppo porta sempre una ventata di buon umore. Ecco l’intervista:

Che cosa è per te la corsa?

La corsa è per me quel momento in cui riesco a staccare la spina, quell’istante in cui mi lascio il lavoro alle spalle, e con esso tutte le situazioni al limite che con la mia attività mi trovo ad affrontare ogni giorno; storie, immagini, sensazioni che ti coinvolgono emotivamente e che con quel gesto cosi naturale riesco a mettere da parte, caricandomi di sensazioni positive e di buon umore.

Come ti sei avvicinato alla corsa?

Un’opportunità, così definirei il mio avvicinamento alla corsa. Un’opportunità arrivata per caso, qualche corsetta per rinforzare i legamenti rotti di una caviglia, al solo fine di ritornare a calciare il pallone con gli amici. Ma da quel giorno di fine estate, da quei due km percorsi con una zavorra di 20 kg in più e ben un pacchetto di sigarette al giorno, tutto è cambiato…quello che doveva essere un ultimo estremo tentativo di tornare a fare un minimo di movimento è diventata una splendida opportunità arrivata chissà da dove che mi ha coinvolto a tal punto da perdere quei 20 kg, smettere di fumare e presentarmi, un anno e mezzo dopo, ai nastri di partenza della Milano Marathon, con uno stato di forma fisica e mentale che non ricordo di avere mai avuto prima.

Quali sono le tue aspirazioni/sogni nella corsa?

CORRERE, la mia aspirazione è correre e continuare a farlo fino a che avrò la lucidità mentale, e magari anche dopo, e per farlo ci vuole la fortuna di stare sempre bene, quindi io aspiro a una salute di ferro!

Quali obiettivi ti sei posto quest’anno?

Quest’ anno il mio obiettivo è a lunghissima scadenza e riguarda una maratona autunnale, magari Valencia, da percorrere sotto le quattro ore, e visto che devo limare ancora un minuto e mezzo, credo di potercela fare.

Che valore dai alla corsa come metafora della vita?

La dedizione da dare a questo sport è pressoché continua, non prevede momenti di pausa. Chi corre lo fa sempre, con la neve o in vacanza, in settimana o in un giorno di festa. Nella corsa come nella vita nessuno ti regala niente, nella corsa come nella vita raccogli quello che semini. Spesso mi piace paragonare una corsa, magari una maratona, ad un percorso che ti trovi a fare nel corso della vita; ecco, il percorso in entrambi i casi è imprevedibile, lungo, ricco di insidie. Nella corsa, come nella vita, ti si presentano scorciatoie…puoi tagliare una rotonda, puoi mentire sui tempi, puoi addirittura usare artifizi per raggiungere il risultato con il minor sforzo possibile. Ma nella corsa, come nella vita, arriva un momento in cui ti guardi allo specchio e tiri le somme del lavoro svolto e della fatica fatta per ottenere un risultato…e a te stesso non puoi mentire! In quel momento, se avrai la testa alta, se gonfierai il petto, sarai talmente orgoglioso di te, da ripagarti di ogni sforzo!

Meglio in gruppo o da solo?

Meglio in gruppo, ma con una persona competente che ti motiva e che ti fa prendere coscienza che la strada è quella giusta! E io ho entrambi, un gruppo fantastico fatto da grandi uomini e grandi donne, prima ancora che da runner, e un coach, Alessandro, preparato e coinvolgente, una gran bella persona, che con la sua dedizione e passione ci porta a dare sempre quel qualcosa in più.

Hai modelli che ti ispirano oppure trovi sempre dentro di te la motivazione necessaria?

Non ho un modello in particolare, diciamo che ogni qual volta, in gara o in tapasciata, vedo persone con la mia stessa passione ma meno fortunate di me, avanzare con coraggio fino allo striscione, cresce in me la motivazione per raggiungere l’obiettivo. E’ inoltre fondamentale avere una persona accanto che ti sprona e ti sostiene, motivandoti anche quando credi di non farcela; in questo percorso io ho avuto la fortuna di avere Tiziana che non solo è arrivata a percorrere al mio fianco, in bici, tutti i lunghissimi km previsti per la preparazione della maratona, ma si è anche irrimediabilmente infettata di questo virus contagioso che è la corsa!

Impressioni sull’allenamento che stai affrontando per il prossimo obiettivo?

Credo che questa tipologia di allenamento, diversa rispetto a quello fatto per la maratona, vada a completare quel processo iniziato a settembre, che a mio modo di vedere sta costruendo, mattone su mattone, un atleta più resistente ma anche con una maggiore forza muscolare; l’insieme dei lavori andrà a costituire una base che mi permetterà, in seguito, di scorazzare piacevolmente in giro per eventi, godendo sempre di un discreto stato di forma, siano essi lunghi percorsi, gare sprint o trail.

 Obiettivo di tempo sulla mezza maratona? 

L’obiettivo è sempre quello di limare a poco a poco il proprio tempo personale che nel mio caso è di 1h 51 …un minuto in meno e sarei contento!

Ci vediamo la prossima settimana:)

Buone corse a tutti!