#RunandtheCity: come quando corri sotto la pioggia

Ormai sono quasi quattro anni che questo blog esiste, e quello che mi ha entusiasmato di più in tutto questo periodo è stato conoscere dal vivo le persone che mi seguono. La considero ancora la parte più bella del partecipare alle gare. Sarà perché sono cresciuta negli Anni ’80 ’90 e quindi alla vecchia maniera, ma conoscere di persona qualcuno che condivide la tua passione, in un mondo sempre più rinchiuso e a volte anche intrappolato nello smartphone, ha per me un valore inestimabile, nel bene e nel male. Per questo motivo ho sempre desiderato creare un mio piccolo evento e dare un volto vero e una voce a coloro che gravitano intorno a questo blog nel mondo 2.0. Così mercoledì scorso ho riunito amici e “follower” per una corsa tutti insieme nel Parco Sempione e per un post-corsa a base di yoga stretching e ristoro/aperitivo finale. Ma voi ci credete?

È stata una delle serate più belle di sempre.

Quali sono gli ingredienti per un “happening” con i fiocchi? Probabilmente non esistono o almeno non puoi conoscerli a priori. Ma senz’altro sono tutti quei fattori che, vivendoli nel presente, creano un momento davvero speciale.

Come Marco, che è arrivato apposta da Roma per esserci. Ci siamo conosciuti più o meno un anno fa e da allora non abbiamo mai smesso si scambiarci idee e post. Oltre ad aver reso questo spazio virtuale molto più ricco e accogliente, Marco ha reso l’intera serata di mercoledì davvero speciale.

Come l’acquazzone, arrivato puntuale esattamente quando abbiamo iniziato la corsa. Probabilmente senza ci saremmo tutti divertiti di meno, soprattutto Carlotta che, dopo l’esperienza della maratona di Boston sotto il diluvio universale, ha scambiato quelle “due gocce” per una piacevole doccia rinfrescante.

Come Justine che è apparsa quel tanto che bastava a me per essere felice e quel tanto che bastava a lei per dare prova di amicizia.

Come la Locanda alla Mano, un bar ristorante immerso nel parco, accogliente come essere a casa, ma anche un importante progetto di integrazione lavorativa e formazione dedicato a giovani portatori di sindrome di Down.

Come il coach Alex, che è sempre presente con le cose giuste da fare e le parole giuste da dire. E il coach Guidotti che nonostante l’infortunio ha portato il suo gruppo con l’aplomb e lo stile che lo contraddistingue. E i MICS tutti, che nella vita bisognerebbe averne di più. Perché sono loro che stemperano le situazioni difficili riducendo tutto alla cosa che più conta: correre.

Come le mie ragazze preziose. Eleonora doveva tenere la sua prima lezione da maestra di yoga ma il temporale non lo ha permesso. Ele, ci rifaremo presto, lo sai che l’appuntamento è solo rimandato. E ad Elena, che ha attraversato il centro in bici sotto la pioggia. Mi stupisce sempre chi fa sembrare semplici le cose difficili, tipo esserci.

Come la mia immancabile Manu, la mia croce giornaliera senza la quale la vita sarebbe davvero noiosa. Run and the City è anche lei, me è soprattutto la persona con cui riesco ad affrontare la quotidianità con leggerezza e straordinaria forza.

Come tutti coloro che ci sono stati e che vorrei davvero ringraziare per avermi fatta sentire speciale. E anche chi avrebbe voluto esserci ma in fondo è come se ci fosse stato. In quella serata in cui corremmo tutti nel parco sotto la pioggia con una maglia blu a bordini bianchi e fucsia e con il cuore leggero, perché la corsa è ciò che trasforma una vita assolutamente normale in “speciale”, come la mia vita, perché è così che voglio guardarla. Ed è così che dovrebbero essere guardate le vite di tutti noi, in maniera assolutamente speciale.

Un post scriptum per Karen: essere genitori va di pari passo con l’avere i sensi di colpa, sempre e comunque. Sono due cose inscindibili. Ma ciò non ti impedirà di continuare ad essere una mamma eccezionale.

Cristina

#RunandtheCity #megliopianochesuldivano