Smettila di lamentarti (e allenati)

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Eccoti seduto a bordo vasca e a bordo pista e ti lamenti. Non è da te, ma di fatto il motivo è che sei annoiato dal ciclo di allenamenti. Sei stanco del tempo che non c’è come lo vorresti tu, di andare in piscina che è sempre buio, che sia mattino presto o sera tardi.

Sei stanco di combattere ogni pausa pranzo con il tempo, non quello delle ripetute, ma il tempo aziendale.

Eh ma tu puoi allenarti tutti i giorni se volessi, ti dicono sempre i chiacchieroni.

Eh ma tu al campo non vieni mai, ti dicono gli immancabili alle sedute di qualità in pista.

Per andare al campo e fare tutta la sequenza di ripetute previste, stretching compreso, dovresti fare un altro lavoro: chiudere bottega alle 13 e riaprire almeno alle 15. Perché lo sai che i lavori in pista sono indispensabili per togliere tempo in maratona, ma tanto tempo, non quello per stare appena sotto le 4 ore. Tu che hai preparato il Passatore in pausa pranzo della 13:30 alle 14:30 ti sei stufato.

Arrivi a un punto in cui la sacca degli allenamenti, che sia di nuoto o di corsa o una dove dentro c’è di tutto tranne la bici, sembra essere lo zaino di scuola durante le vacanze, te lo portavi dappertutto ma per far cambiare aria ai libri, senza per altro aprirli mai.

Così ora che hai davanti 759 impegni sportivi sei qui a lamentarti invece che salire su una bici o scendere in strada a correre. Vorresti allenarti quando ti va e non quando puoi, e ti sei stufato di sbuffare come un bisonte sull’ultimo 400 con il buio e il freddo delle 9 di sera. Siamo al solito incrocio dei vorrei ma non posso.

Allora eccoti su una tastiera che smadonni e implori un incipit diverso. Perché in fondo un po’ ti piace vedere le cose da dietro lo hai sempre fatto in mille gare, lo dici sempre che se vai piano hai più tempo per capire cosa accade intorno a te.

Ti lamenti per poi trovare una soluzione, ti piangi un po’ addosso per poi reagire e far di necessità virtù. Come quando chiudi certe gare di merda e capisci che non stai facendo quanto potresti. Allora smetti di lagnarti e riparti dal fondo appena toccato a mille minuti a km.

Cerchi spalle forti su cui poggiarti in vasca. Gambe snelle e veloci con cui scendere alle 6 di mattina sotto casa anche se orbitano a 4 a km. Perché lo sai che fatica comune gaudia tutti dal più veloce al più lento.

Ma di gente come te non sempre la trovi allora sei qui che implori una tregua da te stesso. Provi a mandarti a quel peaese, alla ricerca del tuo posto al sole e farti bastare ciò che puoi fare.

Perché se hai preparato un iron man andando in bici a trovare zia sulle salite dei Castelli Romani è segno che siamo delle persone fortunate che sanno vedere il bicchiere sempre mezzo pieno e la smettono di lamentarsi.

Ci vediamo in pista a Caracalla alle 13.30

Punto e basta

Marco Raffaelli