Sotto la corazza: Under Armour

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Quando parliamo di Performance Apparel, parliamo di quella categoria di prodotto per l’allenamento e la gara che consente di migliorare le proprie prestazioni grazie alla qualità dei suoi tessuti e della sua vestibilità. E parliamo di Under Armour che è diventato in meno di vent’anni il secondo marchio più venduto dopo Nike negli USA (scavalcando Adidas) e in Europa non vuole essere da meno.

Tutto comincia nel 1996 per iniziativa di Kevin Plank, allora 23enne ex capitano della squadra di football alla University of Mariland. La sua esperienza di atleta lo aveva spinto a domandarsi se avesse potuto esistere un modo per evitare a chi fa sport di dover cambiare con fastidiosa frequenza la propria maglietta perché troppo sudata. Iniziano le ricerche e i test che lo porteranno dalla cantina di sua nonna, dove ha iniziato, alla sede di Baltimora dove perfeziona il suo prototipo di tessuto inventando l’ HeatGear, per diventare poi tecnologia ColdGear per la stagione fredda e AllSeasonGear per le mezze stagioni.

Ma la svolta arriva nel 1999, con la collaborazione prestigiosa per il film di Oliver Stone ‘Ogni maledetta domenica’ , per il quale la sua azienda fornisce le divise da gioco indossate dai protagonisti della celebre pellicola. Un vero è proprio trampolino di lancio che aumenta notevolmente la visibilità (e il fatturato) del marchio.

Under Armour si afferma come azienda per eccellenza di abbigliamento tecnico. E inizia a vestire da capo a piedi tutti i più importanti atleti del mondo. Nel 2008 inizia la produzione di abbigliamento per la corsa, scarpe comprese e si specializza in questo settore fino ad arrivare a creare la linea Charged Cotton, realizzata in una fibra di cotone che asciuga rapidamente e offre performance di alto livello e Charged Cotton Storm, che garantisce anche protezione dall’acqua.

L’obiettivo in Italia è diventare uno dei marchi di riferimento per questo mondo, trail compreso. Il loro fiore all’occhiello, con il quale intendono conquistare i runners è senz’altro la scarpa Gemini, dedicata appunto alla corsa: con l’intersuola Charged Foam che reagisce ad ogni passo in modo dinamico, l’aggiunta del doppio strato di Micro G garantisce un’efficace risposta ammortizzante a un peso molto contenuto. La tomaia con tecnologia UA Speedform è tessuta per eliminare punti di frizione con la pelle. Il design è davvero accattivante.

Questa scarpa è già entrata di prepotenza nella mia wish list della primavera estate.

Infine, tanti sono i testimonial di questo brand. E tra le donne spicca lei, Lindsey Vonn diventata pochi giorni fa la sciatrice più forte del mondo.

Kelley O'hara
Kelley O’hara
Lindsey Vonn
Lindsey Vonn

 

Gisele
Gisele

 

Brianna Cope
Brianna Cope
under-armour-Gemini-womens
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