Storie MICSate: la prima edizione della STRAGIGIGULFO 2017

In questo articolo:

Quanto è bello correre alle tapasciate? Il termine “tapasciare” deriva dal dialetto lombardo ‘Tappascià’, un verbo che potrebbe corrispondere a sgambare, zampettare, camminacchiare. Sono manifestazioni podistiche di corsa e camminata non competitive e si svolgono prevalentemente nei paesini.  Spesso snobbate dai milanesi che, se tolti dal loro contesto e dalle loro abitudini cittadine vanno in crisi, sono molto apprezzate invece da coloro che devono preparare qualche gara importante tipo maratona e hanno una tabella da seguire, perché le distanze previste per ogni manifestazione in genere sono 3/4 e variano dai 5 ai 30 km. Insomma ce n’è per tutti i gusti e tutte le gambe. Le tapasciate sono anche famose per i ristori abbondanti e frequenti. Spesso vengono fatte in gruppo perché il fine ultimo di queste uscite non è la competizione, ma l’allenamento lungo che, se fatto in compagnia, è sicuramente più sopportabile. Insomma con un prezzo ragionevole che varia dai 3 ai 7 euro si possono trovare percorsi nuovi e molto belli e un’organizzazione quasi sempre impeccabile. Ogni paese fuori dalle grandi città ha una sua tapasciata. Anche Vidigulfo, paesino di campagna in provincia di Pavia. E siccome quest’anno la StraVidigulfo non è stata fatta, ci hanno pensato i MICS a colonizzare il paese creando la loro personalissima tapasciata. Del resto le maratone autunnali si avvicinano. Chi prepara Atene, chi New York, chi Firenze, i lunghi domenicali vanno fatti per forza. La cosa migliore è unire il gruppo e inventarsi una giornata speciale. Di seguito il racconto di Alessandra

STRAGIGIGULFO 2017

Da poco più di un anno è entrato nel nostro gruppo di corsa un vero personaggio, Gigi, che di lavoro fa “er pizzardone”, come direbbe il nostro coach romano Alessandro, per i milanesi “ghisa”, ma è napoletano DOC, tanto DOC che con spirito e simpatia coinvolge tutti in grandi avventure. Non voglio fare anticipazioni, ma si è messo in testa di portarci a correre a Napoli, e la cosa è già praticamente organizzata, con tanto di corso intensivo di “napoletanità”, vi lascio immaginare…

Ma torniamo all’8 ottobre: tutti invitati alla prima edizione della STRA-GIGI-GULFO.

Eh già, perché il nostro Gigi abita a Vidigulfo, ridente località nella provincia di Pavia, altresì conosciuta, o meglio sconosciuta, come “Vidigulfo sur le mer” (così diceva un milanese DOC), quindi è nata la STRAGIGIGULFO 2017.

I preparativi da parte di Gigi e le nostre chiacchiere sono iniziati ben prima della settimana clou, infatti non era la corsa che creava aspettative nel gruppo, ma il pranzo a casa di Gigi! Le doti culinarie del nostro ospite, ma soprattutto della mamma Maddalena, erano note a tutti: piatti straordinari, alla faccia dei vegetariani, decantati da mesi nella chat di gruppo con foto da far venire l’acquolina in bocca …

Un gruppetto ha aderito subito al programma completo (corsa, pranzo e visita a Pavia), altri hanno optato per una parte, ma nessuno ha neanche lontanamente pensato di saltare il pranzo!

Perfetto conoscitore del suo mestiere e di noi casinisti, Gigi ci aveva fornito precise indicazioni su come arrivare a casa sua, dove parcheggiare, ma non solo, ci aspettava in fondo alla strada per facilitare le operazioni. Comunque, tra le 9,30 e le 10 il gruppo corsa era al completo e dopo aver lasciato la valanga di borse, borsette, zaini e zainetti nella camera di Arianna e Christian (i figli di Gigi), non troppo felici di vederci, dato che avevamo interrotto il sacro sonno domenicale, ci siamo avviati alla “partenza”.

L’allenamento prevedeva due distanze 10/12km per i non maratoneti e 25km per i maratoneti. Personalmente non ero in forma smagliante, ma con tanta voglia di stare in compagnia. Caldo e sole ci hanno accompagnato nella campagna pavese nel percorso studiato al millimetro dal nostro anfitrione, sebbene i km non fossero esattamente quelli previsti, ma un po’ di più…

Con grande fatica sono arrivata oltre il 14° km, assistita dal nostro mitico coach, poi al primo bar del primo paese ho preferito un caldissimo tè e tanta acqua in compagnia di lady coach Roberta, anche lei disturbata da un dolorino. Maria Teresa, Rita, Nunzio, Ale e Gigi hanno proseguito il percorso.

Ci siamo ritrovati tutti a casa giusti giusti prima che arrivassero gli amici per il pranzo. Tra turni di docce e preparativi della tavola, la fame cresceva. I ritardatari – di cui non facciamo i nomi – hanno messo a dura prova la nostra capacità di resistere alle prelibatezze pronte sul tavolo che ci fissavano intensamente…

Praticamente Gigi ci ha offerto il meglio della tradizione gastronomica partenopea: una vasca di mozzarelle freschissime, un vassoio di scamorza affumicata affettata tenerissima, friarielli di accompagnamento, pomodori ripieni di riso e un gateau di patate da sogno, preparato da mamma Maddalena. Sicuramente ho dimenticato qualcosa, perché l’emozione provata nel degustare quelle mozzarelle mi annebbia ancora la ragione.

Tutti noi avevamo portato altre specialità, ma la superiorità della napoletanità è emersa clamorosamente. Un trionfo di dolci ha chiuso il pranzo, rigorosamente fatti in casa e rigorosamente pieni di burro e zucchero, adatti al recupero post corsa.

Provata dall’allenamento concluso prematuramente e dalla notte non troppo serena ho optato per rientrare con il nostro “Babbo”, mentre gli altri amici hanno proseguito con la visita a Pavia. Tutto secondo programma insomma.

Ma non finisce qui, il nostro anfitrione, uomo di grande generosità, prima di andar via ci ha preparato un “pacco gara” per ciascuno, degno di una grande STRAGIGIGULFO: mozzarelle, pomodori, dolci e pummarola fatta in casa!!!

Grazie Gigi, aspettiamo la STRAGIGIGULFO 2018!