Strada facendo (verso la Firenze marathon)

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Da quanto tempo non appendevi una tabella di preparazione sul frigorifero di casa? Non ti sono mai piaciute, quando le hai usate hanno fatto il loro dovere certo, e sei andato anche meglio; ma è la parola “dovere” che proprio non ti piace.

Per noi che la corsa è spesso piacere, non ci ritroviamo dentro quelle celle di Excel. A volte siamo degli anarchici nel running. Negli anni abbiamo imparato a conoscere i nostri limiti e a rispettarli anche facendo dei casini inenarrabili, ma siamo così no? Un misto di libertà e inventiva.

Il frigo di Marco

Adesso però che hai chiamato il tuo amico allenatore Fidal, Andrea Mestre, ti senti in un ciclo atletico istituzionalizzato. Anche tu potrai dire …oggi che lavori ho da fare? Oppure non essere in gara, dove ci sono tutti, perché tu quel giorno “hai il riposo”.

Una settimana fatta di lettere e numeri, stimolo fortificante, attesa di una fatica impostata e misurata per le tue gambe. Le 11 settimane che spiccano in cucina non saranno mai così rigide, farai molto di quanto riportato, anzi sono certo che farai meglio, perché più passerà il tempo e meno tempo ci vorrà per coprire le distanze che lei ti richiede.

Ma la cosa che più ti ha sorpreso sono state le dimostrazioni di affetto e vicinanza di chi come te ancora non aveva trovato il gancio in mezzo al cielo. Ed ecco allora che, strada facendo, non sarai mai solo. Dal vicino di casa, che, ha letto dei tuoi articoli e ti ha bloccato in garage, con tanto di figliola nel seggiolino, motore acceso e giornata già in ritardo e ti chiede quando, dove e a che ritmo farai con lui le ripetute, passando per le telefonate in ufficio di amici che si stanno per iscriversi a Firenze… “ma solo se corriamo insieme perché io proprio non ce la faccio da solo.”

Adesso studia bene la tabella, pensaci al mattino con il caffè caldo e la notte quando non potrai dormire, perché ti bruciano ancora i muscoli dalla piramide fatta in pista.

Condividi i pensieri e anticipa lo sconforto, cosciente che con la testa sarai già a Piazza Alberti a Firenze, al 34km, e se mai ci sarà un muro avrai il piacere di alzartici sopra per vedere che gli ultimi 8 km li farai tutti ridendo, con chi come te, fino a quel giorno ha condiviso la bellezza di questo nostro sport.

Marco Raffaelli