Terre di Siena Ultramarathon e le nostre previsioni quasi perfette

In questo articolo:

Correre la Terre di Siena Ultramarathon e arrivare al traguardo di Piazza del Campo è il corollario di una due giorni immersi nei sapori di una terra che è la cartolina del meglio del nostro paese.

Accoglienza, cordialità, passione per le cose buone servita in ogni angolo della città che è un museo a cielo aperto. Cosa volete di più? Era in programma dallo scorso anno, dopo i racconti di amici entusiasti e sorridenti nelle loro belle foto sulle strade bianche della Toscana accese da un sole invernale. Le colline sullo sfondo disegnavano una cornice con poche tonalità ma senza eguali.

Abbiamo messo in calendario la gara pochi mesi fa e avevamo fatto i conti con tutto. B&b Palazzo Bruchi, dimora storica del 1.400 di Massignani a un passo da Piazza del Campo. Avevamo fatto i conti anche con la previsione delle 2.440 calorie bruciate poi sui 32 k di gara e per l’appunto la prenotazione nella Taverna San Giuseppe per la cena del sabato era il doping naturale che doveva bilanciare l’apporto calorico già prima di consumarle.

Ovviamente la taverna ve la consiglio io… oltre che Trip Advisor e non solo per le cose buonissime, il Morellino di Scansano, la pasta fresca con zucca e zafferano, la carne che mi dicono essere perfetta e i dolci che chiudevano un ottimo servizio dei ragazzi che ci lavorano tutti tutti cordiali e simpatici.

Ogni fatica lasciata sulle strade bianche e nei tratti della via Francigena che ci ha riportato a Siena dalla partenza di Colle Val d’Elsa è stata facile riprenderla con il pranzo del dopo gara alla trattoria Gallo Nero. Vino di Montepulciano e piatti serviti con cura e armonia.

Insomma tutto perfetto no ?
Si dai, tutto bello, leggero, senza smania da crono…quasi tutto.

Avevamo detto che si era pensato a ogni cosa, tranne che stava arrivando una inversione termica dal polo che ha generato la peggior bassa pressione dell’inverno 2018, con allerta meteo per pioggia e neve per 24/36 ore sul centro Italia.

Erano 5 anni che non nevicava a Siena. Il sabato pomeriggio le persone incontrate nei bar e locali ci rassicuravano con delle frasi di circostanza: “ma a Siena non nevica mai, tranquilli”.

Evidentemente i cambiamenti climatici in atto devono far capire che “la voce di popolo” non è più voce di Dio e che quei simpaticoni di Meteo.it e 3bmeteo iniziano a prenderci davvero.

La gara in queste condizioni diventa un’altra gara, le foto colorate degli amici della scorsa edizione sono un miraggio nella nebbia tipo Trono di Spade. Ti ritrovi alla partenza con un cielo carico di nuvole basse e pioggia già allo start. Vabbè dai, che ce frega, è un posto bellissimo per correre no? E comunque avevi il lungo da fare, quindi meglio qui che chissà dove lo avresti fatto a Roma.

Passa la prima ora zuppa, siamo a Monteriggioni, 12k di gara alle spalle e da quel momento inizia a nevicare. Che culo!
Ma tu ripensi a quella vacanza del 1994 proprio dentro la cinta muraria del 1.214, perfetta, una collana di storia e cultura del paesino medievale. Eri insieme a lei con la Renault 4 rossa e il caldo e le campagne piene di girasoli e il sogno di un ballo da soli al tramonto, sotto il pergolato della casa colonica che ci ospitava.

Svegliaaaa sei a 18 km dal traguardo, fa freddo nevica e hai il doppio degli anni di quella vacanza e devi solo pensare a riportare a casa le chiappe. Allora testa bassa e cuore oltre le salite che si alternano tra asfalto e strada bianca. I ristori sono di livello, tanti, ben serviti e con tutto ciò che serve. I volontari al servizio ci sono sempre anche all’ultimo ristoro a 3 km dall’arrivo.

L’entrata a Piazza del Campo è un stretta al cuore, ti immergi dentro i suoi colori e senti solo per poco, una calda accoglienza, alla faccia di Burian.

Insomma amici miei le Terre di Siena sono un viaggio da fare. Prendete la distanza che vi pare e corretevela come vi pare, ma anche se non la correte e accompagnate mogli, mariti, fidanzate e amici prendetevi due giorni per gustare tutto il buono che c’è e con la speranza di non trovare il tempaccio che ci ha fatto una pessima compagnia, ma che non ha rovinato nulla del bello che abbiamo trovato.

Un caldo abbraccio

Marco Raffaelli