Test Campagnolo al Pink Jersey 1931: il diavolo sta nei dettagli

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Se siete di o a Milano e se siete amanti della bici e dello sport in generale, dovete assolutamente visitare il Pink Jersey 1931, il Cycling Café di via Savona, uno spazio dedicato agli amanti della bici molto speciale. I titolari infatti sono i nipoti del grande Learco Guerra e il richiamo di un grande passato si percepisce ovunque con le foto che narrano di vittorie e passione, una passione che è stata tramandata di generazione in generazione. Nel 1931 al Giro d’Italia venne istituita la prima maglia Rosa e fu proprio Learco Guerra a indossarla vincendo la prima tappa Milano – Mantova. La carriera di Learco durò oltre trent’anni, con vittorie e storie vere del ciclismo senza confronti. Un campione leggendario diventato industriale e contemporaneamente talent scout e team manager di altri campioni entrati nella leggenda.

Proprio da questo posto magico sono passata un sabato mattina di metà settembre e, nonostante il mio digiuno in materia di bici, sono stata piacevolmente accolta come una vecchia conoscenza e ho avuto il piacere di salire su una bici da corsa.

La bicicletta somiglia, più che ad ogni altra macchina, all’aeroplano: essa riduce al minimo il contatto con la terra, e soltanto la sua umiltà le impedisce di volare. (Parrini)

Mai frase fu più azzeccata e sono bastate poche pedalate per avere la sensazione di planare sulla città. Poche cose nella vita forniscono quel piacere tutto particolare che ti permette di estraniarti, portandoti  lontano dai problemi e dalla quotidianità. Dopo quel sabato, sono convinta che la bici è un mezzo tanto semplice quanto bello, con il quale poter fare splendidi viaggi. E infatti. L’occasione è stata la prova-test dei componenti Campagnolo, azienda storica con la quale il Pink Jersey collabora da tempo e di cui è anche pro shop. Se è vero che il diavolo sta nei dettagli, la bici può diventare l’oggetto più prezioso del mondo, a seconda di quello che decidiamo di farle indossare. Ecco alcuni dei componenti utilizzati sui telai durante il test:

ph credit: Silvia Tomati

Le nuove ruote BoraTM

Le ruote Campagnolo della famiglia BoraTM, sono diventate oggetto di desiderio non solo per gli appassionati di ciclismo in generale, ma anche per i migliori corridori professionisti. Solida costruzione, materiali di altissima qualità e progettazione estremamente avanzata sono senz’altro un vantaggio tecnico vincente che mantiene costanti le prestazioni nel tempo. L’interesse suscitato da queste ruote dipende da ciò che le rende affidabili e veloci. La nuova costruzione si basa sulla tecnologia AC3TM (All Conditions Carbon ControlTM) per creare una capacità di arresto sicura, affidabile e potente in qualsiasi condizione meteorologica. La tecnologia è stata sviluppata non solo per migliorare in generale una capacità frenante, ma anche per ovviare a uno dei principali inconvenienti del cerchio da gara in fibra di carbonio: la frenata sul bagnato. Oltre alla zigrinatura realizzata sulla superficie frenante visibile esternamente, le nuove ruote BoraTM sono state anche ottimizzate internamente per orientare le fibre in maniera da garantire la massima integrità a fronte delle sollecitazioni derivanti dalla nuova superficie frenante, utilizzando una resina altamente sofisticata perfezionata dai tecnici Campagnolo per sopportare temperature superiori rispetto ai prodotti concorrenti e dissipare il calore estremo prodotto in fase di frenata.

ph credit: Silvia Tomati

BoraTM OneTM DB

Vista la sempre maggiore diffusione del freno a disco nelle trasmissioni, molti marchi noti hanno cercato di improvvisare un prodotto che rispondesse allo scopo prendendo il cerchio della versione per rimbrake e allacciandolo a un mozzo DB, il che inevitabilmente comporta un compromesso in termini di efficienza, affidabilità e prestazioni, una strategia che i tecnici della casa italiana non erano disposti ad attuare. Infatti Campagnolo ha trasformato il mercato diventando la prima azienda a produrre una ruota assemblata in cui ogni componente è stato specificamente progettato, sviluppato e prodotto per cooperare con gli altri componenti della ruota. Il cerchio interamente in carbonio da 24,2 mm per tubolare è disponibile con profilo da 35 e da 50 mm. Il cerchio è fabbricato artigianalmente orientando a mano la fibra di carbonio in modo da garantire la massima efficienza, tenuto conto anche delle forze specifiche esercitate sul cerchio dal freno a disco, molto diverse da quelle applicate dal rimbrake. Non soltanto si è ottimizzato l’impiego della fibra di carbonio per ridurre il peso grazie all’assenza di materiale aggiuntivo, ma, essendo cambiati i requisiti strutturali del cerchio, è cambiato anche l’orientamento della fibra di carbonio utilizzata per la sua costruzione.

ph credit: Silvia Tomati

Gamma Revolution 11+: il gruppo Potenza

Il deragliatore del gruppo Potenza si presenta con un corpo superiore di design pressoché identico al cambio Super Record meccanico. Una delle differenze che invece si notano immediatamente è la forcella monoblocco in acciaio di recente progettazione, dalla forma simile alla versione Super Record. Pur presentandosi con un design analogo, il gruppo Potenza è realizzato con materiali diversi, che assicurano prestazioni del deragliatore pari a quelle del Super Record. Anche il cambio si ispira largamente alle trasmissioni Revolution 11+ lanciate di recente. Diverso solo per materiali di costruzione, il cambio Potenza effettua la cambiata con la stessa precisione e velocità della versione Super Record, con un unico compromesso: il peso. La forma degli elementi esterni consente al cambio di muoversi a un’angolazione diversa, mentre la struttura interna avvicina la catena al pacco pignoni, caratteristica che comporta notevoli miglioramenti a livello di trasmissione di potenza, presa e interfaccia catena/pacco pignoni, nonché una maggiore durata dei componenti soggetti a usura. La catena aggancia così un maggior numero di denti distribuendo di conseguenza l’energia su una superficie più estesa, fatto che incrementa la tenuta del pacco pignoni e prolunga inoltre la vita della catena. Se dunque, in qualsiasi posizione, il cambio opera più vicino al pacco pignoni, il ciclista beneficerà del perfetto allineamento tra questi elementi, indipendentemente dal rapporto inserito. Il pacco pignoni 11-32 segna non solo l’avvento di una nuova tipologia, ma anche di una intera nuova gamma denominata “Campagnolo 11”, che prevede le seguenti combinazioni: 11-25, 11-27, 11-29, 11- 32 e 12-27. I nuovi pacchi pignoni si basano su una tripletta e 8 pignoni singoli, con distanziali in alluminio, e sono quasi tutti compatibili con la restante gamma. Anche nel caso del gruppo Potenza i comandi Ergopower mantengono la straordinaria ergonomicità dell’intera linea Campagnolo Revolution 11+, offrendo presa e controllo pari alle versioni destinate ai ciclisti professionisti. La deragliata in discesa si blocca prima della posizione di riposo del dera- gliatore, prevenendo la caduta della catena. Con un unico passaggio è possibile salire di tre rapporti alla volta, cosa che, grazie al nuovo meccanismo interno ai comandi Ergopower abbinato all’altrettanto nuovo deragliatore, non richiede praticamente alcuno sforzo. Quando parliamo di freni a disco, indipendentemente dal fatto che si opti per un cambio meccanico o elettronico, esiste una soluzione disc brake Campagnolo e si chiama H11TM, disponibile sia in versione EPSTM che in versione meccanica con una sofisticata leva freno in fibra di carbonio in ambedue i casi. Le nuove versioni disc brake sono più alte di appena 8 mm, il che le rende forse la soluzio- ne di leva per disc brake più elegante in assoluto, oltre a non aver praticamente alterato l’ergonomia Campagnolo unanimemente lodata.

ph credit: Silvia Tomati
ph credit: Silvia Tomati