Trail degli Invincibili, solo per Invincibili solidali

Esiste una gara off road in Val Pellice chiamata Trail degli Invincibili. Perché questo nome? Nel diciassettesimo secolo le truppe ducali pensavano di aver sterminato definitivamente le popolazioni valdesi. Ma si sbagliavano. Arroccato tra le inaccessibili caverne e rocce di Barma d’Aut e della Guglia di Giaussarant, era sopravvissuto un eroico manipolo di superstiti che presto fece sanguinose rappresaglie contro i savoiardi che si erano installati nelle loro abitazioni usurpandone la proprietà. Ben presto il Duca dovette venire a patti con questi coraggiosi e, verso la fine di settembre 1686, a seguito di un accordo raggiunto nella borgata Perlà concede l’espatrio in Svizzera con l’onore delle armi portando con se i più stretti congiunti tratti dalle prigioni piemontesi..

Il Trail degli Invincibili

E proprio a fine settembre gli Invincibili ritornano per il terzo anno, ripercorrendo i sentieri della storia e tenendo vivo il coraggio e l’onore dei loro antenati. Come? La gara è unica tappa del Campionato Regionale della Solidarietà, finalizzato alla raccolta fondi di I RUN FOR FIND THE CURE. Al trofeo possono partecipare squadre, in rappresentanza di diverse regioni, composta da tre atleti, con la presenza di almeno un uomo e una donna e la classifica finale sarà determinata dalla somma dei tre tempi individuali realizzati. Il monte premi in denaro, messo a disposizione dal Comitato organizzatore del Trail degli Invincibili, sarà devoluto ad I RUN FOR FIND THE CURE. Il percorso di 20 km presenta un dislivello di circa 1.300 mt. Inoltre alle prime 5 squadre extraregionali iscritte (per regione), il Comitato Organizzatore del Trail degli Invincibili offrirà l’iscrizione gratuita alla gara e ospitalità in mezza pensione in loco. Le iscrizioni QUI.

I run for Find The Cure

Se siete anche voi degli Invincibili solidali, non vi resta che partecipare al trail del prossimo 30 settembre. Già altri 5 invincibili mentre sto scrivendo stanno affrontando le fatiche del Tor des Géants (330 km con 24.000 D+ da correre in meno di 150 ore). I cinque corrono per raccogliere fondi e comprare macchinari per lavorare mais e riso da destinare al villaggio di Msolwa Ujamaa. I km del TDG sono stati suddivisi in tappe di chilometraggio e dislivello variabile in modo da poter essere acquistate dai supporters.

I run for Find The Cure è un progetto sportivo solidale nato a supporto di Find the Cure, e raggruppa trasversalmente atleti di tutti i calibri, età e locazione geografica con l’idea di correre per una motivazione in modo da lasciare una traccia umanitaria e non solo atletica.

FIND THE CURE è un’Associazione No Profit di Cooperazione Internazionale fondata nel 2006 che porta aiuti in aree a basso livello di sviluppo.

Nello statuto si dichiara che FTC ha come obiettivi fondamentali:

  • Portare aiuti di carattere medico-sanitario in aree fortemente sottosviluppate non ancora supportate da progetti umanitari di cooperazione
  • Rivolgere gli aiuti unicamente alla fascia più povera e bisognosa di suddette regioni del mondo
  • Prendere contatti direttamente con la popolazione locale
  • Visitare personalmente le zone individuate e studiare progetti ad hoc sulla base delle reali necessità di quelle aree
  • Avvalersi di personale medico italiano volontario non retribuito, perché i finanziamenti siano destinati soltanto ai progetti in corso.

Tutti i progetti di Find The Cure sono finalizzati a migliorare non solo le condizioni medico-sanitarie delle aree sostenuto, ma anche la qualità della alimentazione e il livello di istruzione. Il calendario gare unisce eventi ormai affermati ad eventi nascenti, gare di trail a gare su strada. Un piatto variopinto condito di tante iniziative che spingono l’atleta a a correre per un motivo. Tutti i fondi raccolti tramite le donazioni, il merchandising “I run for FTC”, l’iscrizione al team saranno interamente utilizzati (100%) per il progetto umanitario scelto. Tutto il CortoCircuito Solidale è fondato interamente da atleti e organizzatori volontari, oltre agli operatori umanitari di Find The Cure, a loro volta volontari in prima persona.