Train better, train together

In questo articolo:

Chi mi conosce sa che sono un eterno ottimista, a dispetto delle situazioni più negative, fortunatamente, vedo sempre il bicchiere pieno per tre quarti.

Così è stato anche per questo periodo di quarantena, in cui ho avuto modo di dar spazio a diversi aspetti che prima forse ho trascurato e di cui ora penso non riuscirò a fare a meno.

Il primo di cui mi piacerebbe parlare è l’allenamento, in parte perché queste pagine sono più a vocazione sportiva e in parte perché ho fortunatamente cambiato alcune mie abitudini traendone grossi benefici.

Da quando ho cominciato la mia attività agonistica ho sempre svolto i miei allenamenti quasi ed esclusivamente in solitudine, fatta eccezione per il nuoto, ogni tanto offrendo la mia ruota a qualcuno per avere compagnie nei lunghi in bici, ma sempre in un ottica individualista e agonista, il che mi è valso il soprannome ad honorem di “ Cane maledetto” da parte del signor Mottura.

Se dovevo allenarmi con altri, preferivo usare la mia qualifica d’istruttore e allenare gli altri, passando le nozioni che ho imparato e parte delle mie esperienze.

Durante la quarantena con Francesca abbiamo deciso di movimentare la situazione trovando qualche soluzione alternativa, lei per ovvi motivi non riusciva a seguire bene la sua preparazione da mezzofondista e io mi stavo sciogliendo su Zwift.

Grazie alla sua pazienza biblica e a qualche ricerca in rete, abbiamo trovato e selezionato una serie di esercizi che, col senno di poi, si sono rivelati molto utili e completi. Con questi siamo riusciti ad allenare bene forza, coordinazione, core stability e velocità, semplicemente usando l’uno il peso dell’altra e viceversa.

Un allenamento che si è reso valido non solo sotto il profilo atletico, ma anche su quello motivazionale e d’intesa. Questo tipo di lavoro, pur essendo volto ad allenare due sport fondamentalmente individuali, ha creato un ottimo spirito di squadra che ha contribuito in modo determinante per la conclusione del programma e per la corretta esecuzione degli esercizi.

Trattandosi di esercizi che per il 90% impongono la fiducia e la coordinazione con il partner, è stato molto importante che entrambi ci dedicassimo con il massimo dell’impegno sia per garantire la corretta esecuzione dell’esercizio da parte del partner, sia per garantirne la protezione da eventuali infortuni.

In molti dei lavori venivano allenati molti gruppi muscolari con peculiarità differenti, ad esempio nell’esercizio in cui io eseguo uno squat con Francesca sulle spalle mentre lei esegue degli addominali, di fatto io facevo un lavoro di potenziamento con carico durante lo squat, mentre andavo a compiere una contrazione isometrica a livello dell’addome mentre lei faceva l’esercizio per gli addominali, un crunch in cui si trovava a testa in giù nella parte di estensione.

Francesca invece, oltre al potenziamento, durante il crunch doveva attivare gli addominali laterali e gli stabilizzatori dell’anca per consentirmi di eseguire lo squat correttamente senza avere un carico sbilanciato. Nel quadrato rovesciato andavamo entrambi a usare i laterali come stabilizzatori e il retto addominale in contrazione.

Per arrivare ad esercizi più complessi, come ad esempio quello in cui in modo speculare siamo andati a compiere l’estensione degli arti opposti, entrambi abbiamo lavorato di core stability in modo molto simile al plank e abbiamo compiuto un esercizio di potenziamento su glutei e dorsali.

In realtà qui si usano quasi tutti i gruppi muscolari, ma quelli citati precedentemente in modo particolare. Così per tutti gli altri esercizi, più di 20 complessivi, che abbiamo sperimentato fino all’uscita del secondo video, il terzo è in fase di sperimentazione.

Questa serie di allenamenti è stata un chiaro esempio dello sport come valore aggiunto nella vita, per svolgere questi esercizi ci siamo necessariamente dovuti fidare l’uno dell’altra, questo ha migliorato il rapporto anche nella vita di tutti i giorni, alla fine ogni esperienza condivisa ci accresce, non è tanto importante il traguardo, ma quello che riusciamo a vivere e a costruire lungo il percorso.

Purtroppo non ci è quasi mai concesso di scegliere l’andamento degli avvenimenti, ma abbiamo la grande libertà di viverli e interpretarli a nostro vantaggio, inutile peggiorare la situazione focalizzandosi sulle negatività, ogni luogo oscuro nasconde un punto di luce, sta a noi scegliere a cosa dare importanza.

Tutto questo allenamento mi ha anche messo un grande appetito, di conseguenza ho avuto modo anche di cimentarmi nell’altra mia grande passione, la cucina, di questo parleremo nel prossimo articolo, unico spoiler che posso dare è che non ci sarà nulla di vegano.

Buona ripresa a tutti.

dr. STRAVAmore (Sergio Viganò)