Trieste Running Festival, una mezza tutta da scoprire

Se a una gara non arrivi allenato, almeno arrivaci riposato. Questo è un mantra da ripetere da qui a domenica, dal momento che non mi alleno da circa 2 settimane e alla mezza di Trieste i km da correre saranno sicuramente 21. Una bellissima vacanza messicana e il bisogno di staccare un po’ hanno contribuito al mio riposo voluto. Non sono una di quelle che progetta le vacanze in base a gare o allenamenti. Fosse così, andrei sempre e solo in montagna o in paesi “freschi”. Ma una sveglia all’alba per visitare le rovine Maya, per immergersi in un cenotes o per vedere i delfini nella laguna di Punta Allen, a volte vale più di una “sgambatina”, anche se, sempre uscendo all’alba e con il fuso orario complice, non è mai stato così caldo da impedirmi di fare un paio di corse di diversi km anche in Messico. Ma senza fretta, senza GPS, salutando gli altri runner e i local che ogni tanto ti offrivano il cocco da bere, lontana anni luce dalle tabelle, dall’ansia di prestazione, dalle regole non scritte della mia vita di tutti i giorni, respirando a pieni polmoni l’aria caraibica, ammirando i pellicani intenti nella pesca e pensando a quelle uscite come momenti unici degni di essere vissuti a pieno.

 

Ma la mezza di Trieste non si sposta, rimane lì ad aspettarmi domenica 6 maggio in occasione del Trieste Running Festival, già iniziato domenica 29 aprile con la Trieste SoloWomenRun, corsa femminile solidale, che già a Cagliari aveva spopolato con la partecipazione di 7.000 partecipanti. Una manifestazione dedicata alle donne a cui anche io, Manuela e Carlotta avevamo partecipato con entusiasmo. Si prosegue mercoledì 2 maggio al mattino con la Miramar Young, la corsa dei bambini in piazza Unità d’Italia, e alla sera con la Trieste SoloDoggyRun, con partenza e arrivo in piazza Unità d’Italia e un percorso tutto cittadino da 3km. Domenica prende il via la Generali Miramar Family, l’affollata non competitiva da Miramare, la nuovissima MiramaRun Challenge, sullo stesso tracciato di 7 km ma con classifica finale, e la mezza maratona Trieste 21K che per la prima volta partirà dalla piazza centrale di Aurisina. Per tutti traguardo fissato in piazza Unità d’Italia. Sarà quindi una grande festa dedicata alla corsa, sicuramente uno degli eventi sportivi più partecipati del Friuli Venezia Giulia organizzato da Apd Miramar in collaborazione con 42K, di cui ho avuto modo in Sardegna di conoscere dal vivo il loro operato e la loro professionalità. L’evento di Trieste infatti guarda anche all’ambiente, cosa non da poco, visto l’enorme spreco di plastica e di acqua durante le gare (le cittadine, soprattutto). La manifestazione sarà a “ZeroImpactEvent” by AcegasApsAmga, che significa attenzione totale all’impatto ambientale sia per chi organizza l’evento, sia per chi partecipa. Per questo motivo AcegasApsAmga interverrà sulla manifestazione attraverso diversi ambiti: installazione di un erogatore d’acqua di rete in città per ridurre il consumo di bottigliette di plastica, fornitura dei contenitori differenziati per tutta la durata dell’evento e potenziamento della raccolta differenziata lungo il percorso della Trieste 21K e della Generali Miramar Family Run.

Dopo tutte queste belle notizie, rimane sempre il fatto che dovrò correre questi 21 km senza allenamento. Quindi la improvviserò. Come? Come più o meno ho sempre fatto quando le gare le avevo preparate ma per qualche motivo mi sono trovata in difficoltà. Inizierò a correre piano per non bruciare subito tutti gli zuccheri e poi la affronterò volta per volta così:

L’atteggiamento

Che fa sempre la differenza per affrontare qualsiasi situazione. Non c’è nulla da perdere, mai e in ogni caso. Non ho mai capito coloro che si ritirano quando sentono di non portare a casa il risultato sperato. Non c’è libertà in tutto questo. La corsa da amatori deve essere sempre e prima di tutto divertimento, e di sicuro è molto più dignitoso portare a termine la gara con sofferenza e magari anche con un po’ di delusione che lasciare perdere. Siamo runner, abituati a combattere i momenti di difficoltà e le crisi, siamo fatti di fibra muscolare, perseveranza e orgoglio. Questo è ciò che ci distingue, niente altro. Perciò domenica prossima io arriverò a quel traguardo comunque vada. I “non ce la farò” e i finti malesseri li lascio molto prima dello start, lontano dalla mia testa. E oggi più che mai mi motivo con questa bellissima frase di Nick Vujcic: “Se continui concentrarti su cose che vorresti o cose che non vorresti presto finirai per dimenticare tutto quello che hai”.

Via il GPS

Fondamentale lasciarlo a casa, parlo per chi come me deve affrontare una gara essendo impreparato. A che serve guardarlo ogni momento? Serve a realizzare a ogni chilometro che siete indietro e che perdete terreno, serve per trasformare il piacere in un vero inferno, serve a non permettere ai pensieri e alla concentrazione di fluire liberi. Ma parlo soprattutto per coloro che magari affrontano per la prima volta una gara, magari i loro primi 10 km. Liberarsi dal fardello del tempo a volte, in certe situazioni, è la cosa più saggia da fare.

Il percorso

Se oltre a non sentirvi pronti la gara ha anche un bel dislivello, allora ditelo che vi piace soffrire e facciamo prima. Non è il caso della mezza di Trieste, che pare essere tutta o quasi leggermente in discesa. Ma io fino a quando non corro non credo. Perché si sa che dopo le discese ci sono le salite o viceversa. Comunque il percorso oltre a non essere difficile sarà anche panoramico e questo mi lascia ben sperare. “A circa 3 km dalla partenza si imbocca il raccordo autostradale che in un chilometro raggiunge il Belvedere della Costa dei Barbari; da qui, si scorge lontanamente già l’arrivo con una vista sul mare unica, la città e la costa slovena, la pianura friulana con le Dolomiti”… e io non vedo l’ora!