Urban Runners e WIR, #centopercentorunner, 100% succhi di frutta

Se le nostre mamme ci hanno fatto crescere a succhi di frutta, un motivo ci sarà. Nella testa della mia, l’idea era quella di farmi assumere la quantità di frutta che rifiutavo di mangiare allo stato solido. E siccome la mela non cade mai troppo lontano dall’albero, lo stesso ragionamento ho fatto con mia figlia che, esattamente come me, non ama mangiare frutta. In realtà il discorso è un po’ più ampio, soprattutto quando parliamo di sport.

Un succo può essere integrato alla dieta di un runner? Si, se è 100% frutta.

Uno sportivo che si allena periodicamente, tutte le settimane per tutto l’anno, ha un fabbisogno energetico superiore rispetto all norma, soprattutto se parliamo di corsa, dove si suda e spesso lo sforzo fisico è ad alta intensità oltre che di lunga durata. L’acqua rappresenta senza dubbio il migliore mezzo di reidratazione, tuttavia per coloro che hanno maggiormente bisogno di reintegro, un’ottima soluzione è quella di bere i succhi di frutta al 100% che idratano e apportano zuccheri semplici e importanti per il recupero. Per un runner, e in particolare per chi suda e consuma energia perdendo liquidi ed elettroliti, è un’ottima fonte per integrare i liquidi persi e i sali minerali, garantendo reidratazione e al tempo stesso un sostegno energetico.

I succhi di frutta contengono quantità anche notevoli di minerali, vitamine e composti bioattivi (fitocomposti): tra questi in particolare potassio, acido folico, vitamina C ed altre sostanze ad azione antiossidante, in quantità in alcuni casi anche maggiori rispetto ai frutti da cui derivano e comunque in relazione alla qualità dei frutti, al loro grado di maturazione, alle modalità di raccolta e di stoccaggio e ai processi tecnologici utilizzati per la loro produzione.

La normativa europea non consente l’aggiunta di conservanti, zuccheri e aromi nei succhi. A tal proposito nasce la campagna Fruit Juice Matters, promossa dalla European Fruit Juice Association di cui fa parte anche il Comitato Succhi 100% frutta, che per fare maggior chiarezza sulla questione e sulla composizione dei succhi, ha riunito due tra le più importanti crew di running milanesi e ha creato un evento per diffondere il più possibile tale messaggio e, forse senza volerlo, ha fatto molto di più.

Una Women in Run può diventare Urban Runners e viceversa? Si, se è #centopercentorunner

“Nessun uomo è così dritto come quando si china per aiutare un altro”

Tra le più importanti crew di running milanesi ci sono loro, WIR e Urban Runners, che sono sempre stati considerati all’antitesi. Quando ho aperto il blog tre anni fa, nell’estate del 2014, coincidenza vuole che nascesse anche il movimento di Women in Run, un gruppo di corsa nato per stare accanto alle donne che vogliono correre liberamente e senza rischi, e contribuire così alla lotta contro la violenza di genere. In un mondo (quello del running in particolare) che tre anni fa era ancora molto maschilista, le WIR mi sono sembrate fin da subito un’isola sicura e felice sulla quale approdare, in perfetta sintonia con il mio modo di vivere la corsa, dandomi quel sicuro senso di appartenenza. E gli Urban Runners? Non pervenuti fino a due anni fa, quando intervistando Constantin Bostan, il paratleta che correva con le stampelle, mi disse che lui era un Urban Runners e che il gruppo si stava impegnando per fargli avere una gamba artificiale, una protesi in titanio, che lui altrimenti non poteva permettersi. Ecco riemergere ancora una volta il senso dell’unione nello sport, anche e soprattutto da parte di una crew che sembrava così distante da me e dalle WIR. E invece le due realtà sono molto più vicine e simili di quanto si possa immaginare, perché sono nate con il medesimo obiettivo, migliorare e facilitare la vita dei runner milanesi oltre che promuovere lo sport e l’attività fisica. Etichettare, giudicare e rimanere confinati all’interno della propria e sicura realtà in qualsiasi ambito della vita impedisce non solo di costruire qualcosa di unico e di grande ma soprattutto di far vedere, condividere e far apprezzare agli altri tutto quello che è già stato fatto. Un limite non da poco se si pensa che, con la staffetta all’americana di sabato scorso nel campo di atletica, che ci ha riuniti nel nome della corsa e dei succhi 100% frutta, siamo stati tutti #centopercentorunner, abbiamo scoperto di essere più simili di quanto potevamo prevedere, e proprio tutti, insieme senza nessun tipo di distinzione, con il fiato corto e i sorrisi intervallati come quei giri di pista, ci siamo davvero divertiti.