Valtellina Wine Trail, doccia di umiltà… a base di rosso

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Sabato scorso ho preso il via al Valtellina Wine Trail, era la mia prima esperienza in una gara di trail running e il risultato finale ha confermato tutta la mia inesperienza in questo mondo per me totalmente inesplorato.

Lo sport non fa sconti, è quanto di più onesto la vita possa offrirci, ci restituisce esattamente quello per cui abbiamo lavorato, niente di più niente di meno.

La mattina era cominciata nel migliore dei modi, erano le 9 ed ero tranquillamente seduto in hotel a far colazione, pensando a come sarebbe stata la gara che avrei affrontato alle 12.

Mentre controllavo distrattamente le varie home dei social, penso bene di scrivere  Cristina per sapere come organizzarci per raggiungere la partenza a Chiuro…e meno male che mi è venuto in mente di scriverle. Cri mi fa gentilmente presente che il treno sarebbe partito alle 9:20 e che io, come solito, me la stavo prendendo un po’ toppo comoda.

Forte della mia esperienza nel triathlon sono fulmineo in zona cambio e mi reco alla stazione corricchiando, le gambe girano bene, ho delle belle sensazioni.

Raggiungo il gruppo in stazione e prendo il treno senza problemi, si respira un bel clima, sono tutti elettrizzati e il meteo promette bene…anche se io dentro di me continuo a chiedermi perché devo andare alle 10 alla partenza quando lo start è alle 12.

Arrivati nella zona calda ci sistemiamo in un bar nell’attesa dello start, tra risate e foto di rito. In un attimo arriva mezzogiorno ed è ora di mettersi sulla linea di partenza.

Colpo di pistola e finalmente sono nella mischia, il ritmo è abbastanza sostenuto ma mi sento bene, quindi non ho problemi a seguire gli altri, questo è un grande vantaggio perché ho la possibilità di osservare gli atleti più smaliziati e cercare d’imparare qualcosa.

Inizia la prima lunga salita, il ritmo resta buono anche durante la prima ascesa, conoscendomi alzo un po’ il piede, non ho né l’esperienza né le prestazioni per seguirli, mi sembra più saggio dosarmi ed eventualmente spingere nelle discese e nei pezzi più pianeggianti, i miei 82 kg sicuramente non mi aiutano in salita…inutile fare cazzate.

Arrivato al primo scollinamento un signore dice a me e alle altre 4 persone del grupetto: “4 minuti dalla testa”. La cosa mi gasa abbastanza, considerando che trattore sono, penso non sia malaccio, mi butto in discesa come se non ci fosse un domani, sperando di andar giù come un fuso.

Mi sento bene, cerco di gestirmi nelle salite corrichiando e di forzare un po’ di più in discesa e nei tratti di trasferimento. Mi sembra una buona strategia, inizio a sentire le gambe pesanti ma metà della gara è già passata e penso che sia normale.

Fino a quando dopo una discesa, inizia il disastro, schiena bloccata a livello lombare e gambe finite, devo camminare in salita e non ci sarà più niente da fare.

A un ristoro provo provo a bere del tè caldo e ad allungarmi un po’. La sensazione di dolore alla schiena migliora ma le gambe sono andate. Degli ultimi chilometri mi ricordo le gambe pesanti e il male ai piedi, anche nelle discese asfaltate.

Arrivo a Sondrio e con un po’ di tecnica cerco di correre decentemente almeno l’ultima parte. Mi porto a casa da questa gara una bella doccia di umiltà…che fa sempre bene.

Quello che mi piace della corsa è che ti fornisce sempre un nuovo punto di vista, delle lezioni su cui riflettere. Sono arrivato al Valtellina Wine Trail impreparato, l’allenamento che ho fatto non era assolutamente adeguato e la gestione in gara è stata pessima, la contrattura alla schiena è senza dubbio frutto delle forzature in discesa, così come il mal di gambe.

Ma si sa, la montagna è maestra muta che crea discepoli silenziosi, la lezione va imparata e metabolizzata. Quello che sicuramente va detto è che a differenza di altre discipline anche nei momenti di crisi non puoi non essere felice di quello che stai vivendo, una gara dai paesaggi meravigliosi, corsa in uno splendido quanto inaspettato sole di Novembre.

Nonostante la disfatta si poteva percepire chiaramente il supporto di una natura che ti spiega qual è il tuo posto, ma non manca di offrirti energia, tramite i suoi colori e i suoi profumi.

Questo primo trail mi ha segato le gambe, ma mi ha dato tanto, ne sono tornato a casa con più fame di prima. Ovviamente la sera si è dato ampio spazio ai festeggiamenti, al vino e ai limoni, un weekend da incorniciare fatto di sport, festa e amicizia.

Chi è riuscito a seguire qualche storia via Instagram ha un piccolo quadro di cosa sia successo il sabato sera…per tutti gli altri non vi resta che venire l’anno prossimo al Valtellina Wine Trail per vivere con tutti noi quest’esperienza fantastica.

dr. STRAVAmore (Sergio Viganò)