Valtellina Wine Trail: elogio alla fatica (di una milanese)

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La salita che fiancheggia i vigneti è ripida, si sale ancora una volta. Simo nel punto più alto del percorso, quando ormai mancano 5 chilometri all’arrivo. Il mio battito sarà a 190 come minimo, ma devo stare dietro a Carlotta, Emilio e Anna, i miei compagni di corsa che di fiato e benzina ne hanno. Ma le gambe, le gambe quelle le ho anche io, perciò mani sulle ginocchia, come dice Marco De Gasperi, e via, anche perché mica può essere sempre salita, a un certo punto arriverà anche la discesa. Mi distraggo un po’ dalla fatica pensando alla signora dell’albergo la sera prima, quando mi ha chiesto se l’indomani avrei corso la 21K o la 42K. Per tutta risposta mi sono morsa il labbro e ho alzato le sopracciglia. Mi ha guardato con aria imbarazzata e ha tentennato un: “Comunque anche la 12K è una gara di tutto rispetto, l’ha fatta anche una mia amica lo scorso anno e ha detto che è stata durissima…”. La signora si è arrampicata sugli specchi con un certo stile.

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Alla partenza con la maglia dei MICS

 

Al Sassella Trail ho già partecipato lo scorso anno ed era stata una gara tutta sotto la pioggia, e so che dopo questa salitona arriva l’inevitabile discesa, con gli ultimi due chilometri quasi in piano, dove ad attendermi ci sarà il pubblico caloroso di Sondrio che mi accompagnerà fino al traguardo. Lo scorso anno bagnata e infreddolita sono arrivata felice. Come potrebbe essere diversamente quest’anno, se sono riuscita anche a godermi il panorama? Signora dell’albergo, lei non lo sa che io a Milano ci sono nata e ci vivo, che sto in pianura quasi tutto l’anno e il massimo dislivello sono i 97 metri del Montestella. Arrivare a 550 per me è come scalare il Monte Bianco. Eppure il Valtellina Wine Trail vale ogni cm di fibra muscolare dolorante.

L’organizzazione impeccabile, i volontari, oltre 200, straordinari tutti, che sentono e credono in questa manifestazione, gli amici di Scott Italia che aggiungono entusiasmo e professionalità come nel loro stile. Il pacco gara con il vino e la bresaola, e i pizzocheri senza glutine. Le bellissime calze brandizzate Scott nere e viola con un motivo geometrico che ricorda l’uva, le signore che impastano i pizzocheri in piazza a Sondrio e sfamano i 2.103 runner che hanno partecipato alle tre gare. Il tifo finale, il passaggio nelle cantine storiche della zona, dove Emilio non si è perso un bicchiere di vino, la verticale di Mauro sul pontile alla partenza, Carlotta, che è partita scettica ed è arrivata al traguardo innamorata, la luna piena della sera prima, la marmellata di mirtillo spalmata sulla fetta biscottata a colazione, la doccia bollente post gara, l’amore che per 24 ore non ha avuto paura, il rumore della fatica, la tua fatica, ma anche quella di chi ti corre accanto, di chi ti sorpassa e di chi rimane indietro, il vino rosso a cena e le gambe, che quando inizi a correre vanno da sole e ti viene da ridere e tu corri e ridi, perché la corsa è sempre il pretesto che spesso accompagna momenti di non trascurabile felicità.

Con Emilio e Anna
Ristoro finale

I risultati:

La maratona:

I continui cambi di ritmo di un tracciato nervosissimo hanno rimescolato non poco le carte in tavola nei chilometri finali. Complice una strepitosa rimonta, secondo in piazza Garibaldi si è presentato il morbegnese del Team Valtellina Stefano Sansi (3h32’57”). Terzo il lecchese Massimiliano De Bernardi in 3h39’43”. Un posto nei 5 anche per il brianzolo Danilo Brambilla e per l’iberico Alfredo Gil Garcia.

Una sola donna al comando nella gara in rosa con la francese Celine Lafaye che ha letteralmente innestato il turbo e vinto in 3h57’47”. Argento di giornata per la lecchese Debora Benedetti (4h17’05”). Terza la sondriese di Aprica Lucia Moraschinelli (4h31’52”).

Celine Lafaye

La 21K:

In 832 si sono dati battaglia a suon di sorpassi che ha visto trionfare il campione europeo di corsa in montagna Xavier Chevrier. Con il sorriso, e per nulla affaticato, il fenomeno valdostano ha trionfato in 1h24’41”. Secondo si è piazzato lo svedese Albin Ridefelt in 1h25’20”, mentre terzo si è piazzato il bergamasco Matteo Bossetti in 1h28’31”.
Al femminile ha trionfato Elisa Compagnoni (1h40’59”) dell’Atletica Alta Valtellina. Sul podio con lei sono salite pure Arianna Oregioni (1h42’21”)  e la svedese Johanna Öberg.

La 12K:

Il primo a presentarsi in zona arrivo è stato l’azzurrino di corsa in montagna e scialpinismo Andrea Prandi. Per il bormino del Team Hoka One One finish time di 54’36” che gli ha permesso di avere la meglio sullo svizzero del team Salomon Micha Steiner (54’56”)  e l’altro  sondriese di Lanzada Giovanni Rossi (55’56”).
Nomi di assoluto valore anche al femminile con la britannica in forze all’Atletica Alta Valtellina prima assoluta on 56’46”. Alle spalle della campionessa europea 2016 di corsa in montagna, l’ex iridata Alice Gaggi in1h01’03”. Terza Alessandra Valgoi (Atletica Alta Valtellina) in 1h12’01”.