Di scarpe da running per pronatori (Kairos di 361°) e di corse a 50 anni

Oggi vi vorrei parlare di un modello di scarpe che ho recentemente provato. Ma dal momento che ho sempre meno tempo per aggiornare il blog e sapendo che molti di voi lo leggono, vorrei fare una piccola digressione sull’iniziare a correre in tarda età.

Molte e molti di voi sulla cinquantina mi chiedono se sia possibile iniziare a correre a questa età. Certo che lo è. Non c’è una età massima per iniziare a correre. Cambia solo il “come” farlo.

Ognuno di noi ha dentro di sé la voglia di cambiamento. Bisogna solo che scatti quella scintilla che ci spinga a fare cose mai fatte e scavalcare i limiti della mente, per scoprire che oltre, una volta superate le paure, c’è un altro mondo ad attenderci. Le fasi della vita sono varie e grazie a Dio non si rimane sempre uguali. A volte è necessario cambiare lavoro, partner, città e anche amicizie. Cambiare a volte è doloroso. Ma cosa c’è di più doloroso del rimanere bloccati in una situazione che non ci piace?

Allora facciamoci coraggio e iniziamo. Un passo alla volta.

La motivazione principale che vi deve spingere a intraprendere l’attività fisica è quella di rimanere in salute. Poi arriva il resto: una forma fisica migliore, i risultati piccoli o grandi che siano che ci servono ad acquisire fiducia in noi stessi e più autostima. L’auto-disciplina che ci fa diventare persone migliori, insegnandoci a uscire ad allenarci anche nelle giornate peggiori, ad attingere a quell’energia interiore tutte le volte che ne abbiamo bisogno, in qualsiasi situazione della vita. Senza mollare al primo colpo.

I pigri e gli scettici vi diranno che iniziare a correre  a 50 anni fa male alle ginocchia. Vero se si arriva ad avere un sovraccarico di allenamento (ma non è il vostro caso) o se si è in sovrappeso. In quest’ultimo caso si può prediligere, in attesa di ritornare al peso forma, la camminata o l’alternanza corsa/camminata

In realtà recenti studi hanno dimostrato che l’attività fisica rafforza la cartilagine e i tessuti articolari anche se non si è più giovanissimi e che i runner che corrono abitualmente hanno un rischio molto ridotto di sviluppare osteoartrosi.

Sicuramente uno sport come la corsa, richiede un riscaldamento adeguato pre-allenamento, esercizi di mobilità articolare e uno stretching accurato post allenamento. Inoltre è necessario praticare almeno una volta alla settimana un allenamento funzionale, per compensare la diminuzione della massa muscolare e per tonificare quei muscoli che sostengono le articolazioni, come il gruppo muscolare dei glutei, degli addominali e i quadricipiti.

Insomma, il running non è proprio mettere un piede davanti all’altro, soprattutto se non si è più giovanissimi. Ma nell’ottica del nostro cambiamento volto al benessere, se pratichiamo la corsa con coscienza non possiamo che trarne solo vantaggi e gioie per il fisico e per l’umore, facendola diventare una sana e piacevole abitudine nella nostra quotidianità.

Un’altro elemento fondamentale per iniziare a correre bene evitando infortuni è la scelta dell’attrezzatura giusta, come la scarpa da running. Tale scelta non può essere fatta con superficialità, perché su internet c’è una scarpa a un prezzo stracciato o perché l’amico o l’influencer di turno ci dice che dobbiamo assolutamente correre con questo o quel modello.

La cosa più seria da fare è recarsi presso un negozio specializzato running è fare la prova dell’appoggio. Molti negozi sono dotati della pedana baropodometrica per la prova statica e dinamica. In base ai risultati, al vostro peso e al vostro modo di correre, il negoziante saprà indicarvi la scarpa più adatta.

Kairos di 361°

Tornando alla recensione delle scarpa, questo è un modello per pronatori. La pronazione è il movimento che il piede effettua verso l’interno, dalla fase di appoggio a quella di spinta, partendo dalla parte esterna del tallone  passando dal meso-piede e per finire verso l’interno dell’avampiede. Una leggera tendenza ad andare verso l’interno è naturale e può considerarsi parte del movimento biomeccanico del piede, mentre un’eccessiva pronazione può essere invece causa di vari infortuni.

La nuova proposta del brand della categoria stability fornisce un eccellente comfort e controllo del movimento: il supporto mediale e laterale aiuta a guidare il piede durante il movimento. Il design del tallone fornisce una buona stabilità nella parte posteriore del piede.

Kairos di 361° rappresenta l’unione delle migliori tecnologie racchiuse nei modelli Sensation 4, Strata 4 e Meraki 4.

Il modello è stato progettato utilizzando la tecnologia Morphit di nuova evoluzione, per fornire un supporto dinamico e traspirante nellatomaia in mesh. Quest’ultima è stata potenziata come vestibilità in corrispondenza dell’avampiede. Il nuovo design della linguetta Pressure Free offre un maggiore comfort durante la flessione.

Grazie alla consolidata tecnologia Quikfoam del brand combinata all’intersuola in EVA+, molecole di gomma e un rivestimento in PU, la scarpa risulta essere ben ammortizzata e reattiva, con un effetto cushion combinato a un giusto ritorno di energia, supportando il piede con una sezione a densità differenziata che dall’area tallonare si estende fino a quella mediale.

La scarpa è leggera, con un peso (uomo 295 g – donna 243 g) e ha un drop di 8 mm

Da prendere in considerazione tra le scarpe da provare se avete bisogno di supporto mediale 

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