L’età è uno stato mentale: le maratone di Maria Teresa per aiutare i malati di Alzheimer

A vederla dal portamento e dal fisico sembra una ragazzina. Se poi la si osserva mentre corre, la postura perfetta e la falcata decisa non lasciano dubbi. Pare che MT (Maria Teresa) abbia fatto un patto con il diavolo.

Solo ogni tanto lo sguardo lascia trapelare le fatiche e i dispiaceri che una donna, nell’arco dei suoi 66 anni, ha provato e vissuto senza sconti.

Ma quegli occhi sono gli stessi che si accendono di entusiasmo quando parla dei suoi progetti e soprattutto del suo rapporto con la corsa.

Maria Teresa ha corso due maratone nell’arco di un mese per raccogliere fondi per Genera Onlus, un’impresa sociale che sviluppa interventi educativi, socio-sanitari e abitativi per e nelle comunità, promuovendo partecipazione e intergenerazionalità.

Il devoluto viene destinato a VICHIe, un sistema interconnesso volto a stimolare/facilitare le attività cognitive intergenerazionali che coinvolgono gli anziani (con e senza deficit fisici e cognitivi; in particolare gli anziani affetti da malattia di Alzheimer) e i bambini anche in età prescolare (a partire dai primi 6-8 mesi di vita).

Una stanza interattiva che permette ai malati di Alzheimer in particolare di svolgere attività terapeutiche e stimolanti.

VICHIe verrà installato nel primo villaggio Alzheimer di Milano denominato Grace, nel quartiere Figino, dove Genera Onlus gestisce il centro diurno.

Dopo Londra il 3 ottobre e Barcellona lo scorso 7 novembre (sostituita all’utlimo alla tanto attesa maratona di New York), Maria Teresa continua a dare sostegno al progetto e a correre per sensibilizzare il più possibile sul tema dell’Alzheimer.

Perché hai scelto di supportare il progetto di Genera Onlus?

Conoscevo già Cecilia che lavora nella onlus, ne parlavamo fin da prima del lockdown e l’idea originale era quella di correre tutte le maratone Major. Poi per forza di cose il programma è stato ridotto a due sole maratone: Londra e New York. E poi nella vita non si sa mai, se dovessi averne bisogno in futuro almeno so dove andare…(ride).

A che età hai iniziato a correre?

Ho iniziato verso i 50 anni. Un’amica mi ha coinvolto nelle sue corse mattutine e da subito la sensazione mi è piaciuta. Così mi sono iscritta ai corsi del comune di Milano, il CorriMi, e mi sono davvero appassionata.

Quante maratone hai corso?

Con l’ultima maratona corsa a Barcellona sono sei. Fino ai 61 anni mi ero sempre detta che non avrei mai corso una maratona. Poi non so cosa è scattato nella testa, ho iniziato a correre quella di Firenze e da lì non mi sono più fermata.

Cosa ti piace della maratona?

Caratterialmente sono una che ama esplorare i propri limiti. Mi piace capire fin dove arrivo e se ci arrivo, mi piace sfidarmi. E secondo me alla mia età la maratona è sfidante. Se qualcosa sembra complicata e difficile da realizzare, a me interessa di più. Mi dici che qualcosa è impossibile? Io ti faccio vedere che ce la faccio. Altrimenti non avrei mai sposato mio marito (ride ancora).

Ma che cosa significa per te la corsa e che spazio ha nella tua vita?

La corsa ha uno spazio determinante .Senza di lei non avrei affrontato certi momenti difficili della vita e per me la corsa è vita, è come una medicina, uno psicofarmaco. Mi fa sentire bene. E’ uno spazio imprescindibile della mia vita e non ci rinuncerei per nulla al mondo.

Tu però hai un fisico atletico. Che non arriva a una donna che inizia a correre a 50 anni…

Ho fatto ginnastica artistica a livello agonistico fino a 17 anni. Poi sono andata a cavallo, ho giocato a tennis tantissimo, ho fatto danza di ogni genere e tipo. Basta muoversi!

Comunque tu sei la dimostrazione vivente che si può correre fino a quando si vuole…

Sì, penso di sì. Se si è in salute si può. Ovviamente cambiano le prestazioni. In particolare vorrei dire alle donne delle mia età, che magari rinunciano a iniziare l’attività fisica per paura o per vergogna, che l’età è solo uno stato mentale e che non esiste un’epoca della propria vita in cui non ci si possa dare degli obiettivi o realizzare dei sogni. L’età non è un limite. Se pensi di potercela fare, ce la fai. La vita è bella anche a 60 anni. Certo, a 30 era meglio…

Come sono andate le due maratone che hai corso, Londra e Barcellona?

Bene, poteva andare meglio ma non mi lamento. Qualche dolore qua e là. In ogni caso è stato bello correre Barcellona avendo già fatto la preparazione per Londra.

Come mai hai scelto queste due maratone come oggetto della raccolta fondi?

A Londra ci sono arrivata per caso, invitata da un’amica. In progetto c’era solo New York e senza scopo benefico, quindi ho chiesto al coach se potevo Correre due maratone in un mese. Dopo che ho avuto il suo benestare ho realizzato che tanta fatica doveva portare a qualcosa di concreto. Così ho contattato la onlus.

Che differenza c’è tra correre per il semplice piacere di farlo e correre invece con un obiettivo filantropico?

Per come sono fatta io, a continuare correre per il piacere di farlo dopo un po’ mi stufo. Io devo avere sempre un obiettivo. Piccolo o grande che sia, avere una motivazione mi spinge a fare nei momenti in cui o meno voglia. Legarlo al motivo benefico mi dà una spinta in più. E’ bello poter usare la propria passione per fare qualcosa di buono e aiutare gli altri.

Dopo questo progetto?

Se questa raccolta funziona continuerò a sostenere Genera Onlus, che oltre a VICHIe ha altri progetti interessanti anche dedicati ai bambini. Fare qualcosa per gli altri, soprattutto per chi ha più bisogno di te, dona un senso speciale alla vita. Per questo è importante donare. Oggi le possibilità e le scelte per farlo sono infinite. Ognuno può dare il proprio contributo e può farlo come meglio crede. Come si suol dire “dare è meglio che ricevere”, io ci credo molto a questo.

E se ci credete anche voi, potete DONARE QUI

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